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Firenze. Vogliono lo stadio nella piana di Castello
6 Gennaio 2009
Firenze
Una grande area tra Firenze e Prato, tra l’Arno e le colline, una volta strategica per il futuro della metropoli, sempre più ridotta a discarica. Il parere di Giorgio Pizziolo. L’Unità, 21 giugno 2008

Stadio, la Fiorentina forza la mano

di Tommaso Galgani

La Fiorentina alza il tiro delle richieste e si complica la strada verso l’approvazione della nuova convenzione col Comune per gestire lo stadio Franchi. A questo punto, visto che l’attuale accordo scade tra nove giorni, si fa strada l’ipotesi di una proroga, che potrebbe scattare in automatico e durare per altri dodici mesi. Nel frattempo l’assessore allo sport di Palazzo Vecchio, Eugenio Giani, conferma l’intenzione di portare la convenzione all’approvazione della giunta del primo luglio, e di lì poi presentarla al consiglio comunale prima di fine luglio. Anche se ormai non si sa sotto quali forme il documento potrebbe giungere al vaglio dell’aula.

Ieri infatti sono stati rimessi in discussione diversi aspetti nel corso dell’atteso incontro tra la commissione cultura e sport, l’assessore Giani e i rappresentanti della società viola, l’ad Sandro Mencucci e il vicepresidente Mario Cognigni. I due hanno mostrato i muscoli. Intanto, sulla convenzione non vogliono sentir parlare di durata inferiore a 12 anni: «Investiamo 5 milioni per ammodernare il Franchi, abbiamo il diritto di ammortare l’investimento. E niente aumenti dell’affitto (750mila euro l’anno, ndr) se facessimo fruttare la nostra imprenditorialità nella gestione dell’impianto», hanno detto. Circa la gestione degli eventi extrasportivi, Mencucci e Cognigni rimettono invece in discussione la possibilità del Comune di organizzare due serate l’anno: «Per quelli sociali non c’è problema, siamo disponibili gratis, ma non comprendiamo il motivo per cui potremmo perdere la possibilità di gestire i concerti, visto che al massimo al Franchi se ne fanno 1-2 l’anno», hanno spiegato.

Ovviamente si è parlato anche del nuovo stadio, che costituisce un altro fronte complicato tra Comune e Fiorentina. Cognigni ha ribadito che la società presenterà un progetto a luglio. «Sarà uno stadio con strutture di fruizione per tutta la città e non soltanto per la Fiorentina», ha detto il vicepresidente. Che ha però ribadito anche di non voler inserire nella convenzione nessun riferimento a impegni della Fiorentina circa la costruzione di un nuovo impianto. E che sta al Comune individuare il luogo dove potrebbe essere realizzato. Ma la commissione ha ribaltato il discorso dela Fiorentina: «Prima ci presenti uno studio di fattibilità, poi sarà dato avvio alle procedure amministrative per l’individuazione dell’area».

«Castello potrebbe essere adatto, l’Osmannoro pare di dimensioni ridotte», ha dichiarato Mencucci. Sull’ipotesi Castello, che comporterebbe una riduzione del parco da 80 ettari programmato nell’area, nella maggioranza il Pd si ritrova isolato ad aprire all’ipotesi («ma andrebbero modificati gli attuali piani urbanistici sull’area», ha precisato il capogruppo Alberto Formigli): Sd, Pdci e Verdi pensano invece che «il parco non si tocca», mentre il Ps glissa dicendo che «in quell’area sono già in progetto numerosi interventi». Non solo. Perché ieri, sulla questione nuovo stadio, si sono palesate anche le prime perplessità bipartisan: «Siamo sicuri che rappresenti una priorità per la città?» si chiedono i consiglieri Paolo Amato di Forza Italia e Anna Soldani di Sd.

Nuovo stadio a parte, ad ogni modo, le divergenze tra amministrazione e Fiorentina riguardano anche altro. Resta infatti in ballo anche la questione dei Campini, per ristrutturare i quali la società viola ha pronti due milioni di euro. Giani le ha promesso l’autorizzazione a iniziare i lavori per il 30 giugno: le emergenti difficoltà nell’approvazione della convenzione sarebbero risolte dall’assesore tramite una delibera di giunta, per non deludere la parola data a Cesare Prandelli.

Infine, resta pendente il contenzioso tra Palazzo Vecchio e Fiorentina su circa 150mila di arretrati per lo sfruttamento della pubblicità, che secondo il Comune la società dovrebbe pagare. Ma anche qui Mencucci ha parlato chiaro: «Mi vengono le bolle a pensarci. La realtà è diversa, come dimostreranno i nostri legali ai giudici».

Giorgio Pizziolo: «Ma Castello è già sovraccarica»

di Osvaldo Sabato

«Il nuovo stadio a Castello? L’area è già talmente sovraccarica, che metterci ancora un’altra funzione a scapito di quel verde che è rimasto, mi sembra veramente problematico».

È il parere di Giorgio Pizziolo, docente di urbanistica all’università di Firenze. Palazzo Vecchio apre all’ipotesi di costruire il nuovo impianto in questa parte della città e ovviamente si scatena un dibattito tra gli esperti. I dubbi del professore Pizziolo prendono spunto dal progetto che hanno in mente i patron della Fiorentina: un contenitore polifunzionale, nel quale: oltre al campo di calcio e tribune, si prevede un contorno di negozi, ristoranti, spazi fitness, come nel resto d’Europa. Ma la domanda è sempre la solita: siamo così sicuri che Castello è il posto più adatto per realizzare tutto ciò? L’urbanista dell’ateneo fiorentina è convinto di no. «Probabilmente il nuovo stadio si tira dietro tante altre cose - spiega Pizziolo - e quindi alla fine mezza città si riverserà su Castello, perché non si parla solo di uno stadio, ma di un complesso urbanistico estremamente impegnativo». Il timore è che alla fine a pagare dazio sia sempre l’ambiente, in questa area già sottoposto ad una pressione costante «il rischio è di compromettere tutto definitivamente».

Quindi per l’urbanista lì lo stadio non va bene. A meno che, aggiunge Pizziolo, l’amministrazione non decida di eliminare parte delle volumetrie già previste per fare largo all stadio. «Forse potrebbe essere una sostituzione e non un’aggiunta» osserva Pizziolo «ma sarebbe estremamente problematico lo stesso». Ma la vera questione è un’altra: perché non si inizia a pensare sul serio in termini di area metropolitana? «Tenere tutto nei confini amministrativi di Firenze è ormai impossibile» dice Pizziolo. In quest’ottica si può anche pensare ad un nuovo stadio. E allora perché non allargare davvero l’orizzonte a tutto l’hinterland fiorentino? Per quello di Firenze si prendono come esempi gli stadi delle grandi città europee, ma viene tralasciato (volutamente?) il tema della loro collocazione, quasi sempre distanti decine di chilometri dalla città, con strade a più corsie per raggiungerli e un sistema di trasporti pubblici. Non si può dire la stessa cosa per Castello e Osmannoro 2000. «Iniziamo a pensare tutta l’area intorno a Firenze, fino a Prato» insiste Pizziolo. Una provocazione? «Tra le altra cose pensiamola anche in termini di riqualificazione ambientale, altrimenti la città non resiste». In questo senso l’area di Castello, per Pizziolo ha una «funzione ecologica di ricongiungimento delle colline all’Arno». Insomma in un dibattito più impegnativo il nuovo stadio dovrebbe essere letto come un tassello di un puzzle urbanistico più ampio.

«A me sembra che qui tirino a sorte per scegliere dove fare lo stadio - insiste Pizziolo - c’è la disponibilità del parco di Castello? Ecco lo vogliono fare lì, senza nessuna riflessione generale su tutta l’area metropolitana». «Basta riempire ogni casella di qualche cosa». Parola di Giorgio Pizziolo.

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