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Marco Gasperetti
Firenze, il tram lontano dal Duomo
22 Settembre 2009
Firenze
Dopo anni, forse si sblocca il conflitto fra una mobilità pubblica più efficace e la tutela e valorizzazione degli spazi oggetto di quella mobilità. Il Corriere della Sera, 22 settembre 2009 (f.b.)

FIRENZE — A sorpresa, nel giorno del suo onomastico, il sindaco di Firenze annuncia che entro un mese chiuderà al traffico la piazza del Duomo. Decisione coraggiosa, quella di Matteo Renzi, non solo perché nessun amministratore si era spinto così in avanti per bloccare uno degli snodi del traffico più atipici e terribili della città e del mondo, ma perché con il provvedimento si cancella il contestatissimo tragitto della linea 2 della tramvia che avrebbe dovuto sfiorare duomo e battistero e oscurare il campanile di Giotto.

Un progetto, quello del tram, che per anni ha diviso la città, provocato polemiche, accuse, fazioni trasversali, referendum e petizioni e ha scosso la passata maggioranza. Contro al progetto si erano espressi l’ex ministro Antonio Paolucci e il regista Franco Zeffirelli, il critico d’arte Vittorio Sgarbi e la sovrintendente al polo museale Cristina Acidini. E gran parte della campagna elettorale era stata incentrata sul sì o il no alla tramvia.

«È un gesto di riconciliazione civica — dice in consiglio comunale Renzi — un modo per mettere fine ai partiti del no e del sì. Ed è un provvedimento che va nella direzione della bellezza per recuperare una piazza, valorizzare le sue opere d’arte».

Dove passerà il tram? Palazzo Vecchio e società costruttrice hanno già un piano alternativo con due possibilità: una deviazione verso piazza San Marco a est della cattedrale, e un’altra a ovest in direzione di Piazza della Repubblica.

Si va avanti, insomma. «Perché il progetto del tram non è stato cancellato — spiega Renzi —. Si farà con un tragitto alternativo che presenteremo in consiglio». Poi il sindaco promette: «Non ci saranno mai più disastri nei lavori come quelli accaduti alla linea 1 con ritardi a oggi di un anno e mezzo. Le linee 2 e 3 saranno completate presto e bene e il comune avrà il controllo totale sull’opera. Allo stesso tempo piazza del Duomo da spartitraffico più elegante del mondo, come l’ha definita ironicamente Alberto Arbasino, diventerà la piazza più elegante del mondo ». Alla fine, anche dall’opposizione i pareri sono favorevoli. Esulta persino il fiorentino Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, che parla di grande vittoria di Firenze. E sottolinea: «Quando anni fa iniziai a parlarne io tutta la sinistra era scandalizzata». Mentre il consigliere del Pdl, Giovanni Donzelli, rileva che «il sindaco dice tante belle cose, ma si dimentica di raccontarci come mettere in pratica i progetti». I problemi saranno non solo di carattere urbanistico. Renzi dovrà affrontare le lobby di tassisti, albergatori, ristoratori e risolvere qualche problema logistico della curia, che nella piazza ha sede.

E soprattutto il nuovo sindaco di Firenze dovrà affrontare la fronda del partito ancora fedele all’ex sindaco Leonardo Domenici che quel progetto sostenne fortissimamente. Matteo Renzi, intanto, incassa un primo sì dalla sovrintendente, l’autorevole e ascoltatissima Cristina Acidini. «Da storica dell’arte non posso che applaudire all’iniziativa che viene incontro a nostre segnalazioni. Come cittadina e grande utilizzatrice di mezzi pubblici, prima di esprimere un giudizio, valuterò il progetto alternativo ».

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