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Nicholas Farrell
Farrell e l'intervista a "Spectator". "Berlusconi racconta frottole"
10 Aprile 2004
I tempi del cavalier B.
Lettera aperta al Cavaliere del giornalista inglese autore dell'intervista su Mussolini "buono" e sui giudici "matti", da Repubblica on-line del 20 settembre 2003. "Parla di una 'chiacchierata', ma sapeva che non era così e durante il colloquio non abbiamo bevuto alcolici".

ROMA - Le bugie hanno le gambe corte. Almeno questo è quanto sostiene il giornalista inglese Nicholas Farrell a proposito del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Che per giustificare le sue recenti affermazioni su fascismo e giustizia, afferma Farrell, sta raccontando una frottola dopo l'altra agli italiani.

Nicholas Farrell non è un giornalista qualsiasi. E' l'uomo che ha realizzato l'intervista per The Spectator dopo la quale sul premier italiano si è scatenata una bufera senza precedenti. Per intenderci, è l'intervista su Mussolini in versione "buonista" e sui giudici "mentalmente disturbati". Ebbene, al Cavaliere che si è difeso dicendo di essere stato travisato, e che davanti alla comunità ebraica ha parlato di una chiacchierata "tra amici" accompagnata da ben due bottiglie di champagne (e dunque male interpretata), Farrell replica puntigliosamente. E smonta l'intera versione fornita dal capo del governo.

Ecco l'esordio della lettera aperta scritta dal giornalista inglese e pubblicata oggi dalla Voce della Romagna: "Caro Cavaliere, quello che sto per scriverti mi addolora perché, mio Berlusca, tu sei grande e io ti voglio bene, ma la verità è sacra e tu non hai detto la verità, hai raccontato alcune frottole e io ho le prove".

Prima bugia. "Continui a dire - scrive Farrell - che la nostra intervista con te era 'una chiacchierata estiva tra amici', non un'intervista con dei giornalisti. Invece era un'intervista on the record (ufficiale) e sono servite settimane per organizzarla. Questo è il motivo per cui sia io che Boris abbiamo messo i nostri registratori sul tavolo di fronte a te e poi, naturalmente, li abbiamo accesi". Su questo punto il giornalista rivela anche un altro dettaglio, con il quale vuole dimostrare che Berlusconi era perfettamente a conoscenza della ufficialità del colloquio: "All'inizio della nostra intervista hai chiesto a me e a Boris (Johnson, il direttore del settimanale, ndr.) se avremmo fatto le domande in inglese e ha chiesto di sapere quando e dove sarebbe apparsa l'intervista". La risposta - dice Farrel - l'ha data appunto Johnson, dicendo al premier che sarebbe stata pubblicata "la prossima settimana su una rivista chiamata The Spectator di cui io sono il direttore".

Seconda bugia. E' quella raccontata ai leader della comunità ebraica alla Sinagoga di Roma mercoledì scorso. "Hai detto loro che tu hai fatto commenti sui giudici pazzi e il benigno Mussolini solo perché eri a little tipsy (un po' alticcio) dopo aver bevuto 'due bottiglie di champagne' con noi". Non è vero, e Farrel lo segnala in modo piuttosto colorito: "Ma và, Berlusca! Tu sai bene quanto noi che l'unica cosa che abbiamo bevuto durante l'intervista era tè freddo al limone, molte caraffe di tè freddo al limone".

Quindi: "Smetti di dire queste frottole, altrimenti non verrò mai più a intervistarti in Sardegna, e smetti di chiamare me e Boris criminali, perché noi siamo giornalisti e facciamo il nostro mestiere, che è quello di seminare zizzania, che non è più un delitto capitale". Nicholas Farrell conclude ironicamente "raccomandando" a Berlusconi di "fare il bravo", altrimenti "è pronta la pubblicazione della terza puntata". Lasciando tutti con la curiosità di sapere cos'altro avrà mai detto Silvio Berlusconi in quelle due ore di conversazione on the record e senza una sola goccia di champagne.

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