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Silvia Fumarola
Fabio Fazio "Siamo alla negazione del servizio pubblico"
1 Ottobre 2009
Articoli del 2009
"Gocce d´odio verso Raitre la politica si sente proprietaria". Intervista su la Repubblica, 1 ottobre 2009

Fabio Fazio non ha dubbi: «C´è questo clima in televisione perché la politica pensa di essere proprietaria di tutto. Non è così». Da sabato torna su RaiTre con "Che tempo che fa", nel giorno della manifestazione della libertà di stampa. La rete per cui lavora è assediata; i toni diplomatici lasciano il posto a qualche battuta caustica.

Fazio, ha mai pensato veramente che non le avrebbero rinnovato il contratto?

«Mi è sempre parsa un´ipotesi eccessiva, salvo nelle ultime settimane».

Tutti i fucili sono puntati su RaiTre.

«C´è un annoso problema, si dà per scontato che la politica sia proprietaria del paese e i cittadini sudditi. Invece dobbiamo recuperare il diritto di cittadinanza, dettando a noi stessi l´agenda della nostra vita senza temere le conseguenze dei nostri gesti. Credo che fare servizio pubblico significhi confrontarsi onestamente dal punto di vista intellettuale, rispettando il pubblico. Poi pazienza se qualcuno non si confronta e attacca».

Quindi lei dice che vi attaccano per il solo fatto che esistete.

«Se uno si ritiene proprietario, ma io non mi ritengo proprietà di nessuno».

Cosa la offende?

«La violenza verbale di cui sono fatte oggetto persone, con nomi e cognomi, la rete per cui lavoro. Gocce d´odio che vengono instillate tutti i giorni, disgustose e temo pericolose, perché chi legge certe frasi, chi le ascolta, si abitua all´idea che sia un linguaggio accettabile. Non è possibile che il maggioritario invece di essere un sistema elettorale sia diventato una linea spartiacque: o con noi o contro di noi».

"Annozero" è finito nel mirino del governo.

«Fa parte dell´atteggiamento proprietario di cui sopra: l´idea che lo spazio pubblico, sia esso la televisione o la scuola, non sia quello del confronto di tutte le idee, ma lo spazio del potere da usare in una solo direzione. La negazione del servizio pubblico».

Sabato ci sarà la manifestazione per la libertà di stampa.

«La libertà di stampa è un valore fondamentale e un diritto da rivendicare giorno per giorno, se ti rendi indisponibile a fare compromessi, a obbedire. Non è obbligatorio dire sempre di sì».

L´hanno accusata di fare "domande accomodanti".

«Mi fa ridere: certi giornalisti piuttosto che fare una domanda si ammazzano, e rompono le scatole a me? Da Vespa nella serata col premier non si è sentita una domanda».

Viene considerata una persona cauta; Berlusconi parla di "partito di RaiTre".

«Non si può rinunciare al proprio carattere e alla buona educazione, uno non può sputare per terra per fare piacere agli idioti che hanno inventato il termine buonismo. Il partito di RaiTre non esiste, è una rete dove lavora tanta gente che non la pensa allo stesso modo. Ci sono programmi che possono dare fastidio, altri non sono graditi dai non elettori di Berlusconi. Non per questo se ne chiede la chiusura... È sempre il problema di pensare lo spazio pubblico proprietà privata. Invece io penso che si paghi il canone proprio perché quello spazio non sia proprietà di nessuno».

Che ha pensato quando hanno cancellato "Ballarò"?

«Mi è sembrato inutile oltre che sbagliato. L´azienda che ho conosciuto 27 anni fa non c´è più, questa non la conosco».

Chi vorrebbe come ospite?

«Il presidente della Camera Fini».

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