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Antonio Pignatiello
Eolico: la nostra scommessa per il futuro
3 Dicembre 2007
La questione energetica
Ministro dell'Ambiente, presidente della Regione, rappresentante di Legambiente, inaugurano in pompa magna a Partinico 43 turbine. Dal Quotidiano di Sicilia, 16 giugno 2005 (g.p.)

Sulla questione dell'energia pulita parte la scommessa per un'ambiente sostenibile e proprio in Sicilia dove recentemente sono state convocate sedute consiliari nei vari Comuni per gli impianti eolici.

Il ministro dell'Ambiente Altero Matteoli ha inaugurato le eliche dei 43 aerogeneratori da 850 Kw ciascuno; sulle montagne di Partitico, Alcamo e Camporeale, la zona del parco eolico, c'erano anche Totò Cuffaro, il presidente dell'Anev (Associazione Nazionale Energia del Vento), Francesco Ferrante di Legambiente, il vicepresidente della Regione Sicilia, Francesco Cascio e il responsabile della ditta Ivpc per la Sicilia. Questo parco Eolico permetterà la produzione potenziale di 100.000.000 di KWh con un risparmio di 190.000 barili di petrolio, pari a circa 30.000.000 di litri all'anno ed è stato realizzato dal Gruppo Ivpc. Si prosegue così decisamente verso il raggiungimento degli obbiettivi di produzione di energia di fonti rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità, fissati dalla direttiva comunitaria nel 25% entro il 2010, traguardo a serio rischio che può essere raggiunto solo con un'azione decisa ed incisiva.

Per il ministro Matteoli «L'energia eolica è la scommessa che dobbiamo fare per il futuro. In Italia, siamo un pò in ritardo perchè c'è stato un forte dibattito, ma speriamo di poter raggiungere l'obiettivo del 25% di energia prodotta dal vento entro il 2012. In posti come questo produrre energia dal vento è un risultato eccezionale. Per questo dobbiamo trovare le sedi adeguate per impiantare l'eolico».

Attualmente le richieste per la realizzazione di campi eolici in Sicilia sono 150, su otto impianti già funzionanti. Spiegano gli addetti ai lavori che : «Si tratta di un parco eolico da 36,55 MW realizzato dal Gruppo Ivpc costituito da 43 aerogeneratori sviluppanti ciascuno una potenza massima nominale pari a 850 Kw. Gli aerogeneratori sono collegati tra loro ed alla cabina primaria denominata Partinico 2-Alcamo, costituente il punto di consegna dell'energia alla rete elettrica nazionale, da cinque linee elettriche interrate».

«Ricade in un'area che presenta ottime caratteristiche di ventosità per cui l'impianto eolico appare una scelta opportuna in questo sito che tral'altro è facilmente accessibile ed utilizzato a tutt'oggi quasi esclusivamente per pascolo o per colture che possono coesistere con l'impianto, quindi il parco eolico è perfettamente compatibile con l'assetto territoriale. è importante considerare che 43 generatori da 850 Kw ciascuno, eviteranno l'immissione in atmosfera di oltre 50mila tonnellate annue di anidride carbonica. Una centrale eolica è una vera e propria centrale elettrica, ma l'elettricità prodotta ha una caratteristica unica, che la differenzia da quella prodotta da tutte le altre tipologie di centrale elettrica: è assolutamente pulita, ottenuta senza inquinamento e senza emissione di gas-serra o di radiazioni elettromagnetiche di qualsiasi tipo e con il minimo impatto ambientale sull'ecosistema».

«Una centrale eolica è costituita da una serie di aerogeneratori disposti secondo geometrie ben predeterminate al fine di non creare ostacoli reciproci tra le macchine e di consentire la migliore esposizione verso le direzioni predominanti dei venti. Un generatore eolico è costituito da una torre, sulla quale é fissata una capsula di forma aerodinamica, una navicella contenente il generatore elettrico e un rotore formato da tante pale progettate per sottrarre al vento parte della sua energia meccanica. Il principio di funzionamento degli aerogeneratori è lo stesso dei mulini a vento: il vento che spinge le pale. Ma nel caso degli aerogeneratori il movimento di rotazione delle pale viene trasmesso ad un generatore che produce elettricità».

Possiamo notare il Parco eolico e gli impianti ad occhi nudo volgendo lo sguardo verso le montagne del palermitano all'interno del territorio del Golfo di Castellammare verso Camporeale e le montagne che nascondono ai nostri occhi Piana degli Albanesi e Portella della Ginestra.

L'unica domanda che bisognerà porsi ora è l'aspetto economico: se l'impianto eolico farà risparmiare milioni di barili di petrolio ogni anno e considerato lo stato dell'energia in Italia e in Sicilia, bisognerà anche sapere quale costo o quale risparmio ne deriverà per le economie dei cittadini, gli utenti che pagano la bolletta: questo ancora non è stato dato sapere. Ma soprattutto, visto che l'energia prodotta dal Parco Eolico sarà immessa nella Rete elettrica nazionale, che tipo di benefici, e se ce ne saranno, potranno essere ricondotti alla Sicilia che ha già l'esperienza del prezzo della benzina alto nonostante sia una zona produttrice di petrolio.

Negli ultimi anni una vera e propria trasformazione sta avvenendo in tutti i campi dell'energia e dell'approvigionamento e produzine oltre che gestione della stessa energia e dei servizi indispensabili alla vita moderna industrializzata: il Parco Eolico, che chiamato Parco può far pensare a una cosa in subordine di matrice solo ambientalista mentre si tratta essenzialmente di un modo di produzione non inquinante o comunque non sfruttando il petrolio, il Parco Eolico dunque è solo l'ultimo anello di congiunzione di un programma più vasto di riforma della produzione e della gestione dell'energia.

In cantiere, e non senza polemiche e dubbi, esistono infatti anche i Termovalorizzatori (ne sono previsti 4 in Sicilia, uno a Bellolampo a Palermo e su cui gli ambientalisti sono contrari); e per la gestione delle acque e dei rifiuti è previsto l'Ato: su queste cose per il momento sembra minima l'attenzione dell'opinione pubblica che sembra accettare le trasformazioni senza una precisa idea di quello che può essere il futuro, un futuro che intanto per ora con il parco Eolico è già presente in forma operativa. Ma esiste anche un altro futuro, più decisivo per le economie dei cittadini e di cui ancora poco si conosce: le bollette dei consumi dell'energia, dell'acqua e dei servizi connessi di cui non si sa ancora nulla.

«Quando soffia il vento – continuano gli ingegneri a spiegare – le pale si mettono a girare e l'energia cinetica è trasformata in energia elettrica dal generatore della navicella. L'energia così prodotta viene convogliata su un trasformatore che ne innalza la tensione prima che venga immessa nella linea di trasmissione».

Di regola, i moderni aerogeneratori entrano in azione quando la velocità del vento si avvicina ai 20 km/h, esprimono il massimo rendimento fra 40 e 50 km/h, e si disattivano intorno ai 110 km/h.

«Il problema maggiore – continuano gli ingegneri – che deve affrontare la produzione di energia eolica, infatti, è la naturale incostanza dei venti, che si traduce in un funzionamento discontinuo degli aerogeneratori. Per questo motivo, sono ritenute adatte all'installazione di aerogeneratori soltanto le località caratterizzate da una velocità media annua del vento di almeno 21 km/h. Le turbine convertono direttamente l'energia cinetica del vento in energia meccanica utilizzata per la generazione di energia elettrica. L'aerogeneratore opera a seconda della forza del vento. Per cominciare a funzionare è necessario che la forza del vento sia di almeno 4-5 m/s, ad elevata velocità (20-25 m/s) invece l'aerogeneratore per motivi di sicurezza si pone automaticamente in posizione di stallo. L'energia elettrica generata dalla turbina a 690 Volt, viene convogliata alla basa della torre, in una cabina dove viene trasformata da 690 Volt a 20.000 Volt. Queste cabine di trasformazione ospitano anche le unità di controllo di ciascuna turbina ed alcune unità di corrente reattiva oltre alle apparecchiature di controllo per il monitoraggio centrale. Dalle cabine l'energia prodotta viene convogliata, tramite cavi interrati, alle sottostazioni dove viene trasformata da 20.000 a 150.000 Volt e quindi immessa nella rete nazionale».

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