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Irene Campari
Dove Osano le Cicogne
6 Marzo 2010
Altre città italiane
Dal sito Circolo Pasolini Pavia, un flash di rito ambrosiano terzo millennio fotocopiato sul Ticino, e magari miserabilmente targato riqualificazione (f.b.)

Si vola alto a Pavia. L’urbanistica svettante attende solo l’arrivo delle cicogne. E’ un attimo per loro spostarsi dall’Oasi di Sant’Alessio con Vialone (nano) all’oasi pavese con Vialone (gigante). Qualche giorno fa è stato annunciato l’arrivo del grattacielo. Le torri medievali sono a rischio, e noi - ottimi manieristi - simuliamo la competitività medievale costruendo grattacieli nel quartiere Ovest, area ex Neca. Li costruirà Caltagirone, ricevuto in Comune qualche mese fa. Li progetterà Tekne e Fuksas.

Il primo sta lavorando anche al Broletto. Il tutto legato al sistema fiera milanese. Il nuovo sistema fiera, che comprende, in vista dell’Expo2015, anche la nostra cittadina. Cittadina che punta in alto. Chi guarda al Pirellone non può che avere quello sguardo. In mezzo al quartiere di villette nuove di zecca, spiccherà il grattacielo. Chi ci abiterà, secondo l’assessore all’urbanistica, dovrà essere contento di tornare a casa. Ai piani altissimi il Pm10 potrebbe essere ad una percentuale minore. Aspettiamo le cicogne per verificare. Magari i contenti tornano a casa da Milano, dove di condomini alti ce ne sono troppo pochi. Tornare a casa... ma non venire a lavorare. Perché a Pavia, a parte il pubblico impiego, di lavoro non ne ha da offrire, ma di case sì. E se ne costruiscono ancora per “attirare abitanti” (assessore Fracassi). Se le giunte di centrosinistra hanno trasformato Pavia in un dormitorio, quella di centrodestra ne prende atto e, soddisfatta che il grosso del lavoro se lo sia sobbarcato qualcun’altro, lo rifinisce a modo suo.

Che dire poi della giustificazione apparentemente saggia: grattacieli per non consumare suolo. Come se fossero necessari, si adduce la motivazione più à la page. Non farli sarebbe stato meglio. Ma questo non lo possono dire. E salta agli occhi una prima, clamorosa, contraddizione. Nell’autunno scorso, il Consiglio comunale ha deliberato una lottizzazione alla Vernavola. Non per costruire grattacieli, per carità, ma palazzine (due? sei? mah). Ho sbirciato le carte che ho potuto avere. Niente male come affare. Nel bel mezzo di uno dei luoghi più belli del Parco del Ticino e Parco Visconteo, soggetta a vincoli sovraordinati (Tavola 23 Prg), si concede il permesso a costruire. Dopodiché si sono detti "basta con il consumo di suolo", è l'ora di costruire grattacieli. E piace, piace anche l’idea già in essere in molte metropoli: i giardini pensili.

Spostare pezzo per pezzo la Vernavola sui tetti dei grattacieli in costruzione nelle aree dismesse potrebbe essere un’idea originalissima, un colpo di genio insuperabile: compensare e perequare la lottizzazione nei parchi con i giardini e gli orti sui tetti dei grattacieli. Peccato che Pavia non sia una metropoli, peccato che Pavia abbia molto terreno agricolo intorno, peccato che potremmo goderci i nostri parchi se solo fossero tutelati, peccato che non siamo a Chicago. Perché qualche amministratore ho l’impressione sia convinto di star a governare Chicago. Ricordiamocelo prima che il vialone nano venga allagato sui tetti a terrazza dei grattacieli della ex Necchi, della ex Snia, della ex Neca.

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