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“Distruggono la Scala dei turchi a Realmonte”
29 Luglio 2009
Lettere e Interventi
Danilo Verruso

Caro eddyburg, Nel golfo compreso tra Capo Rossello e la Scala dei Turchi, che ha ispirato alcuni racconti di Andrea Camilleri, sono stati realizzati da poco dei frangi flutti, parallelamente alla costa, con lo scopo di proteggere la parete marnosa che chiude alle spalle un lembo di spiaggia dal valore paesaggistico ineguagliabile. Opere simili sono già state costruite in passato lungo la costa agrigentina ed hanno trasformato spiagge e scogliere bellissime in distese di sabbia dura e impossibile da utilizzare per la balneazione.

Stessa sorte purtroppo toccherà al golfo della Scala dei Turchi se non si rimuoveranno i frangi flutti

L’aumento delle piogge stagionali e la strada che in passato è stata costruita sull’altipiano, favoriscono le infiltrazioni causando un accelerazione del fenomeno franoso a cui, naturalmente, è sottoposta la parete di marna quindi qualsiasi intervento risulterebbe assolutamente parziale.

E’ stato chiesto più volte di modificare il progetto ma è stato risposto che non era possibile perché ormai l’opera era stata finanziata e non si poteva tornare indietro. Il paradosso è che il comune di Realmonte di recente ha avanzato richiesta all’UNESCO di inserire la Scala dei Turchi tra il Patrimonio dell’Umanità e ci si chiede come i lavori si possano conciliare con le regole che disciplinano l’inserimento dei siti tra il Patrimonio dell’Umanità.

La costa agrigentina ha sempre subito le ferite di un abusivismo scellerato e di interventi per la salvaguardia delle coste inadeguati ed episodici che hanno modificato l’aspetto dei luoghi dove siamo cresciuti e dove ritroviamo la matrice della nostra identità. La baia dove approdarono i Turchi per le loro scorrerie, è uno di questi ed è ancora lì come un tempo e tale deve rimanere.

Le chiediamo aiuto e di dare visibilità sul Suo sito a quanto sta accadendo. Grazie mille. Certo di un suo aiuto le porgo cordiali Saluti.

Caro Verruso, di fatti come quello che lei denuncia ne succedono tanti, troppi, in Italia. Quelli che approdano in eddyburg sono la punta estrema di un iceberg. Il nostro sforzo è quello di comprendere, e di far comprendere, perché ciò succede: comprendere è il primo indispensabile passo per chi vuole cambiare. Speriamo che aver dato quel poco di visibilità che possiamo alla distruzione della Scala dei turchi possa aiutare a salvare quel bene.

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