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Demanio: 201 caserme allo Stato, valgono 1 miliardo
14 Maggio 2007
Altre città italiane
L’impiego di quelle caserme può “cambiare il volto delle città”. Una nota dell’agenzia del Demanio incaricata della “valorizzazione” delle caserme, dal sito Demanio Real Estate. Con una postilla

Diventano patrimonio dello Stato 201 ex caserme per un valore di 1 miliardo di euro. Lo prevede il primo decreto per il trasferimento di immobili siglato da Agenzia del Demanio e ministero della Difesa. Il provvedimento e' in corso di registrazione alla Corte dei Conti e sara' successivamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Il decreto, che rientra nelle disposizioni previste dalla Finanziaria 2007, e' il primo di quattro che sanciscono il passaggio di immobili dagli usi militari al patrimonio disponibile dello Stato.

L' operazione di trasferimento degli immobili ex Difesa si concludera' entro luglio 2008, quando l' ultimo decreto completera' l' individuazione dei beni da trasferire all' Agenzia del Demanio, per un valore complessivo di 4 miliardi di euro. I 201 immobili, oggetto di questo primo decreto, saranno consegnati all' Agenzia del Demanio entro il 30 giugno 2007.

E' prevista per luglio 2007 una seconda lista di beni per il valore di 1 miliardo di euro con consegna entro fine 2007. Con identiche modalita' verranno poi consegnati, entro il 2008, beni immobili per un valore di altri 2 miliardi di euro.

L' Agenzia del Demanio avviera' sui beni ex Difesa progetti di valorizzazione e di eventuale dismissione, condividendo con i Comuni interessati iniziative in linea con i fabbisogni del contesto urbano e sociale nel quale gli immobili sono inseriti. Spesso situati nel centro delle principali citta' italiane, sottolinea l'Agenzia del Demanio, questi beni (caserme, arsenali, poligoni, terreni) rappresentano un' opportunita' di sviluppo e di innovazione nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico e nella pianificazione degli assetti territoriali.

In un'intervista al settimanale 'Economy' il direttore dell'Agenzia del Demanio, Elisabetta Spitz, sottolinea come in alcuni casi, la dismissione dei beni di proprieta' della Difesa possa ''cambiare il volto delle citta''.

Spitz cita l'esempio di Piacenza, dove ''il 50% del territorio e' interessato da beni militari che ora potranno lasciare il posto a iniziative pubbliche, come ospedali, centri di ricerca e teatri''.

Per la valorizzazione del patrimonio ex militare, il direttore del Demanio spiega che ''stiamo aprendo tavoli permanenti di confronto con l'Anci, la Conferenza Stato-regioni e con tutti i singoli comuni interessati, per valutare i loro fabbisogni e definire insieme un piano di riconversione.

Spitz precisa poi che la proprieta' del bene restera' allo Stato: ai privati verra' ceduta la loro gestione. L'ente locale, spiega, ''stabilisce la destinazione d'uso e l'Agenzia redige i bandi di gara per i privati''.

Riprendiamo dal sito sosPatrimonio la nota, diramata dal sito Demanio Real Estate. Il piano presentato dall'Agenzia del Demanio è pubblicato qui

Postilla

Nell’utilizzare questa possibilità i governanti dei comuni dimostreranno le loro reali volontà e capacità, e il modo in cui intendono il termini “valorizzazione”.

Se vorranno guadagnare qualche soldo svendendo ingenti beni comuni, tratteranno col miglior offerente promettendo, in cambio di molti euro, destinazioni d’uso lucrose per i nuovi possessori. Se faranno così, rimarranno senza risposta ingenti fabbisogni sociali, i quali diventeranno l’occasione per occupare nuove porzioni di terreno extraurbano.

Se invece vorranno utilizzare questi immobili pubblici per soddisfare le necessità di attrezzature pubbliche e d’uso pubblico, di verde, di edilizia sociale, evitando così di urbanizzare nuove aree rurali, allora cercheranno il consenso dei cittadini sulla base di progetti urbanistici basati un rigoroso calcolo dei fabbisogni insoddisfatti.

Saremo grati ai nostri collaboratori e lettori se ci informeranno di ciò che accade in giro per le città italiane.

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