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Alessia Gallione
Degrado, il Comune usa la forza
7 Ottobre 2013
Milano
Infiniti colpi di coda dell'urbanistica privatizzata inaugurata dall'attuale ministro Lupi tanti anni fa, i quartieri del Documento di Inquadramento sono una truffa e un disastro. La Repubblica Milano, 7 ottobre 2013

Infiniti colpi di coda dell'urbanistica privatizzata inaugurata dall'attuale ministro Lupi tanti anni fa, i quartieri del Documento di Inquadramento sono una truffa e un disastro. La Repubblica Milano, 7 ottobre 2013

È diventato un pezzo di città fantasma, il quartiere Adriano. I problemi riguardano in particolare le aree di proprietà di un operatore privato, che non ha mai risposto agli ultimatum del Comune. Adesso, per risolvere una situazione di «pericolo sanitario e di sicurezza sociale», Palazzo Marino passa alle maniere forti. Per la prima volta, userà i poteri sostitutivi per bonificare i terreni e realizzare il parco promesso. E ha avviato un procedimento di “requisizione”, che andrà condiviso con la prefettura, per entrare in possesso dei terreni, ripulirli e terminare le opere.

Dopo quasi due anni di ultimatum, il Comune passa alle maniere forti per riportare alla «normalità» il quartiere Adriano. Lì, su quella distesa di terra ai confini con Sesto San Giovanni dove un tempo sorgevano gli impianti della Magneti Marelli, i residenti sono rimasti intrappolati tra l’isolamento, l’insicurezza e il degrado. Un’eredità pesante, quella che si è trovata a gestire la giunta Pisapia. In particolare sulle aree di proprietà del gruppo immobiliare Pasini, che sono diventate un pezzo di città fantasma. «Superati i problemi di Santa Giulia è questa l’emergenza », dice la vicesindaco con delega all’Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris.

La società che avrebbe dovuto realizzare case e servizi non ha mai riposto agli appelli di Palazzo Marino e per la zona, ormai, l’abbandono si è trasformato in una situazione di «grave pericolo igienico e sanitario e di sicurezza sociale ». Per questo, dopo aver cercato di tamponare con interventi per forza di cose parziali, l’amministrazione ha deciso di passare all’azione. Con due gesti estremi, che compierà per la prima volta. Il Comune utilizzerà i poteri che ha a disposizione per sostituirsi all’operatore e, così, bonificare direttamente i terreni e realizzare il parco promesso. E, soprattutto, ha già fatto partire quello che tecnicamente si chiama “procedimento di requisizione” e che, adesso, dovrà essere condiviso con la prefettura. In pratica, vuole entrare in possesso dell’area Pasini per terminare le opere di urbanizzazione, ripulire, mettere in sicurezza. E, successivamente, magari, trovare un altro operatore per completare ciò che mancherà all’appello.

Vogliono tornare alla vita, gli abitanti del quartiere Adriano. Tra raccolte di firme e un presidio che un gruppo di residenti farà oggi di fronte a Palazzo Marino. Il Comune ha già convocato un’assemblea pubblica per il 18 ed è lì che Ada Lucia De Cesaris spiegherà alle famiglie i piani dell’amministrazione. «Sicuramente — dice la vicesindaco — si tratta di una situazione di grave difficoltà. Purtroppo abbiamo ereditato i problemi creati da piani scellerati approvati in passato senza pensare alla loro sostenibilità. Stiamo lavorando da tempo e abbiamo già fatto moltissimo, ma continueremo a fare tutto ciò che sarà necessario perché questa zona torni alla normalità e il quartiere abbia finalmente i servizi di cui ha bisogno».

È una storia infinita, quella del quartiere Adriano. Iniziata nel 2005 con due diversi piani urbanistici: “Adriano Marelli” e “Adriano-Cascina San Giuseppe”. Sul primo disegno è calata la crisi, ma il Comune sostiene di essere riuscito a fare passi in avanti: «Entro la fine del mese, sull’area Gefim — spiega De Cesaris — sarà completato il parco, sono partiti i lavori per la materna e il nido, sono state risolte le criticità per il progetto della nuova Esselunga ed è stato definito quello per la piscina. A questo aggiungiamo altri interventi fatti sulla viabilità e i mezzi pubblici». Manca ancora la scuola media, ma Palazzo Marino sta discutendo con la Regione per realizzarla al posto di case che Aler avrebbe dovuto fare per il mercato “libero”. È sull’altra porzione, che le risposte non sono arrivate. Qualcosa ha fatto la giunta in emergenza: qualche spezzone di strada asfaltato, vie finora anonime hanno avuto un nome, qualche pulizia del verde.

Ma non basta. Rimangono i ruderi di cantieri lasciati a metà, una cascina che è già stata occupata; gli abitanti devono camminare lungo percorsi sterrati e non illuminati, zone non presidiate sono diventate discariche. È per questo che si è passati a quelle due misure straordinarie. «Ci prenderemo la responsabilità di far partire le bonifiche entro l’anno e realizzare il parco entro la fine del 2014», annuncia la vicesindaco. Toccherà a Palazzo Marino andare fino in fondo. Così come per quella procedura di “requisizione” che dovrà curare la grande incompiuta urbanistica.

Nota: impossibile riassumere in una postilla le riflessioni che suscita questa ennesima dimostrazione di fallimento (almeno per i cittadini) della stagione urbanistica liberista-ciellina-tangentizia, ho provato a sviluppare qualche breve ragionamento sul sito Millennio Urbano a cui collaboro da qualche tempo; sul sito eddyburg, già dalla pubblicazione del documento Ricostruire la Grande Milano, che dava sanzione ufficiale alla stagione della deregulation, si sono succedute critiche puntuali e sistematiche sul metodo e il merito delle specifiche scelte. A partire da questo ampio commento di Edoardo Salzano (f.b.)

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