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Guido Donatone
De Masi, da Ravello al Teatro San Carlo
5 Settembre 2007
Campania felix
Il punto della situazione sull’auditorium: le ragioni (poco culturali) di una costruzione contestata. Dal Corriere del Mezzogiorno, ed. Napoli, 4 settembre 2007 (m.p.g.)

Caro direttore, è ancora convinto il presidente della giunta regionale, Bassolino, che l'iniziativa dell'Auditorium a Ravello, promossa da De Masi, presidente dell'omonimo Festival, e sostenuta pervicacemente dalla Regione Campania, costituirà una posta attiva del bilancio della sua carriera politica?

Diversi segnali fanno pensare il contrario. Anni orsono De Masi ha «abbagliato» Bassolino pronunciando un nome: Niemeyer! Al grande architetto brasiliano De Masi aveva infatti commissionato il disegno per un progetto di un Auditorium a Ravello. Nessuno però aveva detto a Niemeyer, che è ormai vicino alla soglia dei cento anni e non poteva venire a Ravello, che la localizzazione panoramica del sito prescelto per l'Auditorium era in contrasto con la normativa del piano urbanistico territoriale della costiera sorrentino-amalfitana. Si doveva operare una variante al Put, ma la procedura era lunga e poi si creava un precedente. No problem. Lo strumento dell'accordo di programma ha consentito di bypassare il Put per dare corso a quella che Bassolino considerava una impresa culturale memorabile.

È stato anche superato l'ostacolo di una sentenza del Tar di Salerno (agosto 2004), che accoglieva un ricorso di Italia Nostra. Il Consiglio di Stato (maggio 2005) senza entrare nel merito e ribaltare la sentenza del Tar, ha respinto il ricorso di Italia Nostra per un vizio formale. Ormai sta per iniziare la costruzione dell'Auditorium. Tuttavia il Festival di Ravello, nato in omaggio a Wagner, dà segni preoccupanti di stanchezza: la Walkiria, programmata per il 21 luglio scorso, è stata cancellata: meno di cento prenotazioni! «Il pubblico — ha affermato sconsolatamente De Masi in un comunicato — ama Wagner sempre di meno». E questo avviene d'estate. Cosa succederà d'inverno?

Hanno espresso il loro scetticismo sull'Auditorium Roberto De Simone e Gioacchino Lanza Tomasi perché nessuno può immaginare che il pubblico vada d'inverno ad ascoltare musica nelle brume di Ravello. La realtà è diversa. Come tutti sanno, meno Bassolino: gli albergatori di Ravello da tempo chiedono legittimamente di restare aperti tutto l'anno, e quello che si sta per costruire a Ravello è un centro-congressi. Una struttura destinata a ospitare congressi di categorie professionali. A questo punto De Masi ha tutto l'interesse a trasferirsi altrove prima che Bassolino si accorga di aver sostenuto un'iniziativa che non ha nulla di culturale. Anzi è una mistificazione. L'opzione prioritaria di De Masi sarebbe il Teatro San Carlo di Napoli recentemente commissariato. Infatti sono comparse sulla stampa alcune sue proposte per «risanare» il San Carlo, proposte che fanno trasparire la sua viva aspirazione di sostituire il soprintendente Lanza Tomasi. Nella convinzione peraltro di poter contare sui tradizionali appoggi politici, per cui passerebbe in terzo ordine la circostanza che la sua competenza musicale è tutta da dimostrare, mentre è riconosciuta a livello internazionale quella di Lanza Tomasi.

Sono indotto ora alla conclusione che segue dopo aver constatato la serietà delle indagini senza remore sui rifiuti condotte dalla magistratura di Napoli. Che succede invece a Salerno? Giace da ottobre 2006 presso la procura della Repubblica salernitana un esposto-denuncia della presidenza nazionale di Italia Nostra contro l'ormai avviata costruzione dell'«Auditorium» di Ravello. Infatti è ancora valida la sentenza del Tar di Salerno, che ha proclamato forte e chiaro: la struttura in quel sito è illegale, quindi abusiva. Sollecitiamo pertanto il procuratore della Repubblica di Salerno, Apicella, a dare impulso e concludere senza remore le indagini prima che l'opera venga illegittimamente realizzata.

L’autore è Presidente di Italia Nostra, sezione di Napoli

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