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Cremona terzo ponte: Diritto di Replica
22 Dicembre 2011
Padania
Botta e risposta tra ANAS e Comitati, favorevoli e contrari alla piccola grande opera piuttosto nefasta a cavallo del Po, dopo l’intervento di Nando Dalla Chiesa. Il Fatto Quotidiano, 22 dic. 2011, postilla. (f.b.)

Egregio Direttore, senza entrare nel merito alle valutazioni ambientalistiche dell’articolo “Grande Nonna Quercia, una favola per salvare l’ambiente”, pubblicato il 18 dicembre 2011 a firma di Nando Dalla Chiesa, desidero evidenziare che il raccordo autostradale tra il nuovo casello di Castelvetro Piacentino e la strada statale 10 “Padana Inferiore” e il completamento della bretella autostradale tra la stessa statale 10 e la strada statale 234, con un nuovo ponte sul fiume Po, sono affidati in concessione alla Società Centropadane dal 1999. Il progetto definitivo ha ottenuto il parere di compatibilità ambientale nel 2009 ed è stato approvato in sede di Conferenza di Servizi nel 2010. Per questo motivo, non si comprende lo “scrupolo” posto dall’autore dell’articolo in merito alla realizzazione di questa infrastruttura. Inoltre, per quanto riguarda la posizione dell’Anas accusata di far pagare un “prezzo” alla società Centropadane, si precisa che la concessione è scaduta il 30 settembre 2010 e non è previsto alcun rinnovo. La Concessionaria sta proseguendo nella gestione della concessionesecondo quanto previsto nell’atto convenzionale in attesa che venga individuato il nuovo concessionario.

Giuseppe Scanni, Direttorerelazioni esterne Anas

In riferimento alla nota inoltrata dall’Anas al Fatto Quotidiano, relativa all’articolo di Nando Dalla Chiesa pubblicato domenica, si precisa che, in relazione all’infrastruttura denominata “Terzo ponte”, pendono ancora tre ricorsi al Tar, un’interrogazione di due europarlamentari e una richiesta di approfondimento alle autorità italiane da parte Ue sull’incidenza negativa su tre aree protette Sic e Zps sul fiume Po. Quanto agli interessi che guidano la realizzazione del Terzo ponte, si cita la dichiarazione del presidente di Centropadane spa, Augusto Galli, a una testata cremonese: “Il terzo ponte è un'opera prevista fra Anas e Autostrade Centro Padane. La nostra concessione scade il 30 settembre del 2011. Quindi, se non si realizzasse quest'opera, perderemmo la concessione dell'Anas. E si pagherebbe una penale". (Il Piccolo Giornale, 12/04/04). Questa ammissione manifesta, ci pare, le reali motivazioni alla base di questa infrastruttura.

Il comitato “Gli amici della grande nonna quercia”

postilla

Giusto ribadire alcuni aspetti tecnico-amministrativi e riguardanti gli investimenti e l’impatto ambientale locale dell’opera. E implicitamente ricordare quanto all’approccio poetico-giornalistico dell’articolo di Nando Dalla Chiesa, si debbano sommare altri punti di vista, perché come al solito i paladini della “banda di strada” suonano le proprie trombe nella stessa tonalità che si ascolta da una cinquantina d’anni e più. Uno spartito scritto sulla tabula rasa di un territorio che pare star lì solo ad aspettare passivo la trasformazione, una specie di materia prima amorfa, che dà segni di vita solo là dove spunta la quercia antica, l’edificio monumentale, il proprietario cocciuto ecc.

Succede invece che nel caso specifico, come in tanti altri, si è sostituito il progetto ingegneristico al piano, secondo lo schema vetusto dell’anello di tangenziale con innestati i poli di espansione urbana, rispondendo con automatismo e proponendo un modello che quasi ovunque ha prodotto nei decenni molti più problemi di quanti ne abbia mai risolti. Ci sono studi - vedi ad esempio l'allegato - che spiegano come, per garantire la medesima accessibilità ai medesimi poli produttivi (è questa la giustificazione principale della bretella-ponte) si possa agire su un’altra fascia urbana, già ampiamente trasformata, lasciando perdere nuovi ponti e compromissione di aree di grandissimo pregio. Ma probabilmente così ci si allontana dai sacri precetti degli anelli concentrici della crescita infinita cari alla religione detta “sviluppo del territorio”. Amen (f.b.)

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