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Ministero delle Politiche Agricole
Costruire il futuro: difendere l’agricoltura dalla cementificazione
28 Luglio 2012
Consumo di suolo
Il Rapporto del Ministero finalmente registra un’inversione di tendenza nelle nostre politiche agricole. Luglio 2012 (m.p.g.)

Pubblichiamo il capitolo introduttivo del Rapporto. In allegato il dossier completo.

Il problema

L’Italia sta perdendo terreni agricoli in un trend negativo e continuo. Secondo l’ISTAT, dagli anni ’70 del secolo scorso ad oggi l’Italia ha perso una superficie agricola (Superficie Agricola Utilizzata – SAU) pari a Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna messe insieme. Perché? E cosa ne è del territorio sottratto all’agricoltura?

Le molteplici variabili che incidono sulla perdita di superficie agricola possono essere ricondotte a due macro fenomeni: l’abbandono dei terreni da parte degli agricoltori e l’avanzamento delle aree edificate. Attualmente l’abbandono riguarda la porzione più ampia dei terreni sottratti all’agricoltura. Tuttavia, la cementificazione, o impermeabilizzazione del suolo per utilizzare la terminologia scientifica1, è il fenomeno che desta maggiori preoccupazioni. Essa, infatti, oltre ad essere irreversibile e con un elevato impatto ambientale, interessa i terreni migliori sia in termini di produttività che di localizzazione: terreni pianeggianti, fertili, facilmente lavorabili e accessibili quali, ad esempio, le frange urbane, le aree costiere e quelle pianeggianti. Al contrario, l’abbandono riguarda i terreni meno fertili, spesso situati in aree montane e/o a bassa infrastrutturazione. Si tratta, inoltre, di un fenomeno potenzialmente reversibile che, nonostante influisca sull’organizzazione e sulla gestione del territorio e del paesaggio, non impedisce lo svolgimento delle funzioni naturali ed ecologiche del suolo, quali l’assorbimento dell’acqua piovana, la produzione di biomassa e la sua capacità di immagazzinare CO2.

La cementificazione, al contrario, non solo insidia l’organizzazione del territorio, del paesaggio e degli ecosistemi in maniera irreversibile ma erode anche la sicurezza alimentare sottraendo all’agricoltura i terreni maggiormente produttivi.

Finora la globalizzazione ha mitigato, nei Paesi di prima industrializzazione, il problema della sicurezza alimentare consentendo, attraverso il mercato, un agile approvvigionamento dei beni di consumo non disponibili all’interno dei confini nazionali. Il sistema, tuttavia, si regge sull’assunto che qualcuno su scala globale sia in grado di produrre indefinitamente surplus agricolo da immettere sul mercato: un assunto fragile messo in crisi dall’incremento demografico, dalla crescita del potere d’acquisto dei Paesi emergenti e dell’avanzare della cementificazione.

Secondo l’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale, ogni giorno in Italia vengono impermeabilizzati 100 ettari di terreni naturali e poiché il fenomeno esula dai confini nazionali le sue conseguenze non possono essere ammortizzate su scala globale.

Questo dossier ha lo scopo di descrivere il problema della cementificazione e le sue conseguenze sul comparto agricolo e sulla sicurezza alimentare del nostro Paese affrontandone le cause, gli effetti e le possibili strade da intraprendere per limitare l’avanzata della cementificazione.

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