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Comitato No Expo: il PgT di Milano deve inserire l'evento in una strategia generale
16 Febbraio 2010
Milano
Critiche puntuali e circostanziate al documento urbanistico in formazione, presentate ufficialmente nel dicembre 2009; e un allegato

OSSERVAZIONI IN MERITO ALLA PROPOSTA DI VARIANTE URBANISTICA AL PIANO REGOLATORE GENERALE PER LA REALIZZAZIONE DELL’ESPOSIZIONE UNIVERSALE DEL 2015

In merito alla “Proposta di variante urbanistica al piano regolatore generale vigente mediante l’accordo di programma promosso dal Sindaco di Milano in data 16 ottobre 2008, per la realizzazione dell’esposizione universale del 2015” si osserva quanto segue:

1 – OSSERVAZIONI METODOLOGICHE PROCEDURALI

1A) L'accordo di programma è strumento inadeguato

Lo strumento dell'Accordo di Programma (ADP) finalizzato all'evento EXPO 2015, appare inadeguato quale elemento promotore della variante.

L'ADP infatti definisce i caratteri e le finalità della manifestazione prevista per il 2015, e contemporaneamente assume il compito di definire le linee principali della variante urbanistica, semplificando e riducendo il complesso rapporto che dovrebbe esistere tra la programmazione territoriale, la pianificazione economica di un'area vasta, le valutazioni ambientali, trasportistiche, produttive, residenziali.

Si contesta la riduzione drastica degli elementi di complessità considerati nell'area, la mancanza di una adeguata analisi socio-territoriale, la semplificazione implicita negli strumenti adottati, in prima analisi riconducibili unicamente all'obiettivo di "rendere le aree suddette compatibili alla realizzazione dell'Expo"

Tale procedura, nel metodo ma soprattutto nel merito, non è accettabile dal punto di vista della prassi urbanistica.

1B) Assenza di un inquadramento complessivo

Il nuovo PGT di Milano, in corso di approvazione, dovrà dare le linee guida di una città di rilevanza nazionale ma certamente anche europea come Milano. Non si comprende quindi la necessità di una variante "particulare" che anticipa di qualche mese il documento di inquadramento complessivo, con il rischio di dover successivamente di nuovo porre mano all'area per nuove modifiche alle destinazioni ed all'assetto interno.

Da questa analisi verrebbe il dubbio, non suffragato da prove ma certamente sostenuto da indizi, che il PGT dovrà adeguarsi, diremmo pedissequamente, a quanto previsto nella variante in oggetto.

Tale modo di procedere in tutta evidenza appare strutturalmente errato ed inefficace, oltre che profondamente contrario al ruolo a cui è chiamato il PGT.

Si pongono infatti dei paletti, probabilmente inamovibili, prima che siano definitivamente fissati i criteri generali, e si rende di fatto vano il Piano di Governo del Territorio nella sua intrinseca funzione.

Diverso sarebbe, ma non vogliamo nemmeno pensarlo, che il PGT sia pensato come ridotto ad un banale ricettacolo di istanze particolari, tra cui quella, prioritaria, dell'Expo 2015. O che, peggio ancora, sia redatto esattamente in funzione di questo.

Se cosi fosse, evidentemente, si tratterebbe di un tale stravolgimento da meritare considerazioni ed azioni in sede ben più seria che non la presente relativa alle osservazioni

2 - OSSERVAZIONI DI MERITO

2A) La destinazione a verde coerente con il sistema circostante

Gli scarsi elementi a supporto della proposta di variante risultano ampiamente insufficienti a rendere la stessa sostenibile secondo molti punti di vista.

Il fatto che al momento l'area sia per la maggior parte non edificata, in stato agricolo, dovrebbe portare ad una valutazione complessiva del sistema del verde nell'area identificabile con il quadrante nordovest esterno a Milano. Non si comprende il motivo intrinseco di un intervento esattamente in quella sede.

Inoltre il fatto che l'area si colloca lungo una direttrice territoriale (asse nord-ovest) da tempo interessato da "profondi processi di trasformazione e riqualificazione" non induce necessariamente ad assegnarle la vocazione a "polo fieristico", al contrario indurrebbe ad evidenziarla come polmone verde necessario per uno sviluppo equilibrato, ed economicamente vantaggioso, di un sistema compresso tra autostrada ed alta velocità, e da nuovi insediamenti abitativi che hanno provocato una profonda densificazione del territorio circostante.

2B – In assenza di bonifica, l'area non è funzionale alla destinazione d'uso

Il sito individuato per lo svolgimento della manifestazione “Expo 2015”, è localizzato in un’area adiacente al Polo Fieristico di Rho Pero. Sull’area occupata da quest’ultima, insisteva in precedenza l’ex impianto di raffineria Agip Petroli, con un’estensione di circa 130 ettari , ed era stato per decenni, a partire dal 1953, sede di attività di raffinazione di prodotti petroliferi. La raffineria aveva una capacità di raffinazione pari a 5 milioni di tonnellate anno. La bonifica del suolo, completata nel 2003, ha riguardato il perimetro dell’attuale Polo Fieristico, ma l’area circostante non ne è stata toccata. Riteniamo assai probabile che l’area proposta per il “sito Expo” abbia subito, a causa della sua adiacenza alla Raffineria, ricadute in termini di residui da combustione, liquami e oli o altri eventuali liquami penetrati nel terreno. Non ci risultano analisi e/o bonifiche avvenute in tal senso. In virtù anche del fatto che nel Concept Plan per Expo 2015, presentato a settembre 2009 dal Comune di Milano, si identifica il sito come sede di “un grande orto botanico”, in cui “ogni Paese avrà il suo pezzetto di suolo da coltivare” (Boeri), e che “si tratterà di far crescere cibo e generare prodotti che la gente consumerà” (Burdett), sottolineiamo, nell’intento di non avvelenare gli ospiti dell’Esposizione Universale, che in nessun documento allegato alla Variante Urbanistica, né all’interno dell’Accordo di Programma si accenna alla necessità di realizzare una bonifica del sito Expo, che sembrerebbe invece opportuna. A supporto di tale tesi ricordiamo che all'interno del progetto sono previsti anche nuovi bacini di acqua artificiali e la nuova “via d'acqua”, che potrebbero influire sulla sedimentazione dei residui derivanti dall'attività di raffinazione, con il rischio evidente di inquinamento della falda acquifera.

2C – L'accessibilità al sito ne compromette la destinazione.

Al contrario di quanto si evince dalla relazione illustrativa prodotta dalla Direzione centrale sviluppo del territorio del Comune di Milano, la prossimità del Polo Fieristico può risultare fonte di grandi problemi di gestione della manifestazione Expo 2015. Bisogna infatti considerare che le stime di ospiti della manifestazione contenuti all’interno del progetto presentato al BIE dal Comune di Milano durante la fase di candidatura, è di 29 milioni in sei mesi, pari ad una media aritmetica di 160 mila al giorno. Prendendo per buona la stima inserita nello steso documento, secondo cui il 60% dei visitatori utilizzerà i mezzi pubblici, ne risulta che circa 65 mila persone tutti i giorni per 6 mesi si recheranno al sito Expo con mezzi privati, senza contare i volontari e i lavoratori coinvolti. Alla luce di ciò, se si considera anche il traffico che deriverà dalle normali esposizioni fieristiche che si terranno in quei 6 mesi, la prossimità del Polo Fieristico di Rho Pero potrebbe incrementare i rischi già elevati di congestionamento del traffico.

Si propone pertanto in via prioritaria l’identificazione di un altro sito in cui realizzare Expo 2015 e in via subordinata l’ipotesi di vietare altre manifestazioni fieristiche in contemporanea all’Esposizione Universale.

2D – Perdita di un’area strategica per l’eco-sistema del Nord-Ovest

La trasformazione dell’area prescelta e la sua definitiva antropizzazione (al pari dell’area adiacente in località Cascina Merlata anch’essa interessata dai progetti per Expo 2015), porta alla perdita dell’unico corridoio ecologico esistente nel territorio del Comune di Milano, in grado di fornire appoggio alle specie animali migratorie e ideale anello di congiunzione tra il sistema dei parchi del nord Milano (Groane, Grugnotorto, Parco Nord) e dell’ovest Milano (Boscoincittà, Parco dei fontanili, Parco Sud), pregiudicando in via definitiva la realizzazione dell’anello verde attorno alla città. In tal senso si propone altra localizzazione per la rassegna espositiva.

3 – DESTINAZIONE D’USO DELL’AREA

In considerazione di quanto ai punti 1 e 2 delle presenti Osservazioni, si chiede che la variante di PRG sia ritirata.

L’eventuale necessità di utilizzare comunque l’area per Expo 2015, malgrado le osservazioni qui riportate, si concretizzi almeno attraverso un uso temporaneo della stessa per i sei mesi della rassegna, previa bonifica profonda e a condizione della sospensione di ogni altra manifestazione fieristica contemporanea all'evento, per poi restituire l'area alla sua attuale destinazione VA con opportuna sistemazione e riqualificazione per uso pubblico.

Documento elaborato dal Comitato No Expo e dal Centro Sociale Fornace il 22 dicembre 2009.

Documento presentato al Comune di Milano e al Comune di Rho il 23 dicembre 2009

(di seguito scaricabili alcune altre osservazioni del Comitato sull'iter complessivo del Piano di Governo del Territorio di Milano)

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