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Micaela Romagnoli
Civis in centro, interviene la Soprintendenza
21 Febbraio 2008
Bologna
Anche a Bologna scelte giuste (promuovere la mobilità), progetti discutibili, richiesta di referendum. Dal Corriere di Bologna, 21 febbraio 2008

Il sempre più folto «partito» degli anti-Civis ora è nelle mani della Soprintendenza. A non nascondere alcune perplessità attorno al progetto del filobus a guida ottica è il neo-direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici, Luciano Marchetti. Perplessità che affondano tra gli articoli del Codice dei Beni Culturali in vigore dal 2004. Esattamente come sostenuto ieri sul Corriere dall'architetto Pier Luigi Cervellati: «Il codice legislativo — ha scritto — prescrive la tutela dei centri storici, non solo dei monumenti, ma anche delle sue strade». Colare l'asfalto in vie medievali come Strada Maggiore e Rizzoli, caratterizzate ancora oggi dalla tradizionale pavimentazione in pietra, al fine di consentire il passaggio del Civis, potrebbe essere valutato come un intervento contrario al concetto di «tutela» espresso dalla legge.

«Con quali argomenti la Soprintendenza non ha applicato il Codice?», la domanda posta da Cervellati. «Le vie e le piazze vanno salvaguardate come le chiese e i monumenti — concorda Marchetti — A questo punto, è necessario capire se il Civis sia compatibile o meno con la tutela di questi luoghi». Il nuovo direttore regionale per i beni culturali si è insediato solo a gennaio e ancora non ha avuto modo di approfondire i dettagli del progetto. Ne discuterà presto con l'assessore alla Mobilità, Maurizio Zamboni, e con la Soprintendente, Sabina Ferrari. In programma, un appuntamento tra una decina di giorni. «Il Codice vieta gli interventi dannosi — spiega l'ingegner Marchetti — In generale, ho perplessità sullo stravolgimento del centro storico, anche se ritengo opportuno farlo vivere e non trasformarlo in un museo. Il giudice ultimo è comunque la Soprintendenza. Su questo progetto in particolare, vedremo di trovare la soluzione migliore».

Al momento, al Comune e ad Atc è stata data indicazione di realizzare una pavimentazione mista nelle strade medievali del centro interessate dal tracciato: asfalto rosso lungo la guida del Civis, basoli ai lati. «È un'ipotesi possibile. L'altra è cercare di mantenere i basoli anche là dove passa il mezzo», sostiene il direttore regionale. E sulla scelta di far attraversare al filobus a guida ottica il cuore della città, alza i toni: «Avrei preferito mezzi più piccoli. Verificheremo. Potremmo anche decidere di non farlo passare attraverso le strade più strette». Tra le fila degli anti- Civis, spunta anche il critico d'arte e assessore milanese alla cultura, Vittorio Sgarbi: «Sono perfettamente d'accordo con Cervellati — osserva — Opere come il Civis vanno fermate. Altrimenti perché si fanno le leggi? Il potere competente in questa materia è la Soprintendenza, che non deve arrivare a mediazioni con l'amministrazione comunale. Il centro storico di Bologna è un luogo nobile che non va sfregiato. Sarebbe come decidere di asfaltare il Canal Grande, solo perché così attraversarlo sarebbe più comodo».

A difesa dell'autenticità della pavimentazione del centro storico anche Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la bellezza: «Dal punto di vista estetico, sarebbe davvero un pugno in un occhio — commenta — E pensare che Bologna è forse una delle città finora meglio conservate del Paese. Purtroppo, a volte, le Soprintendenze esprimono pareri positivi su opere davvero discutibili. Sarebbe giusto sottoporre la questione ai cittadini con un referendum, come a Firenze e come si farà a Torino per il Grattacielo di Renzo Piano. I bolognesi devono poter esprimere le loro volontà su un progetto che potrebbe modificare tanto la città». Referendum che, tra gli altri, non disdegnano neppure i Verdi: «La consultazione popolare sul Civis è condivisibile », afferma Daniela Guerra, capogruppo dei Verdi in Regione, che si rendono disponibili alla raccolta delle firme necessarie. «Un referendum che sarebbe opportuno allargare al quadro generale della mobilità cittadina, metrò e people mover inclusi».

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