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Cimiteri Urbani
17 Agosto 2011
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Qualche volta basta aprire GoogleEarth e far vagare il mouse, per guardare, e se capita pure pensare. Una nuova serie di immagini dello sprawl inutile e senza abitanti (f.b.)

GoogleEarth è un inaspettato strumento di conoscenza, consente di andare a sbirciare un po’ ovunque e farsi delle idee. E chissà se ai nostri eroi della modernizzazione stile anni ’60 (da Gassmann che sorpassa e compagnia bella) piacerebbero queste immagini, di autentico “sviluppo del territorio” inteso come nucleo centrale di qualunque produzione di ricchezza, più gru si vedono più c’è da stare felici.

L’idea di sbirciare in un angolino del suo paese alla ricerca di qualcosa di particolare è venuta al giornalista del Boston Globe Alan Taylor, dopo aver letto l’ennesimo articolo sulla recessione, i pignoramenti, i proprietari costretti a restituire la casa alla banca e lasciare i quartieri vuoti.

A volte, quei quartieri non sono neppure terminati, solo linee strampalate tracciate sulla nuda terra, un po’ di asfalto su rotatorie dove nessuno farà mai inversione, e poco altro.

Il posto è la Florida, da sempre paradiso dei costruttori e immobiliaristi, un po’ come una versione vitaminizzata di certe coste del Mediterraneo. E adesso? Niente paura, ci sarà sempre qualcuno pronto a mostrare, tabelline alla mano, che va tutto bene, madama la marchesa.

Per adesso, però, si può guardare e provare a farsi un’idea diversa. Fatelo, quelle che abbiamo inserito qui sono pallide sembianze di ciò che GoogleEarth rivela.

Poi, solo poi, rileggersi le lodi dello sprawl come modello ideale di sviluppo per tutta la famiglia, ad esempio nella lunghissima serie di articoli del suo paladino Joel Kotkin.

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