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Jacopo Gardella
Ci invitano a cena e non aprono la porta
20 Luglio 2007
Milano
Una riflessione molto concreta sul tema della partecipazione dei cittadini alla gestione della città. Dalle pagine milanesi di Repubblica, 20 luglio 2007. Ma potrebbe stare anche altrove (f.b.)

Si tiene in questi giorni una Conferenza sul territorio promossa dal Comune di Milano. Un certo scetticismo accompagna sempre chi viene a conoscenza di questi avvenimenti perché sa, per esperienza, che sono spesso un carosello di parole altisonanti ma prive di contenuti realistici e concreti. L’attuale Conferenza sul territorio non fa eccezione. Già al momento della presentazione, avvenuta venerdì scorso, è subito apparsa chiara la palese contraddizione tra le buone promesse e le problematiche realizzazioni.

I promotori della conferenza parlano di partecipazione dei cittadini, ma non danno alcuna indicazione operativa sul modo con il quale la vantata partecipazione potrà svolgersi. Non è operazione semplice organizzare un contatto continuo e capillare con gli abitanti di una grossa città. Occorre predisporre un servizio di accettazione delle missive, un canale Internet, un ufficio di smistamento della corrispondenza; occorre comporre un elenco dei principali temi di discussione per orientare i mittenti verso gli argomenti di loro interesse.

Durante i preparativi della conferenza nulla di tutto ciò è stato fatto e neppure previsto. Come se gli organizzatori invitassero una persona a cena e poi non gli aprissero la porta di casa. Del resto è noto che tante lettere mandate dai cittadini al sindaco e agli assessori sono rimaste senza risposta. Date queste premesse parlare di partecipazione del pubblico diventa un’illusione.

Scorrendo gli argomenti in programma, salta subito all’occhio un’enorme e imperdonabile dimenticanza. Sono elencati molti importanti problemi, ma non viene menzionato quello più urgente, il traffico. Eppure in un organismo urbano il movimento dei mezzi di trasporto è altrettanto importante quanto in un organismo vivente il flusso del sangue. Come se dei medici organizzassero una conferenza di anatomia generale e si dimenticassero di parlare del sistema circolatorio. Che la Conferenza sia organizzata in modo superficiale ed affrettato lo dimostra lo sgomento di un assessore di fronte alla domanda di Luca Beltrami Gadola: ha stabilito il Comune quanti abitanti debba avere Milano? La domanda, ovvio, è provocatoria. Non si trattava di conoscere un numero demografico, ma di chiarire un concetto urbanistico. Capire cioè se sia ancora tollerabile un continuo ingrandimento della città, sempre e solo su se stessa secondo una crescita caotica a macchia d’olio, oppure se sia giunto il momento di darsi un limite, di arrestare drasticamente lo sviluppo urbano e trasferire la futura espansione nel territorio circostante, molto al di là dei confini attuali. È davvero paradossale che questo fondamentale concetto urbanistico, attinente la crescita urbana e determinante per il destino del territorio, non sia stato per nulla avvertito dall’attuale conferenza, intitolata pomposamente "Conferenza sul territorio".

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