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"Che fare se distruggono l'alta Valle del Tevere?"
15 Aprile 2007
Lettere e Interventi
Laura Benigni

Caro Professore, l'ho appena incontrata in Eddyburg che è spuntato dal web perchè cercavo "belpaese". In Eddyburg ci si può perdere, ritrovare, abitarci o semplicemente passare una vacanza, io ho fatto una rapida nuotata e ho pensato che le avrei scritto subito perchè forse poteva aiutarmi rispetto ad un problema molto preciso.

- Che fare quando una amministrazione con efficienza e determinazione vuole trasformare un bel paese di 1800 abitanti in un postaccio inquinato e cementificato? - Che fare quando una amministrazione si rifiuta di chiedere la VIA?

Vivo in Umbria in uno splendido piccolo paese in collina sulla Valle del Tevere. Vogliono costruire un cementificio con una torre-betoniera di 30 m e fanno molte altre porcherie comunque su scala più micro e meno rapidamente devastante. Che fare? Io sono una non urbanista, ma mi occupo di programmazione sociale e comunque sono una amante del paesaggio. Assistere impotente alla folle degradazione di un patrimonio straordinario come quello che avremmo qui prima di questa "grande opera", mi dà molto fastidio. Not In My Garden per me riguarda tutta la Valle del Tevere e gli splendidi paesi di pietra. Insomma, penso in grande!

Le sarò grata per qualsiasi suggerimento.

Grazie per Eddyburg!

Ringraziarla (anche per i miei collaboratori) è facile. Più difficile è risponderle. Il primo strumento che abbiamo se un’amministrazione si comporta male è usare lo strumento del voto, e mandarla via. Purtroppo è un’arma imperfetta; per essere efficace richiede almeno due condizioni: che ci sia un’alternativa, e che questa sia maggioritaria. Il lavoro, faticosissimo, che ciascuno di noi può fare è quello di far comprendere le cose giuste al maggior numero possibile di persone: protestare ed educare, o se vuole protestare educando ed educare protestando. In Italia ci sono moltissimi gruppi, comitati, associazioni che si battono per la difesa del paesaggio, della bellezza e della salute, per una migliore qualità della vita. “Mettersi in rete” con gli altri può essere uno strumento utile. Prendere contatto con le associazioni più grandi (Italia Nostra, WWF, Legambiente), cercare i giornalisti più sensibili, documentare e denunciare. Cominciare in pochi ma proporsi di diventare molti.

Un cammino lungo e difficile, ma non credo che ce ne siano altri.

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