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Case preziose
14 Maggio 2007
Pratiche di buongoverno
In Sardegna qualcuno trova giusto tassare la rendita! Dal sito del Centro studi urbani dell’Università di Sassari

Le ville in costa Smeralda sono tra le più care al mondo. Lo certifica l’agenzia inglese Knight Frank che si occupa dell’andamento del mercato immobiliare destinato ai ricchi, e che ha redatto il documento “Wealth Report 2007”.

Lo sapevamo dalle informazioni che ogni estate ci danno i giornali su vendite di case a prezzi inimmaginabili e che non si spiegano. Il costo di costruzione di queste case lussuose non è diverso da quello che si può riscontrare in altri luoghi del Paese. Anche a immaginare l’impiego di materiali preziosissimi (escludendo ragionevolmente i metalli nobili ) il costo di un metro quadro finito di un fabbricato si può aggirare, esagerando un po’, sui 2000-2500 euro.

Il resto del valore – per arrivare a 24mila euro a mq – è dato certamente dalla incantata condizione del contesto.

Una bella differenza, pure con un notevole giardino di pertinenza e accessori, un’impareggiabile vista sul mare (che non è merito dell’impresa), vicini di casa che vedi nelle riviste patinate, eccetera.

Nessun giudizio di tipo morale. Così è per queste merci e ogni considerazione nel nome dei meno abbienti e della parsimonia, è del tutto superfluo. Si può osservare, ma si fa per dire, che una decina di ettari terreno agricolo a mezzora di macchina dal mare vale pochissimo e non si vende neppure con l’aggiunta di un buon gregge di pecore lattifere garantite.

Qui si vuole solo segnalare che di queste ricchezze, prodotte senza rischi d’impresa, con notevole danno ai paesaggi sardi, non resta quasi nulla alle popolazioni locali. Spiccioli ai manutentori, giardinieri e l’Ici che, come è facile intuire, è del tutto scriteriata in questi casi. Se si lasciasse al buon cuore ci sarebbe da guadagnare.

Niente insomma torna alla collettività che concede questi paesaggi che sono il vero valore ; troppo poco il compiacimento della presenza di tanta bella gente da queste parti ( “ajò a vedere le ville dei ricchi in Costa …”).

L’ alterazione irreversibile dei connotati di spiagge e scogliere, la chiusura degli accessi al mare, la preclusione di un uso produttivo di vaste aree, procurano grandi vantaggi a pochi, che spesso neppure sanno dove sono le case preziose che possiedono. Sarà per questo che qualcuno ha inventato “ la tassa sul lusso”?

Leggo ancora che c’è chi sostiene che l’incremento dei prezzi delle case esistenti nelle coste sarebbe favorito dalla linea di contenimento delle trasformazioni ambientali – il Piano paesaggistico – uno scandalo per i liberisti. Così – è il suggerimento sottinteso – per non avvantaggiare gli immobiliaristi spazio ai costruttori. Come se per impedire l’incremento di valore di residenze esclusive nel centro di Roma, per ampliare l’offerta si lasciasse via libera ai palazzinari di lottizzare Villa Borghese. (S.R.)

Dal sito del Centro studi urbani dell’Università degli studi di Sassari

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