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Pierluigi Sullo
CANTIERI SOCIALI - Vota Nuovo Municipio
11 Dicembre 2005
Articoli del 2004
Un territorio da esplorare, per poter votare contro B. senza turarsi il naso. Da il manifesto dell'8 maggio 2004

Bologna e Firenze sono le due città più importanti, tra quelle in cui si voterà in giugno. Ed è molto interessante che, in modo rovesciato nell'una rispetto all'altra, si faccia avanti, un po' spintonando, il tema della partecipazione, come alternativa effettiva al modo in cui le sinistre hanno governato (e perduto, come a Bologna) queste due città. Si chiama «Cantieri solidali» la lista promossa nel Quartiere 5 di Firenze dalla Comunità delle Piagge, in una periferia in cui agisce da anni don Alessandro Santoro, con molta altra gente, per ricucire «dal basso» una socialità umiliata. Il capolista è uno studente di vent'anni. Roba marginale, si dirà. E invece le Piagge sono solo uno dei rivelatori di quel che, dal Forum europeo del novembre 2002, si è andato creando in città. Non solo il Forum sociale e il Laboratorio per la democrazia, ma, ad un certo punto, il Forum per Firenze, che riuniva associazioni, partiti del centrosinistra (tutti) e singoli cittadini, si sono posti il problema di come cambiare la Firenze del traffico impazzito, dell'inceneritore gigante alle porte, del tunnel dell'alta velocità ferroviaria sotto i piedi e della privatizzazione della gestione dell'acqua, solo per citare alcuni problemi. Tanto da elaborare, in dieci tavoli di lavoro, un vero e proprio programma.

Il sindaco, Leonardo Domenici, si è tappato le orecchie. Così ora la lista «Unaltracittà - unaltromondo», che ha per candidato sindaco Ornella De Zordo, del Laboratorio per la democrazia, e che è affiancata da Rifondazione, sfida l'Ulivo. Non per mettere in dubbio la rielezione di Domenici, che peraltro sta reagendo in modo aggressivo (D'Alema ha accusato la lista di essere «un partitino» dei «professori»), ma per affermare la necessità urgente di una democrazia di tipo nuovo, con riferimento esplicito al Nuovo Municipio, la rete di amministratori, ricercatori e associazioni che promuove la «democratizzazione della democrazia» attraverso il bilancio partecipativo e altre forme di partecipazione ( www.nuovomunicipio.org).

Sergio Cofferati, candidato a sindaco di Bologna, ha guarda caso, qualche giorno fa, incontrato rappresentanti della Rete del Nuovo Municipio, e ha poi commentato: «A Bologna vanno immaginate nuove modalità di partecipazione che recuperino l'antico civismo e sappiano al contempo valorizzare le energie nuove... Ad esempio, penso che nella nostra città i bilanci amministrativi e le politiche gestionali dovranno essere costruiti con la partecipazione diretta dei cittadini. Un obiettivo che presuppone di operare su scala metropolitana, per un verso, e dall'altro sulla base di municipi pensati come nuova dimensione e identità del quartiere... una dimensione che favorisca la partecipazione e costruisca senso di comunità».

Queste parole saranno da ricordare, certo, quando Cofferati sarà sindaco. Ma che non nascono dal nulla. Per citare solo due esempi, il gruppo di urbanisti che si chiama Compagnia dei Celestini da anni lavora a un'idea di città non imposta dal mercato e co-progettata dai cittadini (e uno dei Celestini, Marco Guerzoni si candida al comune); e la Camera del lavoro, guidata da Cesare Melloni, ha assunto, nell'assemblea programmatica del gennaio scorso, le proposte del Nuovo Municipio.Molti altri casi di questo tipo esistono, e su Carta li stiamo esplorando. Come la lista NoTav, in Val di Susa, resa necessaria dal fatto che tutti i partiti sono a favore del demenziale tunnel dell'alta velocità che distruggerebbe la valle; o il centrosinistra che, alla Provincia di Milano, comprende in sé le molte esperienze di partecipazione dei comuni dell'hinterland, come Pieve Emanuele; o il «programma partecipato» assunto dalla candidata di Arezzo, che prevede la ri-pubblicizzazione dell'acquedotto, tra l'altro.

Insomma, il «candidato» da votare è il Nuovo Municipio, per essere contro Berlusconi, sì, ma senza tapparsi il naso

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