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Campania anno zero
13 Febbraio 2007
Campania felix
Negli articoli de Il Mattino e la Repubblica l'abusivismo che si nutre di connivenze, ritardi, impotenza politica e sociale. Con una postilla (m.p.g.)

Le colpe di chi tollera l'abusivismo

Giacinto Grisolia - Il Mattino,12 febbraio 2007

La vicenda dell’abusivismo edilizio a Casalnuovo, anche per la sua dimensione macroscopica, suggerisce alcuni inquietanti interrogativi ai quali occorrerà comunque dare risposta se si vuole con serietà e impegno contrastare questo fenomeno. Anche perché, pur nella sua insostituibile funzione, la magistratura da sola non potrà mai risolvere la questione generale dell’abusivismo. Il fenomeno in effetti si è radicato nella quasi totalità del territorio regionale della Campania, divenendo un dato fermo della sua fisiologia; si è insomma fatto sistema, con una rete vasta di connivenze e di complicità ma anche con collegamenti con la criminalità organizzata. Non è per caso che, anche in tempi recenti, taluni hanno suggerito che del problema si occupasse, accanto alla magistratura ordinaria, anche quella direttamente impegnata nel contrasto della criminalità organizzata. Per misurare l’invasività del fenomeno abusivo, si tenga conto che la Campania occupa il primo posto nella graduatoria per tasso di abusivismo. Ciò significa che, al di là della repressione dei singoli episodi, una risposta risolutiva deve venire dal sistema politico e di governo delle amministrazioni locali. È fin troppo evidente che ormai la questione fuoriesce dal perimetro degli illeciti edilizi. È divenuta di natura politica, si è fatta terreno per fare politica, per aggregare il consenso politico, per organizzare e sciogliere alleanze politiche e maggioranze di governo che traggono sostegno dall’uso dissennato del territorio.

E allora, per cominciare. Sorprende non tanto la soddisfazione, in sè fondata, con la quale in tanti nei giorni scorsi hanno accolto l’approvazione da parte della Giunta campana del piano territoriale regionale, ma il ruolo che a questo strumento è stato attribuito, quasi di contrasto risolutivo del fenomeno dell'abusivismo. Non è così. Il nuovo strumento regionale, utile e positivo, definisce solo le grandi linee per l’assetto del territorio, ma nel concreto ha di per sè un effetto quasi marginale nei confronti dell’abusivismo. C’è di più. Addirittura gli strumenti urbanistici comunali, in pratica i piani regolatori, che invece per loro natura - questi, sì - devono regolare l’attività edilizia, sono ormai in Campania essi stessi inefficaci di fronte all’abusivismo. Nella realtà territoriale campana, non è sempre vero che, fatto il piano regolatore, stabilite cioè le regole, l’abusivismo viene eliminato. La quasi totalità dell’edilizia abusiva è stata realizzata nei Comuni dotati di strumenti urbanistici. Ciò evidentemente non significa che avere o non avere il piano urbanistico è la stessa cosa. Tutt’altro. Il punto è che non basta fare le regole senza accompagnarle con un impegno e rigoroso per farle rispettare proprio perché l’abusivismo è rottura delle regole e si consuma perchè si pone al di fuori e contro di esse, anche se, come è ovvio, il gioco è più facile quando non esiste lo strumento urbanistico. La via maestra è dunque il controllo rigoroso del territorio comunale da parte delle amministrazioni anche quando c’è il piano regolatore e, a maggior ragione, quando non c’è. La legge urbanistica fondamentale, quella del 1942, la madre di tutta la disciplina urbanistica italiana finora approvata ed in vigore, stabilisce che è responsabilità del Comune, in particolare del sindaco, il controllo e la vigilanza del territorio e di tutte le modificazioni che su di esso intervengono. Come si fa a sostenere che è sfuggito al controllo del sindaco un insediamento di ben 29 edifici nel comune di Casalnuovo? Un sindaco che si consente distrazioni di questa gravità, che non si avvale dei vigili urbani per ispezionare il territorio per tutto il periodo della costruzione e per tutto il tempo resosi necessario per la vendita delle abitazioni configura una materia che è anzitutto di competenza del magistrato e che sarà pertanto discussa nelle aule giudiziarie. Ma emerge anche una questione politica ineludibile sulla idoneità di amministratori tanto «distratti» ad esercitare una carica pubblica di tanto rilievo per l’integrità e la tutela del territorio comunale che è un bene pubblico. Dunque chi ha competenza per porsi questo interrogativo è bene che se lo ponga e che si dia una risposta. Ma vi è un altro interrogativo che pure occorre porsi. Questi edifici abusivi nati sono stati venduti a famiglie, probabilmente incaute, forse con atto pubblico. È possibile che non sia stato chiesto al venditore alcun documento circa la regolarità edilizia ed urbanistica? Possibili tante distrazioni, tanta sciatteria? Le risposte a questi interrogativi possono risultare illuminanti, di certo utili e comunque un buon contributo per individuare dove stanno i punti cruciali delle tante devastazioni del territorio che si consumano in Campania con la pratica dell’abusivismo.

Camaldoli, arrivano le ruspe ma il Tar ferma gli abbattimenti

Stella Cervasio –la Repubblica, ed. Napoli, 13 febbraio 2007

Un´ordinanza del Tar che smentisce in pieno la cronica lentezza della giustizia, ha bloccato la demolizione ordinata dal Comune delle villette abusive nel Parco Metropolitano delle Colline di Napoli. Il Servizio Antibusivismo del Comune aveva disposto l´abbattimento dei manufatti di via Soffritto, nei pressi delle cave di Verdolino, sul versante di via Epomeo del Parco dei Camaldoli e ieri mattina la ditta incaricata dal Comune era sul posto accompagnata dalle forze dell´ordine e dalla polizia urbana. L´operazione era in corso e le ruspe stavano compiendo la loro opera, quando è giunto un provvedimento del Tribunale amministrativo regionale a bloccare l´ordinanza comunale. «I servizi preposti hanno compiuto il loro dovere con diligenza e tempestività - dice l´assessore all´Edilizia Felice Laudadio - ora si tratta di attendere la conclusione della fase cautelare dell´azione giudiziaria. Ma la linea del sindaco non cambia: interverremo con grande determinazione contro gli abusi edilizi». In sei mesi, previa distruzione di un frutteto, nell´area del Parco Metropolitano inclusa nei programmi del Maggio dei Monumenti per un sito di interesse storico archeologico, era sorto un villaggio di palazzine monofamiliari, parte delle quali già abitate da qualche mese. Ieri la città ha tentato di difendersi dall´assalto del cemento, ma non ci è riuscita. Intanto la terza sorpresa abusivismo nel giro di pochi giorni arriva dal territorio di Casalnuovo. Mentre ancora si discute delle sorti di due interi rioni completamente abusivi (per un totale di cinquanta edifici fino a sei piani) sorti a pochi passi dal centro cittadino, ieri terzo intervento dei carabinieri coordinati dal procuratore aggiunto della Repubblica di Nola Francesco Greco: sequestrate ventuno villette a schiera completamente fuorilegge, costruite da una delle imprese che hanno edificato anche i palazzi abusivi. Questione di abitudine.

Postilla

E intanto il "governatore" della Regione annuncia fiducioso (la Repubblica 11.2.2007 e l'Unità 12.2.2007) l'accordo per l'impiego di 7 satelliti, di cui 2 della Nasa, per monitorare dal cielo il territorio campano e impedire costruzioni abusive e mattanze ambientali. Sette satelliti per individuare 50 palazzi cresciuti fino al sesto piano e decine di villette a schiera? Le capacità oftalmiche degli amministratori campani sono davvero deboli.

Ma la prevenzione si accompagna alla repressione: venerdì scorso la Regione Campania ha aumentato considerevolmente i fondi per la demolizione degli edifici abusivi e il recupero delle aree. A demolire ci hanno provato anche ieri ai Camaldoli (subito dopo la denuncia della stampa), bloccati in poche ore dalla celere giustizia del Tar, come di consueto.

Gli esempi del passato, però, ci spronano all'ottimismo: il Fuenti è pur stato abbattuto. Dopo trentuno anni. (m.p.g.)

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