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Campagna Tetti Protetti, un appello per Milano
11 Dicembre 2005
Articoli del 2004
Lodo Meneghetti già aveva segnalato, l’11 dicembre scorso in Eddyburg, i danni provocati dalle nuove disposizioni che consentono di modificare i tetti a Milano. Ora Mariacristina Gibelli mi invita a rendere noto l’appello e la petizione, che inserisco qui di seguito, e a promuoverne la diffusione

Caro amico / cara amica,

abbiamo lanciato la campagna “Tetti Protetti” per salvare i tetti della Lombardia da una disastrosa legge regionale che ha consentito un recupero dei sottotetti senza regole.

Ti preghiamo di aggiungere il tuo nome e di inviare la petizione che segue per posta elettronica:

- all’Assessore al Territorio della Regione Lombardia, che sta approvando la nuova legge urbanistica che comprende il recupero dei sottotetti,

- all’Assessore all’Urbanistica del tuo Comune (se diverso da Milano devi cambiare l’indirizzo indicato),

- per conoscenza a noi.

Gli indirizzi sono indicati all’inizio della petizione e li devi copiare nelle caselle del tuo programma di posta prima dell’invio del messaggio.

Ti siamo grati se vorrai inviare questo messaggio ad altre persone interessate per aumentare la pressione sulla Regione e sui Comuni lombardi.

La discussione sulla legge urbanistica inizia in Consiglio Regionale il 31 marzo e quindi ti chiediamo di agire rapidamente.

Pubblicheremo l’andamento della campagna sui siti www.ilbaruffi.it e www.msacerdoti.it

Grazie per la tua partecipazione e scusaci del disturbo se il problema non ti interessa o non sei d’accordo con il contenuto della campagna

Il Gruppo Consiliare dei Verdi al Comune di Milano

Tel. 02-88450208, E-mail: tettiprotetti@gruppoverdiapalazzomarino.it

Testo della petizione

Oggetto: Recupero dei sottotetti

Egr. Assessori,

il recupero dei sottotetti in Lombardia e nel nostro Comune ha da tempo assunto le dimensioni di una diffusa operazione speculativa. A farne le spese sono state le città e i paesi, le piazze, i palazzi, deformati e sfigurati da sopralzi o abbaini, nel più totale disordine di stili e tipologie: interventi eseguiti per sfruttare al massimo la volumetria, senza rispetto per l'estetica, la facciata sottostante o tanto meno gli edifici circostanti. Si sono creati problemi di stabilità degli edifici, sicurezza anti-incendio, manutenzione delle canne fumarie, con nascita di numerosi contenziosi tra condomini. Questi potrebbero essere evitati se il Comune richiedesse l’autorizzazione del condominio, prevista dall’art. 23 del Testo Unico dell’Edilizia in quanto il tetto è di proprietà di tutti i condomini in base all’art. 1117 del codice civile. Si sono creati contenziosi tra Regione e Comuni in quanto le nuove costruzioni prevedono sottotetti in deroga alle volumetrie massime previste dai piani regolatori. L'estensione della Denuncia di Inizio Attività alle ristrutturazioni e nuove costruzioni ha aggravato i problemi in quanto i Comuni non riescono nei 30 giorni previsti a controllare la regolarità delle pratiche e ad effettuare la valutazione di impatto paesistico.

Chiedo alla Regione Lombardia, che ha inserito il recupero dei sottotetti tra gli articoli della nuova legge urbanistica, di:

- escludere l'utilizzo della D.I.A. per ristrutturazioni e nuove costruzioni,

- eliminare la possibilità di recuperare i sottotetti di nuovi edifici,

- vietare la modifica delle altezze di colmo e di gronda e delle linee di pendenza delle falde negli edifici esistenti.

Chiedo al Comune di:

- variare comunque il piano regolatore, in modo da vietare l'alterazione della sagoma del tetto nel territorio comunale,

- autorizzare il recupero del sottotetto solo se è allegato alla pratica l’assenso del condominio in qualità di proprietario del tetto.

Distinti saluti

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