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Rossella Verga
Cacciatori nel Boscoincittà «A rischio mamme e bimbi»
29 Ottobre 2009
Milano
Segno dei tempi? Per i non indigeni, la scena si svolge a un tiro di sasso dallo Stadio di San Siro. Il Corriere della Sera ed. Milano, 29 ottobre 2009 (f.b.)

A caccia di germani reali sui confini del Boscoincittà. Se di questi tempi vi capita di passeggiare o andare in bicicletta lungo i sentieri del polmone verde che si estende oltre il Gallaratese e cascina Melghera vi conviene prestare molta attenzione: pochi metri più in là potrebbe esserci una doppietta in agguato. E’ quello che è successo, sabato scorso, a un abituale frequentatore del Bosco a spasso con il figlio: a qualche passo di distanza si è ritrovato un gruppetto di cacciatori armati e pronti a sparare.

Brividi nella schiena, ma sia chiaro: è tutto legale. L’attività venatoria nell’area agricola compresa tra il parco e le case di Trenno è consentita. Ma ancora una volta si ripropone l’anomalia dei cacciatori scatenati nei campi adiacenti il Boscoincittà e il tema dei rischi per la sicurezza dei cittadini.

Non c’è da sorprendersi, del resto, se i confini del Bosco (escluso dalla caccia in quanto parco urbano) rappresentano uno spazio ambito. Appostarsi in vicinanza di una zona protetta dove si rifugia la selvaggina è per i cacciatori una scelta del tutto naturale. Quello che naturale non è, invece, è che si possa sparare in una campagna a pochi passi da dove giocano i bambini, e comunque non distante dalle case.

Forse anche per questo sulla scrivania dell’assessore al Verde, Maurizio Cadeo, sono arrivate alcune segnalazioni. E an­che il verde Enrico Fedrighini presenterà un’interrogazione in consiglio comunale: «Chiederò a Cadeo — annuncia — di promuovere presso il suo omologo assessore provinciale l’inserimento dell’area del Boscoincittà e zone agricole confinanti nell’elenco delle Oasi di Protezione della Provincia, dove è vietata qualunque forma di caccia per consentirne il transito e il ripopolamento della fauna».

Anche l’assessore Cadeo intende vederci chiaro. «E’ vero che la legge lo consente — premette — ma mi sembra disdicevole sparare a pochi metri dal parco urbano. Sentirò i colleghi di Provincia e Regione per capire come si può intervenire ».

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