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Carlo Brambilla
Cacciari: "Non parli a vanvera di teologia"
1 Maggio 2008
Articoli del 2008
Un commento al discorso del neo Presidente della Camera: affermazioni condivisibili e alcune ombre fin troppo condivise. La Repubblica, 1° maggio 2008 (m.p.g.)

«Relativismo non vuol dire nulla! Non ne posso più di sentir parlare a vanvera di relativismo! Gli «ismi» in genere sono flatus vocis, parole vuote, che non significano nulla fintanto che non si spieghi specificatamente cosa si intenda dire. Fini non è né un filosofo né un teologo: lasciamo perdere le sue citazioni filosofiche o i suoi omaggi teologici al Pontefice».

Il filosofo Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, non nasconde la sua irritazione per il dibattito politico-culturale seguito al discorso di Gianfranco Fini da neo-presidente della Camera. Ammette però di apprezzare un passaggio: quello in cui si afferma che «la minaccia alla libertà non viene dalle ideologie antidemocratiche del secolo scorso, ormai sepolte nella quasi totalità delle coscienze».

Ma sul relativismo, lei boccia Fini?

«Se per relativismo si intende il fatto che la libertà viene declinata sempre più in termini individualistici ed egoistici sono perfettamente d´accordo con Fini. Ma questo è solo un aspetto del problema. Siamo in un'epoca molto difficile proprio perché tutti sono diventati democratici. Ed è difficilissimo capire cosa significhi democrazia. E allora bisogna ridefinire il termine. Questo è il punto».

Nessuno spettro mussoliniano o stalinista alle porte?

«Fini ha ragione: non viviamo più in anni nei quali ci si debba preoccupare di pericoli di carattere autoritario o totalitario».

Quali sono invece i veri pericoli per la democrazia oggi?

«È in atto una evidente crisi della democrazia. Si tratta di una crisi del principio di rappresentanza. Una crisi di sovranità. Che deriva in parte dall'autorevolezza o meno del ceto politico, ma anche da cause più strutturali. Penso alla potenza degli apparati tecnico-economici-finanziari, che non funzionano certo sulla base di principi democratici. Esiste un difficile problema di rapporti tra sfera politica e sfera economica, sfera politica e sfera finanziaria, sfera politica e sfera tecnico-scientifica. Questi sono i problemi del futuro. Che dovremo affrontare tutti insieme».

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