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Bruxelles "taglia" il ponte sullo Stretto
20 Ottobre 2011
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Cancellata una sciocchezza, confermata un’altra. Greenreport, 19 ottobre 2011

Una buona notizia arriva da Bruxelles: il ponte sullo Stretto di Messina non è inserito nell'elenco delle opere infrastrutturali prioritarie europee, per il settore dei trasporti. L'elenco complessivo delle 15 opere più importanti verrà ufficializzato oggi dalla Commissione europea che specificherà anche i parametri che dovranno essere rispettati per beneficiare dei finanziamenti comunitari.

Il piano da attuare tra il 2014 e il 2020, prevede la distribuzione di fondi Ue per circa 31,7 miliardi di euro e il lancio di project bond, cioè spiegano dalla Commissione, strumenti finanziari innovativi che grazie alle garanzie comunitarie, potranno raccogliere sul mercato le altre risorse necessarie per completare le grandi reti di comunicazione del vecchio continente.

Per quanto concerne il ponte sullo Stretto di Messina la Commissione europea ha specificato che «se l'Italia vorrà portare avanti il progetto dovrà trovare da sola i soldi per realizzare l'opera». Chi come greenreport pensa che questa opera non costituisca una priorità per l'Italia (il Sud solo per fare un esempio rimanendo nel settore dei trasporti è dotato di ferrovie non degne di un paese tra i più industrializzati al mondo) può tirare un sospiro di sollievo, anche se il ministro dei trasporti Altero Matteoli si è impegnato a trovare i finanziamenti e l'elenco pare che possa essere modificato e aggiornato anche successivamente.

Ma i tempi saranno comunque stretti perché i fondi assegnati saranno persi se la realizzazione del progetto non sarà stata avviata entro un anno dalla data prevista al momento della concessione del finanziamento.

Per quanto riguarda invece le opere "promosse" da attuare su territorio italiano, è previsto l'inserimento nel corridoio Baltico-Adriatico dei collegamenti ferroviari e delle piattaforme multimodali di Udine, Venezia e Ravenna e dei porti della stessa Ravenna, di Trieste e di Venezia.

Al Nord confermata poi la priorità assegnata alla Torino-Lione (notizia che ha già fatto alzare la "temperatura" in Val di Susa dove domenica è prevista una manifestazione dei No Tav), al tunnel del Brennero e al collegamento ferroviaro Genova-Milano-Svizzera. Per quanto riguarda il Sud Italia sarà potenziata la ferrovia Napoli-Reggio Calabria, e la tratta Napoli-Bari. E' stata poi anche ribadita la disponibilità a sostenere il miglioramento del collegamento tra Messina e Palermo.

«Non inserendo il ponte sullo Stretto nell'elenco delle opere strategiche l'Unione europea ha ancora una volta sconfessato il governo italiano- hanno commentato gli europarlamentari del Pd David Sassoli e Rita Borsellino- A causa dello scarso peso del nostro governo nelle scelte di Bruxelles non solo abbiamo rischiato di perdere l'asse tra Napoli e Palermo, ma non è stato possibile completare il quadro degli interventi di cui il nostro Paese ha bisogno, a partire da una maggiore interconnessione tra il Mezzogiorno e il resto d'Europa e da un ulteriore potenziamento dei collegamenti ferroviari interni».

Considerato che prima o poi andremo a nuove elezioni, anche l'opposizione dovrà chiarire quali sono i punti fermi nel campo dei trasporti (e non solo) su cui puntare, avendo come stella polare, auspichiamo, lo sviluppo sostenibile del Paese.

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