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“Berlusconi: Antropologicamente diverso da me chi blocca i lavori abusivi”
8 Aprile 2008
Lettere e Interventi
Sandro Roggio

Abbiamo letto ieri un singolare comunicato d’agenzia, che riportava un singolare giudizio espresso da Silvio Berlusconi in visita elettorale ad Alghero. L’abbiamo spedito a chiedendogli informazioni sull’episodio di ingiustificato blocco dei lavori che la sinistra avrebbe compiuto. Ecco la risposta.

Caro eddyburg, quando ho visto la nota Agi di ieri ho pensato ad un errore. Secondo l’agenzia “Silvio Berlusconi, ad Alghero, parlando davanti agli imprenditori locali davanti al plastico dell'Hotel Carlos V i cui lavori di ampliamento sono bloccati”, ha detto che la cultura degli uomini di sinistra “rende invincibile l'ostilità per gli imprenditori. A quelli della sinistra – ha osservato con enfasi - l'edilizia privata sembra un atto di ruberia. Sono arrivato alla conclusione che sono antropologicamente diversi da noi”.

Nella nota dell’AGI manca però una informazione essenziale: i lavori di soprelevazione dell'albergo non sono stati bloccati per via dei complotti della sinistra ma per ordine della Procura della Repubblica di Sassari, la quale ha constatato che si tratta di lavori illegittimi, ha messo sotto sequestro il corpo di fabbrica abusivo e ha rinviato a giudizio l'imprenditore e altri presunti responsabili. Siamo abituati a queste sceneggiate e non varrebbe la pena di commentare. Ma tutte le volte che Berlusconi mischia le carte e cerca di fare passare per vittime gli evasori fiscali e gli abusivi si sente l'obbligo di precisare. Ecco allora un articolo de La Nuova Sardegna, del 13 novembre scorso, che documenta nel dettaglio i fatti che riguardano gli abusi edilizi del padrone del Carlos V patrocinato da Berlusconi. Il titolo delll’articolo, di Federico Spano, è: “Sono quattro i rinvii a giudizio per il raddoppio dell’hotel Carlos V”

“Quattro rinvii a giudizio per il raddoppio dell’hotel Carlos V di Alghero. Ieri mattina, il giudice per le indagini preliminari Antonello Spanu ha fissato l’udienza per i quattro indagati per i presunti abusi nell’ampliamento dell’albergo algherese, che sarà una delle sedi del vertice vertice italo-algerino di domani. Tommaso Domenico Giorico, amministratore unico della Giorico Hotels, proprietaria della struttura, il fratello Riccardo, amministratore dell’impresa Sofingi che stava eseguendo l’opera, e il direttore dei lavori, Antonio Delogu, difesi dagli avvocati Pasqualino Federici e Luigi Concas, devono rispondere dell’accusa di abuso edilizio, mentre Antonio Era, funzionario comunale con delega all’edilizia privata, rappresentato dall’avvocato Giuseppe Conti, è accusato di abuso d’ufficio. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 12 dicembre. L’inchiesta della procura, condotta dal sostituto Paolo Piras, era partita nel 2006 in seguito alla denuncia dei residenti nella zona dell’albergo, sul lungomare Valencia, che si lamentavano per la perdita del «diritto al panorama», in seguito alla sopraelevazione dell’albergo. Secondo la procura, per l’ampliamento dell’hotel non sarebbe stata condotta la necessaria verifica per gli spazi adibiti a verde pubblico e per la viabilità, oltre all’assenza di uno studio urbanistico approvato dal consiglio comunale. In attesa di verificare eventuali abusi, il sostituto procuratore Paolo Piras aveva chiesto al gip Elena Meloni il sequestro preventivo dell’ala in costruzione dell’hotel a quattro stelle, per evitare che, proseguendo l’ampliamento, i Giorico reiterassero la violazione urbanistica e aggravassero la situazione. La richiesta della procura era stata respinta dal gip, secondo il quale esisteva il permesso di edificare e non poteva essere disapplicato dal giudice. Di avviso opposto, pochi giorni dopo, il tribunale del riesame al quale si era rivolto il pm Paolo Piras. Il collegio, presieduto dal giudice Mariano Brianda, aveva dato ragione alla procura ordinando il sequestro del cantiere. Nell’estate 2006 erano stati posti i sigilli nella parte superiore della struttura, non ancora conclusa. La Procura ritiene che con il progetto di ampliamento del Carlos V, autorizzato da tutti gli uffici competenti, siano stati violati due articoli del piano regolatore della città catalana. Questo comporterebbe un vizio originario di illegittimità della concessione edilizia. Ravvisando l’abuso edilizio, la Procura aveva indagato il committente, il direttore e l’esecutore delle opere nonostante questi avessero formalmente le carte in regola. Ma, a parere della magistratura, inefficaci. Al centro della indagine del pm Piras ci sono soprattutto le altezze del complesso alberghiero, superiori a quelle più frequenti dell’isolato. L’obbligo di rispettare questo limite è contenuto nel Prg algherese, tuttavia a suo tempo questo non impedì all’Ufficio tecnico del Comune di approvare la concessione edilizia. Autorizzazione che esiste, ma che secondo la Procura sarebbe stata concessa in violazione degli strumenti urbanistici. Il consulente della Procura nell’inchiesta sul Carlos V è Alberto Boi, titolare a Cagliari dello studio tecnico «Centro regionale servizi urbanistici». È di Boi la relazione che alla fine della primavera del 2006 aveva convinto il sostituto procuratore Paolo Piras a chiedere al gip Elena Meloni il sequestro preventivo dell’ala in costruzione dell’hotel. Contro l’ordinanza di sequestro avevano presentato ricorso in Cassazione gli avvocati Agostinangelo Marras, Filippo

Filippo Bassu e Antonio Alberto Azzena. Secondo i suoi legali, la Giorico Hotel aveva rispettato il permesso di costruire. Gli avvocati erano entrati nel merito delle presunte altezze violate sostenendo che, nell’area presa in esame, erano stati confrontati edifici con destinazioni d’uso diverse”.

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