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Gianluca Luzi
Berlusconi: "Abusi edilizi, stop alle demolizioni"
13 Aprile 2004
I tempi del cavalier B.
"Giardini pubblici invece delle ruspe Il premier vuole cambiare strategia nella lotta agli ecomostri. Esclude condoni e sollecita soluzioni creative stile Tremonti". Questi l’occhiello e il sottotitolo con il quale Repubblica del 23 gennaio 2003 presenta, con un articolo di Gianluca Luzi, l’ennesima proposta del premier italiano. Lo stupore e l’indignazione non hanno fine. E ci riconducono ogni volta alla matrice della perversione politica che domina nel nostro paese: la mancanza totale di ogni senso dello Stato, della legittimità, del bene comune, della responsabilità verso il futuro.

ROMA- Costruttori di eco-mostri. Palazzinari senza licenza. Edificatori selvaggi. Niente paura: non rischierete più che qualche pretore d'assalto vi obblighi ad abbattere l'immobile tirato su alla faccia delle regole. Ve lo promette il presidente del consiglio Berlusconi il quale ieri, al termine della settimanale "giornata di lavoro" al ministero delle Infrastrutture (titolare Lunardi), ha lanciato questo progetto: "Abbiamo aperto con il ministro Lunardi un altro capitolo che a me sta molto a cuore - ha esordito Berlusconi - quello della lotta all'abusivismo". E la soluzione è questa: "Abbiamo ragionato su una serie di ipotesi per cui si potrebbe trasformare una penalizzazione come quella di distruggere l'opera, che magari potrebbe non essere un'opera così negativa per il paesaggio, in un obbligo a realizzare un giardino, contribuire alla realizzazione di un parco, di un parco giochi".

Insomma, secondo Berlusconi, basta con le vecchie ordinanze di demolizione, con gli anacronistici interventi delle ruspe per abbattere le case costruite abusivamente magari in un luogo di pregio paesaggistico o archeologico. Adesso bisogna adottare "una norma più positiva e moderna della semplice norma che prevede soltanto l'abbattimento dell'immobile edificato senza licenza". Questo, ha voluto tuttavia precisare il presidente del consiglio, "non vuol dire che ci sia un condono o una sanatoria in vista, stiamo cercando di tirare fuori delle idee, di essere creativi almeno quanto il ministro Tremonti".

Tutto questo si inquadra nel "progetto bell'Italia" per la riqualificazione dei centri urbani. Il governo - ha annunciato Berlusconi - organizzerà un concorso per il Comune più verde e colorato. "Il programma a cui stiamo lavorando - ha spiegato il premier - richiederà l'intervento massiccio di qualche rete televisiva" e alla gara a chi mette più piantine ai balconi parteciperanno "i Comuni sotto i 5 mila abitanti per far sì che aumenti l'amore per la natura, le piante e i fiori, stimolando la competizione tra le varie amministrazioni per arrivare al titolo del Comune più bello e fiorito d'Italia". In attesa di premiare il paese con più gerani e aiuole, Berlusconi ha pensato anche a Pompei: la vuole illuminare a giorno, sempre. "Dopo l'autostrada che arriverà nel centro campano - ha annunciato infatti - stiamo studiando un'illuminazione notturna di Pompei che renderà gli scavi visitabili anche la notte, estendendo gli orari turistici con degli effetti magici davvero straordinari". Gli scavi di Pompei in realtà sono già illuminati e sono stati aperti al pubblico anche di sera da settembre a dicembre 2002.

Tra un progetto fiorito e una soluzione per l'abusivismo, Berlusconi - che ai primi di febbraio metterà a Venezia la prima pietra del Mose, il sistema di dighe mobili contro l'acqua alta ("10 mila miliardi di vecchie lire" il costo previsto) - ha elencato i progetti per le grandi opere. "Il Cipe in tre sedute ha stanziato finanziamenti che corrispondono a più di quello che ha fatto la sinistra in cinque anni. Il totale - ha detto - è di 4500 miliardi di vecchie lire. Tutto questo inciderà anche nella situazione economica". Se i progetti nelle strade e nelle ferrovie dovessero essere realizzati "potremmo avere un incremento del Pil vicino all'1 per cento, superiore a quello 0,6 che avevamo calcolato sviluppando su dieci anni la costruzione delle nuove opere programmate".

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