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"Belle speranze?"
20 Agosto 2008
Lettere e Interventi
Lorenzo Venturini (FI) 18.06.2004

Caro Eddy, tu che hai qualche anno in più rispetto a me ne avrai viste di ogni genere. Ma forse sarai d'accordo con me sul fatto che qui non si tratta di cicli storici, ma di declino di una civiltà. Siamo nel Basso Impero. E non so se alla fine di un medioevo prossimo venturo ci sarà un nuovo Rinascimento, perché anche sperando nell'era dell'idrogeno mi sa che mancheranno altre condizioni per il rifiorire di una civiltà degna di questo nome. Le belle parole del tuo edditoriale sul voto sono nello stile che mi ha fatto appassionare alla causa della politica e dell'ecologia, e dell'urbanistica che si occupa di entrambe, ormai dal 1988 o giù di lì, da quando per la prima volta sentii parlare di effetto serra. Oggi dopo averne prese tante e restituite poche, anche perché ho giocato con le mani nude di chi non ha potere, ne ho meno voglia di te, che potresti essere mio padre. Mi dispiace essere attraversato da un lucido disincanto, ma tant'è. Leggendo le tue righe ho provato un po' di nostalgia per quando mi impegnavo pienamente per una causa giusta, fino a farmi anche venire l'ulcera a litigare con i verdi e tra i verdi. Ho provato anche una certa voglia di ritrovare quelle motivazioni, e quelle ragioni. Certo che un programma delle forze progressiste per la ri-civilizzazione degli Italiani sarebbe l'unico progetto politico sensato per le sinistre. Ma al di là della reazione di disgusto a berlusca e alle prepotenze dei nuovi paladini dell'egoismo, credi davvero che il nostro sistema politico consenta ai partiti di vivere senza finanziamenti illeciti? credi davvero che il cinismo dilagante nella nostra classe dirigente - politica e non - possa regredire? Credi davvero che i sindacati possano qualcosa se dietro le spalle hanno la voragine delle masse di nuovi schiavi asiatici che lavorano per un tozzo di pane e davanti a sé gli imprendiitori con il bilancio in rosso? Non dico come la Fallaci che dobbiamo difendere la nostra superiore civiltà dai barbari olivastri, ci mancherebbe altro, ma credi che al confronto con le barbarie e le miserie del mondo non venga voglia agli italiani di ridurre il proprio fardello di scupoli invece di apprezzare ciò che si ha e di praticare i buoni sentimenti? Un quadretto negativo, salvo eccezioni, s'intende. Obiettivo minimalista, dunque: teniamoci stretti, almeno, che se la nave va alla deriva, che almeno ci vada un po' più lentamente.Postilla: nonostante tutto, continuo a sentirmi bene quando mi alzo la mattina, e quando incontro persone e cose belle. Potenza della vita! Si, Lorenzo, lo credo. Credo che si possa ricominciare a costruire. Che si possanno vincere gli interessi piccoli, semplicemente perchè ci si rende conto che senza la prevalenza degli interessi grandi ci rimettiamo tutti. Che i problemi si possano risolvere migliorando per tutti, e non necessariamente chiudendosi a difesa dei vantaggi immediati. Il problema non è di praticare i buoni sentimenti, ma di rendersi conto che "il tutto è più importante delle sue parti" non per ideologia, ma per necessità: nel nostro mondo, soli non ci si salva.Ciò che era vero ieri (ti ricordi "I care"?) non è meno vero oggi. Si tratta di comprenderlo, da parte di una maggioranza. Certo, ci sono periodi in cui la maggioranza invece dimentica: periodi bui, che bisogna attraversare. Con la consapevolezza che non è detto che in fondo al tunnel ci sia la luce, ma che può esserci: e finchè può esserci io mi immagino che ci sia. E' questo che, per me, significa dum spiro spero.Oggi, in Itaia, la luce in fondo al tunnel la si intravede. Certo che il tunnel è ancora lungo, e non è che litigando tra centri concentrici e altri simboli vuoti che si arriva prima in fondo, alla luce di un dopo-Berlusconi solido.

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