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Luigi De Magistris
Bagnoli, bomba a orologeria
5 Novembre 2010
Napoli
Da straordinaria opportunità di riqualificazione urbanistica ad occasione perduta, fra sperpero del denaro pubblico e rischio sanitario. Su Il Fatto Quotidiano, 5 novembre 2010 (m.p.g.)

Bagnoli è uno dei quartieri più belli di Napoli. I Campi Flegrei, storia e futuro della città. Doveva essere l’occasione per la rinascita partenopea. Città della scienza, bonifica dell’area, cultura, innovazione tecnologica, attività sportive, piccole e medie imprese, commercio, turismo, il porto, unità abitative residenziali. Napoli tra ricchezza della sua storia e progresso. Bagnoli ha ottenuto il più cospicuo finanziamento di fondi europei della storia dell’Unione. La politica, attraverso il partito unico trasversale della spesa, ha sostanzialmente fallito, al di là di qualche risultato. Bagnoli è servita per creare l’ennesima società per azioni, BagnoliFutura spa, il solito giro di professionisti e politica, mentre Napoli e i napoletani possono attendere. Ma questa non può essere solo la solita storia, sia pur grave, dell’ennesima occasione perduta, servita solo a consolidare il potere di pochi. È giunta l’ora di chiedere il conto – politico e istituzionale – sotto un duplice aspetto. Il primo. La Corte dei conti, la commissione e il Parlamento europeo hanno evidenziato gravi irregolarità nella gestione dei fondi pubblici. Chi intende assumersi la responsabilità politica? Chi pagherà contabilmente, chi risarcirà il danno? Mi auguro che la magistratura ordinaria verifichi la sussistenzadi condotte che possano avere rilevanza penale.

Il secondo. Circolano dati allarmanti sui quali si deve fare chiarezza e solo la magistratura, nella sua indipendenza, può verificare se Bagnoli sia divenuta una bomba ecologica a orologeria. Buona parte dei terreni dell’area, dichiarati bonificati e certificati da BagnoliFutura, sarebbero caratterizzati da concentrazione di composti e sostanze dall’elevata potenzialità tossica (idrocarburi, IPA e PCB) che eccedono i limiti di legge imposti per un uso residenziale/verde pubblico e spesso anche per uso commerciale/industriale. Il terreno risulterebbe, quindi, in diverse aree contaminato e non bonificato contrariamente a quello che si vuol far credere. Una valutazione del rischio sanitario-ambientale in caso di uso residenziale/verde pubblico conduce, secondouno studio della cui attendibilità non abbiamo motivo di dubitare, a un rischio rilevante per la salute umana da sostanze cancerogene per bambini e per adulti sia per brevi che per lunghe esposizioni. Si parla di un rischio oggettivo di un cospicuo aumento di decessi l’anno per coloro i quali frequenteranno i settori: infrastrutture pedemontane, Porta del Parco e strutture turistiche, Parco urbano lotto 1 e Parco dello Sport. Il rischio sarà elevato anche per i lavoratori qualora si scelga un’esclusiva destinazione industriale/commerciale.

La situazione rappresentata evidenzia, paradossalmente, un generale peggioramento post-bonifica delle condizioni ambientali. Va inoltre rappresentato che, inizialmente, il progetto di bonifica è stato avviato tenendo presente che le concentrazioni di sostanze non erano compatibili con un uso residenziale/verde pubblico (previsto per gran parte dell’area una volta completata la bonifica) ma solo con un uso industriale/commerciale del sito. Oggi, per aggirare artificiosamente la situazione, si intende risolvere il problema della mancata bonifica attribuendo ai suoli una fittizia destinazione d’uso industriale/commerciale, mentre nella realtà si registra un aumento della volumetria destinata a unità abitative. I napoletani non possono essere accerchiati da bombe ecologiche. Bagnoli non può trasformarsi da mancata occasione di sviluppo del Sud intero a ordigno ambientale. Ci auguriamo che le istituzioni tutte, in primo luogo la magistratura, facciano chiarezza su una storia che non ci lascia tranquilli.

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