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dai giornali
B. si autocondona la villa in Sardegna
23 Novembre 2004
I tempi del cavalier B.
Con queste due note l'Unità e la Repubblica del 24 novembre 2004 danno notizia dell'ultimo insulto di B. e dei suoi collaboratori parlamentari ai patrimoni collettivi materiali e morali. Le pubblico in anticipo grazie a Stefano Fatarella

L'Unità
Salta la maggioranza su Previti, e per la villa di Berlusconi viene messa la fiducia, di red

Sulla delega ambientale il governo ha posto la fiducia: così l'ennesima

legge "salva-Berlusconi" non farà -mercoledì in votazione - la stessa fine della norma "salva-Previti"oggi in commissione. Ad annunciare la fiducia è stato alla ripresa dei lavori in aula a Montecitorio nel pomeriggio, è stato il ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi.

La delega ambientale in mattinata ha passato per il rotto della cuffia il vaglio di costituzionalità, con uno scarto di soli 16 voti (223 a favore della pregiudiziale, 239 contro). La fiducia ha evitato pesanti scivoloni già successi nella seduta del mattino come quello sulla norma "salva-Previti".

Lo scorso 14 ottobre, il governo aveva ottenuto la fiducia in Senato sul maxi-emendamento alla legge delega in materia ambientale, in cui, tra l'altre cose, si propone il condono edilizio su abusi minori compiuti in zone a vincolo paesaggistico.

Tra i 51 commi dell'emendamento, che riscrive la legge, c'è la norma più criticata dai Verdi, secondo cui si possono condonare con una sanzione pecuniaria le costruzioni edificate in zone protette entro il 30 settembre 2004, purché? i materiali utilizzati siano giudicati «compatibili» con il contesto paesaggistico. Secondo gli ambientalisti il primo beneficiario della norma sarebbe il premier Silvio Berlusconi perché? il provvedimento sanerebbe le opere realizzate nella sua villa Certosa in Sardegna.

Giubila il ministro Giovanardi, ricordando che il ddl che dispone la delega al governo in materia ambientale «è pendente in Parlamento da almeno tre anni

Il provvedimento, ricorda Giovanardi, approda in aula per la quinta volta, dopo una doppia ?navetta? dall'assemblea di palazzo Madama a quella di Montecitorio. E dato che il ddl di delega dovrà essere accompagnato dai relativi decreti attuativi, il governo ha deciso di apporre la fiducia sul testo approvato dal Senato lo scorso 14 ottobre.

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La Repubblica

Delega sull'ambiente il governo pone la fiducia



ROMA - Il governo ha deciso di porre la questione di fiducia sul disegno di legge di delega ambientale, che ieri ha ripreso il suo cammino parlamentare alla Camera. Lo ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi, spiegando che la legge attende l'approvazione da tre anni.

Già passato al Senato, dove il governo ha posto la fiducia, il testo

contiene il condono per gli abusi edilizi commessi nei paradisi ambientali, e un un giro di vite sugli "ecomostri" da abbattere. Ma soprattutto la legge consente di sanare gli abusi edilizi commessi fino al 30 settembre 2004 nelle aree di interesse ambientale.

L'opposizione punta il dito contro quest'ultima norma, sostenendo che

servirà anche a Silvio Berlusconi per sanare il teatro all'aperto costruito

nella villa in Sardegna. L'annuncio è stato accolto da vibranti proteste del centrosinistra. "Mentre il Paese è afflitto al nord da una gravissima crisi industriale - ha detto il capogruppo Ds Luciano Violante - e al sud da una terribile crisi del settore agricolo, il governo non dà risposte e per difendere interessi personali e un indegno condono edilizio pone la fiducia perchè non si fida della propria maggioranza".

Rivolgendosi ai banchi del centrodestra, Violante ha aggiunto: "Legittimate ogni giorno di più l'illegalità. La verità è che il blocco sociale che vi ha fatto vincere nel 2001 si è sfaldato. Dimettetevi e date la parola al Paese".

Oltre alla sanatoria degli abusi edilizi, il provvedimento prevede una

depenalizzazione degli abusi più "lievi", cioè quelli che non abbiano

determinato la creazione di nuove superfici o volumi come restauri, aperture di nuove porte e finestre, eccetera. Saranno le soprintendenze a decidere volta per volta se i lavori in questione sono compatibili con il vincolo paesaggistico e i trasgressori potranno sanare gli abusi pagando una multa, ma non saranno chiamati a rispondere in sede penale.

Qui potete ammirare l'ecomostro del padrone della repubblica

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