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Massimo Vanni
"Avviso pubblico", e l’edilizia cambia
6 Gennaio 2009
Firenze
L’urbanistica di Firenze conquistata dalla soluzione milanese: anche sull’Arno vince l’urbanistica contrattata. Da la Repubblica, Firenze, 21 gennaio 2007. Con postilla

Palazzo Vecchio dichiara guerra alla rendita immobiliare. Lo fa con «l’avviso pubblico», il nuovo strumento urbanistico col quale progetta di sovvertire le regole edilizie fino ad oggi in uso. Durante il convegno organizzato ieri dalla commissione territorio guidata da Antongiulio Barbaro, l’assessore all’urbanistica Gianni Biagi ha annunciato che il Piano strutturale pronto a primavera conterrà proprio l’«avviso pubblico», lo strumento col quale il Comune si rivolgerà ai privati aprendo una sorta di concorso sulle opere che intende realizzare: una gara dove peserà più la qualità dei progetti che la semplice proprietà dei terreni. Una rivoluzione concettuale dell’edilizia privata che proprio a Firenze, dice l’assessore, troverà la prima sperimentazione significativa.

«L’avviso pubblico è un’idea della Regione che siamo lieti di sperimentare nella nostra città. E non a caso: finora in Italia era stato applicato solo in piccoli Comuni ma la Toscana e Firenze si confermano all’avanguardia nel dibattito urbanistico», sostiene l’assessore comunale. Mettendo fine (almeno in parte), oltretutto, alle divergenze e anche alle polemiche saltate fuori qualche settimana fa proprio sui contenuti del Piano strutturale tra il Comune e Riccardo Conti, l’assessore regionale all’urbanistica primo paladino del ricorso all’«avviso pubblico» tanto da introdurlo nel Pit, il Piano d’indirizzo territoriale che la Regione approverà in via definitiva prima dell’estate.

Come funzionerà «l’avviso»? Oggi il proprietario di un terreno che vuole costruire 100 appartamenti presenta un progetto e preme il Comune per ottenere poi la concessione. Domani tutto cambia: nel Piano strutturale il Comune dice quali opere considera prioritarie ma non dove devono essere fatte (il Piano strutturale non è più un Piano regolatore). E lancia quindi l’«avviso»: ci sono imprenditori interessati a realizzare l’idea del Comune? Il proprietario dei terreni e il costruttore devono mettersi insieme per confezionare un progetto convincente. E il Comune sceglie, tra quelli pervenuti, il progetto che più comporta vantaggi per il pubblico.

Solo a questo punto, non prima, interviene il regolamento urbanistico a dire dove deve essere realizzata l’opera. E solo a questo punto sarà chiaro quali saranno i terreni edificabili. Prima del regolamento urbanistico la rendita immobiliare non può dunque salire e dopo il Comune avrà già scelto. Da notare che il regolamento avrà una durata di soli 5 anni (nel senso che dopo decade tutto).

Quali operazioni potranno essere fatte con l’«avviso»? Secondo Conti e Biagi, «praticamente tutte»: il recupero dell’ex panificio militare di via Mariti o anche l’albergo nella ex Fiat di viale Belfiore, che ha sollevato tante polemiche dopo l’abbandono dell’architetto Jean Nouvel. Prima di tutto però il Comune dovrà decidere il pacchetto delle opere da farsi con urgenza.

«Lo faremo cominciando dal Piano strutturale - dice Biagi - il sistema dell’"avviso" consente al Comune di massimizzare i profitti e consente anche la massima trasparenza nelle procedure». Ma consente anche, aggiunge Conti, di favorire la concorrenza tra privati: «Una concorrenza sui progetti, sulla qualità, più che sulla proprietà». Senza contare che, interviene anche il capogruppo dei Ds Alberto Formigli, definire il pacchetto delle priorità pubbliche è come «assegnare quote di edificabilità». Mille miglia lontano dalla logica dei vecchi piani regolatori che stabilivano sulla carta quali erano i terreni edificabili aumentandone d’un botto il valore.

Postilla

Già a Milano si era proposta, e praticata, la soluzione di lasciar decidere alla proprietà immobiliare che cosa costruire e dove, sulla base delle “strategie”, molto generali e generiche, dell’amministrazione. La proposta era stata ripresa e perfezionata e generalizzata dalla "legge Lupi" (per fortuna sconfitta).

Adesso anche a Firenze si vuole fare così: la “strategia” la fa il piano strutturale, e il regolamento urbanistico (cioè il vero PRG, quello che dice dove si costruisce e che cosa e quanto) viene redatto dopo e sulla base delle proposte degli “imprenditori”, cioè il tandem costruttori-proprietari. Insomma, chi decide è la rendita.

Poi dicono (e il giornalista ci crede) che così combattono la rendita e la vincono. Dicono di aver vinto, e non sanno che si sono arresi.

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