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Carlo Alberto Bucci
Appia Antica tombe usate per le scalate
26 Agosto 2007
Pagine di cronaca
Continua l’assalto alla regina viarum: pochi i difensori, molti e agguerriti i gangsters. Da la Repubblica, ed. Roma, 7 luglio 2007 (m.p.g.)

Un gruppo di tecnici di una società telefonica che - «per allenarsi agli interventi ad alta quota», ci dice candidamente uno di loro mentre scende da una jeep col marchio della Wind - scalano, dotati di caschi e imbracature da montagna, una tomba romana a tumulo, il tutto mentre intorno è un via vai continuo di auto e di uomini che vendono o offrono il loro corpo ad altri maschi. E, qualche centinaio di metri più in la, operai di una ditta edile che fanno la fresatura della strada in vista della gettata di asfalto: ma sullo stesso tratto viario dove gli archeologi si apprestano a lavorare per riportare alla luce le pietre di basalto della Regina viarum. Sembra un film di Bunuel ma è tutto vero. Benvenuti nello stato di abbandono dell´Appia Antica.

Casca dalle nuvole Rita Paris quando l´avvertiamo dei freeclimber impegnati a scalare una delle circa cento tombe monumentali che la Soprintendenza archeologica di Roma ha catalogato e, fondi permettendo, s´appresta a restaurare. «È talmente assurdo che non ci credo» risponde l´archeologa al telefono. Poi, mandato qualcuno a controllare, richiama: «Nessuno ci ha chiesto nulla, anche perché non avremmo mai dato l´autorizzazione a un intervento deleterio per l´integrità del monumento. D´altro canto, siamo talmente pochi che qualcosa ci sfugge».

Ci sarebbero le guardie del Parco regionale dell´Appia, 40 uomini circa a controllare abusi edilizi e tutela del verde: troppo pochi anche loro, vista l´importanza e la vastità del sito. «Così non si può andare avanti» sbotta l´archeologo responsabile dell´Appia. «Lunedì siamo andati a fare un sopralluogo con l´architetto Massimo De Vico - rivela Rita Paris - perché dal primo settembre dobbiamo far partire il restauro dei 650 metri che vanno dall´incrocio di via degli Armentieri verso Sud. Ebbene, abbiamo trovato un cantiere della "Società strade sicure" che, per conto del dodicesimo dipartimento del Comune, ha fatto la fresatura del vecchio asfalto ed è pronta a realizzarne uno nuovo. Anche qui, nessuno ci ha chiesto il permesso».

La Soprintendenza - che ha un budget annuale di un milione per la manutenzione ordinaria di monumenti quali villa dei Quintili e Cecilia Metella - risparmia circa 300mila euro l´anno per interventi speciali. Come il tratto dell´Appia, "asfaltato". «La filosofia è quella dei chilometri già restaurati coi fondi del Giubileo: riportare alla luce il basalto e, dove manca, fare un manto di sampietrini, intervento corretto filologicamente poiché si tratta dello stesso materiale». E i blocchi di peperino e i rocchi di colonna a terra del cosiddetto tempio Ercole? Luogo sacro o stazione di posta andranno a trovare Antonella Rotondi e Giorgio Gatta? «Lo capiremo con lo scavo, dal quale ci aspettiamo notevoli risultati. Dai resti - rivela la Paris - si capisce che è un altro edificio importante della Regina viarum».

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