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Maria Rosaria Spadaccino
Appia antica, il parco negato
10 Febbraio 2010
Pagine di cronaca
La lotta contro l’abusivismo sulla regina viarum vanificata dall’inerzia dolosa dell’amministrazione comunale. Su Corriere della Sera, ed. Roma, 10 febbraio 2010 (m.p.g.)

Le ruspe sono accese, ma non possono partire per realizzare il parco archeologico déll'Appia Antica. Oltre cento domande di condono inviate all'ufficio condono edilizio (che non risponde) bloccano di fatto demolizioni di costruzioni illegali. Ma per capire quanto l'inerzia dell'amministrazione possa danneggiare aree di grande pregio basta fare un giro di qualche ora con il guardiaparco, Entriamo nella tenuta agricola della Farnesiana, qui l'agro romano è una cornice naturale all'area archeologica, un luogo meraviglioso: campagna, greggi di pecore scortati dai pastori maremmani, un ruscello, il rudere dell'antica torretta, quartiere di una legione romana Nel cuore della tenuta c'è una villa con ingresso da via Ardeatina 285, uno dei casi più eclatanti di abusivismo edilizio. «Su una parte di questa costruzione, della società Posta del borgo, abbiamo un ordine d'abbattimento - racconta Andrea Catarci, presidente del Municipio - ma la richiesta di condono del 2004 per la ristrutturazione di un edificio che non doveva esistere blocca di fatto ogni intervento».

A pochi metri dall'acquedotto dei Quintili la scena è la stessa:, un luogo meraviglioso deturpato da un capannone illegale, che funge da ristorante-sala ricevimenti. Poco oltre ci sono alcuni prefabbricati usati come deposito di materiali ed alloggi per i lavoranti. Tutto è assolutamente illegale, ma intoccabile, perché ogni intervento è bloccato da una richiesta di condono. E quindi la sinergia, nata dall'accordo firmato lo scorso ottobre tra Regione, Municipio e Soprintendenza, per velocizzare gli abbattimenti viene vanificata dall'inerzia dell'ufficio condoni. «Ormai demolizioni di costruzioni illegali» perché costruite in aree edificabili come il parco dell'Appia Antica - dice Massimo Miglio, responsabile dell'ufficio regionale anti-abusivismo edilizio - non vengono realizzate per il silenzio dell'ufficio condono edilizio. Ovvero restano sospese domande di condono di fatto irricevibili, con l'unico vantaggio di chi ha commesso l'abuso».

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