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Laura Serloni
Appia antica, discarica eternit
26 Novembre 2007
Pagine di cronaca
Continua il degrado della Regina Viarum, area protetta e tutelata. Sulla carta. Da la Repubblica, ed. Roma, 26 novembre 2007 (m.p.g.)

Lastre di eternit abbandonate nel cuore del parco dell’Appia Antica. Rovinate, scheggiate e usurate. Questo materiale altamente dannoso per la salute e inquinante per l’ambiente è stato scaricato in diversi angoli dell’area protetta. Ma non solo. Tubature, sacchetti d’immondizia e batterie delle auto. Tutto è gettato nel parco come in una discarica. Alcuni rifiuti stanno lì da settimane, altri da anni.

Cinquanta e più blocchi d’amianto sono ammassati uno sopra all’altro in mezzo al verde all’altezza di via Lucio Volumnio. Proprio lungo il viottolo dove bambini e adulti passeggiano a piedi o con la bicicletta. Materiale tossico che deve essere chiuso in imballaggi non deteriorabili e incapsulato con estrema attenzione per non far liberare nessuna fibra di amianto, cancerogena per la salute, è invece buttato sul ciglio della strada. Sparse a terra ci sono centinaia di lattine e bottiglie di birra, cartacce, tubi di cemento e sacchetti stracolmi d´immondizia. Tra gli pneumatici delle auto, lasciati nel parco da anni, sono cresciuti anche degli arbusti. Montagne di calcinacci sono stati gettati sull’erba.

«Arrivano dentro quest’area protetta con dei camioncini, poi buttano tutto a terra e se ne vanno. Io che abito qui da anni non ho mai visto nessun controllo, nessuno che venisse a fare manutenzione o pulizia nel parco. E noi, come le migliaia di persone che vengono a passeggiare nell’Appia Antica, ci ritroviamo in un discarica, non in mezzo alla natura», si arrabbia Francesco Papa, che da anni risiede in una casa nel parco dell’Appia Antica. A due passi da un tumulo funerario ci sono delle vere e proprie aree ricoperte di rifiuti. Mobili, travi di legno, sacchetti di calcinacci, vestiti, scarpe e fusti di detersivi. Una zona verde è recintata, il cartello spiega che è sottoposta a sequestro per una bonifica. Oltrepassata la transenna si apre allo sguardo un’immensa discarica a cielo aperto.

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