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Anna Falcone e Tomaso Montanari
Appello del Brancaccio
8 Luglio 2017
Sinistra
L'appello della "Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza", non solo per le prossime elezioni. «La scandalosa realtà di questo mondo è un’economia che uccide: E’ pensabile trasporre questa verità in un programma politico coraggioso e innovativo? Noi pensiamo che non ci sia altra scelta»


APPELLO DEL BRANCACCIO
18 giugno 2017
di Anna Falcone e Tomaso Montanari

La scandalosa realtàdi questo mondo è un’economia che uccide: E’ pensabile trasporre questa veritàin un programma politico coraggioso e innovativo? Noi pensiamo che non ci siaaltra scelta.
Siamo di fronte ad una decisione urgente. Che non è deciderequale combinazione di sigle potrà sostenere il prossimo governo fotocopia, macome far sì che nel prossimo Parlamento sia rappresentata la parte più fragiledi questo Paese e quanti, giovani e meno giovani, in seguito alla crisi, sonoscivolati nella fascia del bisogno, della precarietà, della mancanza di futuroe di prospettive.
La parte di tutti coloro che da anni non votano perché noncredono che la politica possa avere risposte per la loro vita quotidiana:coloro che non sono garantiti perché senza lavoro, o con lavoro precario;coloro che non arrivano alla fine del mese, per stipendi insufficienti opensioni da fame.
La grande questione del nostro tempo è questa: ladiseguaglianza. L’infelicità collettiva generata dal fatto che pochi lucrano surisorse e beni comuni in modo da rendere infelici tutti gli altri.
La scandalosa realtà di questo mondo è un’economia che uccide:queste parole radicali – queste parole di verità – non sono parole pronunciateda un leader politico della sinistra, ma da Papa Francesco. La domanda è: «E’pensabile trasporre questa verità in un programma politico coraggioso einnovativo»? Noi pensiamo che non ci sia altra scelta. E pensiamo che il primopasso di una vera lotta alla diseguaglianza sia portare al voto tutti coloroche vogliono rovesciare questa condizione e riconquistare diritti e dignità.
Per far questo è necessario aprire uno spazio politiconuovo, in cui il voto delle persone torni a contare.
Soprattutto ora che sta per essere approvata l’ennesimalegge elettorale che riporterà in Parlamento una pletora di “nominati”.Soprattutto in un quadro politico in cui i tre poli attuali: la Destra e ilPartito Democratico – purtroppo indistinguibili nelle politiche enell’ispirazione neoliberista – e il Movimento 5 Stelle o demoliscono o almenonon mostrano alcun interesse per l’uguaglianza e la giustizia sociale.
Ci vuole, dunque, una Sinistra unita, in un progettocondiviso e in una sola lista. Una grande lista di cittadinanza e di sinistra,aperta a tutti: partiti, movimenti, associazioni, comitati, società civile. Unprogetto capace di dare una risposta al popolo che il 4 dicembre scorso èandato in massa a votare “No” al referendum costituzionale, perché in quellaCostituzione si riconosce e da lì vorrebbe ripartire per attuarla e nonlimitarsi più a difenderla.
Per troppi anni ci siamo sentiti dire che la partita sivinceva al centro, che era indispensabile una vocazione maggioritaria e che ilpunto era andare al governo. Da anni contempliamo i risultati: una classepolitica che si diceva di sinistra è andata al governo per realizzare politichedi destra. Ne portiamo sulla pelle le conseguenze, e non vogliamo che torni alpotere per completare il lavoro.
Serve dunque una rottura e, con essa, un nuovo inizio: unprogetto politico che aspiri a dare rappresentanza agli italiani e soluzioniinnovative alla crisi in atto, un percorso unitario aperto a tutti e noncontrollato da nessuno, che non tradisca lo spirito del 4 dicembre, ma ne sia,anzi, la continuazione.
Un progetto che parta dai programmi, non dalle leadership emetta al centro il diritto al lavoro, il diritto a una remunerazione equa o aun reddito di dignità, il diritto alla salute, alla casa, all’istruzione.
Un progetto che costruisca il futuro sull’economia dellaconoscenza e su un modello di economia sostenibile, non sul profitto, nonsull’egemonia dei mercati sui diritti e sulla vita delle persone.
Un progetto che dia priorità all’ambiente, al patrimonioculturale, a scuola, università e ricerca: non alla finanza; che affronti iproblemi di bilancio contrastando evasione ed elusione fiscale, e promuovendoequità e progressività fiscale: non austerità e politiche recessive.
Un simile progetto, e una lista unitaria, non sicostruiscono dall’alto, ma dal basso. Con un processo di partecipazione aperto,che parta dalle liste civiche già presenti su tutto il territorio nazionale, eche si apra ai cittadini, per decidere insieme, con metodo democratico,programmi e candidati.
Crediamo, del resto, che il cuore di questo programma siagià scritto nei principi fondamentali della Costituzione, e specialmente nelpiù importante: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, e sono egualidavanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, direligione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compitodella Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che,limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono ilpieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti ilavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese» (art.3).
È su questa piattaforma politica, civica e di sinistra, chevogliamo costruire una nuova rappresentanza. È con questo programma chevogliamo chiamare le italiane e gli italiani a votare.
Vogliamo che sia chiaro fin da ora: noi non ci stiamocandidando a guidarla. Anzi, non ci stiamo candidando a nulla: anche perché lecandidature devono essere scelte dagli elettori. Ma in un momento in cui glischemi della politica italiana sembrano sul punto di ripetersi immutabili, eimmutabilmente incapaci di generare giustizia ed eguaglianza, sentiamo – atitolo personale, e senza coinvolgere nessuna delle associazioni o dei comitatidi cui facciamo parte – la responsabilità di fare questa proposta. L’unicaadeguata a questo momento cruciale.
Perché una sinistra di popolo non può che rinascere dalpopolo.
Invitiamo a riunirsi a Roma il prossimo 18 giugno tutticoloro che si riconoscono in questi valori, e vogliono avviare insieme questoprocesso.

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