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Natalia Lombardo
Annunziata denuncia: Berlusconi decide le nomine
18 Marzo 2004
I tempi del cavalier B.
Un articolo di Natalia Lombardo su l’Unità del 3 febbraio 2004.

«So per certo che Berlusconi alza il telefono e chiama i consiglieri d'amministrazione per suggerire nomine ed influenzare le scelte sui programmi». Una denuncia esplicita che ha un effetto bomba, quella fatta dalla presidente Rai, Lucia Annunziata, in un incontro con la stampa estera. Subito si è scatenata l’ira del centrodestra (soprattutto di FI) e una raffica di smentite dai quattro consiglieri: «Si è incrinato il rapporto di fiducia nel Cda», afferma Marcello Veneziani. Se poi questo possa tradursi in una sfiducia alla presidente, nel Cda di oggi pomeriggio, è da vedere. Ma da destra le pressioni sono forti e dirette.

«Queste sono le spiegazioni che mi vengono date in via non ufficiale per giustificare alcune delle decisioni che vengono prese», ha risposto Lucia Annunziata ai giornalisti stranieri. La «goccia che ha fatto traboccare il vaso» è stata la «bocciatura» da parte della maggioranza del Cda Rai del nome di Ferruccio De Bortoli per la striscia informativa di sei minuti dopo il Tg1 delle 20, lo spazio che era occupato da «Il Fatto» di Enzo Biagi prima del diktat berlusconiano. E per una che si definisce una «moderata intransigente», il veto su una persona moderata come l’ex direttore del «Corriere della Sera» è stato la «goccia» esplosiva, spiegano da Viale Mazzini.

Uno per uno i consiglieri hanno smentito. Dall’ospedale parla per primo Giorgio Rumi, cattolico: «Io non ho mai ricevuto nessuna telefonata. Berlusconi non lo conosco nemmeno personalmente», ma «non ho capito perché De Bortoli non vada bene», aggiunge. Segue Francesco Alberoni, «sbalordito». «Mai ricevuto telefonate da Berlusconi per le nomine»; accusa la presidente di fare «comizi e comunicati durante il Cda», poi minimizza sulla scelta dei nomi: uno scambio di vedute con «diverse proposte, rinviamo ogni decisione, non c'è fretta», aveva detto (eppure la striscia sarebbe dovuta partire a febbraio aveva detto il Dg Cattaneo la settimana scorsa, ora è stata rinviata a marzo, dopo Sanremo). Dopo un po’ parla Marcello Veneziani, vicino ad An: «O chiarisce il suo pensiero e rivede la dichiarazione incauta rilasciata, oppure si incrinerà il rapporto fiduciario all'interno del Cda». Mai «preso ordini da nessuno», mai «ricevuto telefonate», Veneziani gira la questione: Annunziata «organica alla sinistra», attaccata da «Santoro e Sabina Guzzanti». Ultimo replica con toni duri Angelo Maria Petroni, il consigliere più organico a FI e che si sarebbe opposto per primo a De Bortoli: «La dottoressa Annunziata ha un transfert psicoanalitico. Probabilmente pensava a consiglieri Rai del passato, a Presidenti del consiglio del passato e a giornalisti Rai del passato» («ai miei tempi le nomine le facevamo noi», replica l’ex presidente Rai, Zaccaria, che cita tre direttori di Tg: Borrelli, Lerner e Longhi).

Subito la destra parte all’attacco chiedendo le dimissioni. Dalla prima fila delle truppe di Forza Italia parte Cicchitto: «Annunziata dà il suo contributo alla campagna elettorale dell’Ulivo, mettendo nel mirino il presidente del Consiglio»; Isabella Bertolini imita il Capo: «A RaiTre i vari soviet di redazione godono di ottima salute». Ricciotti è lapidario: «La signora Annunziata ha dichiarato il falso, farebbe bene ad andarsene». Accuse anche da An, con Bonatesta e Butti. Voce solitaria, il direttore del Tg2, Mauro Mazza (vicino ad An) trova «scandaloso scandalizzarsi. Anche nel caso della mia nomina la politica ha detto qualche parola».

Il centrosinistra è allarmato: «Il Re è nudo», afferma Rizzo, Pdci; Morri dei Ds: «È inutile strepitare, è la verità e la difesa dell'autonomia della Rai dovrebbe essere svolta non solo dal Presidente ma da tutto il CdA e dal Direttore Generale. O pensavate che la Presidente dovesse tagliare soltanto i nastrini?». Il diessino Falomi chiede che «l'Authority per le Comunicazioni avvii un’indagine sul controllo politico dell'informazione in Rai» e che ci sia «un’iniziativa del presidente della Commissione di Vigilanza». Lusetti, Margherita: «Inquietante, non bastano semplici dichiarazioni di smentita per fugare tutti i dubbi».

Già la settimana scorsa, quando fu «bocciato» De Bortoli, Lucia Annunziata aveva denunciato «pressioni esterne» sul nome «sgradito al governo». Qualcosa «era successo», perché l’accordo con il direttore generale, Flavio Cattaneo, era saltato nel Cda. Ma ieri la denuncia ha avuto un cognome (che vale anche per le pressioni di famiglia sulla sfida Bonolis-Ricci). Altro che «figurante», come l’ha definita Santoro, è stata nominata per «vigilare sul conflitto di interessi», spiegano, ma i consiglieri hanno sempre bocciato quattro a uno ogni sua proposta pluralista», per avere il controllo totale sull’informazione, tanto più in campagna elettorale. Annunziata aspetta ancora una risposta chiara sul veto a De Bortoli. Accada quel che accada nel Cda di oggi, la sfida è aperta.

Sulla scelta dei conduttori per la striscia c’è tempo, comunque resta in campo Vespa, alternato o affiancato da nuovi nomi: Enzo Bettizza, editorialista de «La Stampa», Maria Latella e Barbara Palombelli del «Corriere». Rinviata a mercoledì l’audizione in Vigilanza del direttore del Tg1, Mimun: convocata alle 14 di oggi, alla stessa ora è stata fissata la seduta in aula a Montecitorio per la Legge Gasparri.

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«So per certo che Berlusconi alza il telefono e chiama i consiglieri d'amministrazione per suggerire nomine ed influenzare le scelte sui programmi». Lucia Annunziata, presidente del Cda Rai, ha pronunciato questa frase intervenendo oggi a Roma davanti a una platea di corrispondenti di giornali esteri. La Annunziata precisa che queste almeno sono le spiegazioni che le sono state date in via non ufficiale per giustificare alcune decisioni prese in Rai su cui evidentemente la presidente non è stata d'accordo. Il riferimento è in particolare la recente bocciatura da parte della maggioranza del Cda della candidatura di Ferruccio De Bortoli alla conduzione della striscia informativa su Raiuno al posto de «Il Fatto» di Enzo Biagi. Questa bocciatura sarebbe stata decisa perchè l'ex direttore del Corriere della Sera «non è gradito al governo».

I consiglieri Giorgio Rumi e Francesco Alberoni cadono dalle nuvole e rispondono in coro che a loro il premier non ha mai telefonato. Nè conoscono vicende simili anche solo per sentito dire.

Mentre Giorgio Lainati, capogruppo di Forza Italia in commissione di vigilanza Rai, rincara la dose esprimendo sconcerto per le «gravi» dichiarazioni della presidente, considerandole per altro alla stregua di «pettegolezzo». «L'ennesima, gravissima scorrettezza» della Annunziata, soggiunge Antonio Leone, vicepresidente del Gruppo di Forza Italia alla Camera.

E un altro consigliere, l'intellettuale di destra Marcello Veneziani avverte che o la Annunziata smentisce o «il rapporto con il Cda deve considerarsi incrinato». «Capisco - continua - che l'Annunziata viva un difficile momento all'interno della sinistra

dopo le accuse rivoltele da Michele Santoro, in parte da Sabina Guzzanti e dal popolo dei girotondini. Ma che debba tentare di legittimarsi agli occhi della sinistra sparando sul consiglio che presiede è inaccettabile».

Infine il consigliere Angelo Maria Petroni descrive l'uscita della presidente alla stregua di un gesto di "matteria". Per Petroni la Annunziata si doveva riferire al passato e lui crede che dunque «abbia operato un transfert psicoanalitico».

Per il vice coordinatore di Forza italia Fabrizio Cicchitto, la denuncia della Annunziata va invece letta come un riflesso della campagna elettorale già iniziata.

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