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Messinetti
Alfano e il Pd resuscitano il Ponte
30 Settembre 2015
Il Ponte sullo Stretto
«Governo nel caos.

«Governo nel caos. Democrack alla Camera, la maggioranza approva mozione dell’Ncd che chiede di valutare il progetto per la ferrovia. E il ministro Delrio si infastidisce: Altre le priorità». Ma la questione è tutt'altro che chiusa. I padrini delle Grandi opere inutili non disarmano mai, finché la politica è questa. Il manifesto, 30 settembre 2015

«Non vedo ragioni per cui non si debba più par­lare del Ponte sullo Stretto – aveva detto Ange­lino Alfano, qual­che giorno fa– e noi in Par­la­mento pre­sen­te­remo una pro­po­sta di legge per rea­liz­zarlo. So che la sini­stra si opporrà. Ma acca­drà come con la riforma dell’articolo 18: dice­vano che ave­vamo lan­ciato un dibat­tito fer­ra­go­stano, e tutti sanno com’è andata a finire». Detto, fatto e i foschi pre­sagi del mini­stro sem­brano, d’un tratto, avve­rarsi. Ina­spet­ta­ta­mente il governo ritira fuori dal cilin­dro un pro­getto, cesti­nato da tempo, come quello sul ponte di Messina.

È stata una gior­nata con­vulsa in aula ieri a Montecitorio.

«Il Ponte sullo Stretto di Mes­sina deve essere con­si­de­rato un capi­tolo chiuso per l’attuale governo. Piut­to­sto si pro­ceda ad avviare ogni ini­zia­tiva volta all’ammodernamento e al poten­zia­mento del sistema dei tra­sporti cala­brese alli­nean­dolo con quello degli altri ter­ri­tori euro­pei». Que­ste le sol­le­ci­ta­zioni con­te­nute in una mozione pre­sen­tata alla Camera da Sel (primo fir­ma­ta­rio Franco Bordo) che doveva essere messa ai voti.

Sen­non­ché il rap­pre­sen­tante del governo, Umberto Del Basso De Caro, sot­to­se­gre­ta­rio alle Infra­strut­ture, invece di espri­mere parere favo­re­vole sugli impe­gni della mozione pre­sen­tata da Sel, e con­fer­mare che la rea­liz­za­zione del Ponte rap­pre­senta real­mente una pagina chiusa per il governo Renzi, cosa fa? Chiede ini­zial­mente a tutti i gruppi par­la­men­tari di espun­gere dalle loro mozioni gli impe­gni rela­tivi alla rea­liz­za­zione del Ponte, «trat­tan­dosi di argo­mento tal­mente com­plesso su cui rispon­dere che si deve neces­sa­ria­mente rin­viare ad altra data per capire qual­cosa. Biso­gna svol­gere i neces­sari appro­fon­di­menti». E poi sug­ge­ri­sce la rifor­mu­la­zione di un’analoga (ma di segno con­tra­rio) mozione di Ncd (prima fir­ma­ta­ria Dorina Bianchi).

Nel nuovo testo sug­ge­rito da Del Basso De Caro, il Governo si impe­gna a «valu­tare l’opportunità di una ricon­si­de­ra­zione del pro­getto del Ponte sullo Stretto come infra­strut­tura fer­ro­via­ria pre­via valu­ta­zione e ana­lisi rigo­rosa del rap­porto costi-benefici, come pos­si­bile ele­mento di una stra­te­gia di riam­ma­glia­tura del sistema infra­strut­tu­rale del mezzogiorno».

Con que­sta mozione dei cen­tri­sti (che passa con 289 voti favo­re­voli e 98 con­trari, 21 aste­nuti) il governo ria­pre, così, il dos­sier e, da un giorno all’altro, pre­co­nizza file di treni che attra­ver­sano que­sto imma­gi­ni­fico ponte. Con­tro ogni logica e, soprat­tutto, con­tro natura per chiun­que ram­menti i tanti studi tec­nici dove sono sve­late le cause geo­lo­gi­che della natura sismica dell’area.

Il vol­ta­fac­cia del governo sca­tena la netta oppo­si­zione di Sel. «Non ci posso cre­dere: dalle parti di Palazzo Chigi vogliono con­ti­nuare a gin­gil­larsi con il ponte sullo Stretto. Un’opera inu­tile, dan­nosa, deli­rante. Un giorno un favore a Ver­dini e ai suoi seguaci, il giorno suc­ces­sivo un favore ad Alfano e ai suoi. Dav­vero un cam­biar verso…», twitta Nichi Vendola.

Men­tre il capo­gruppo, Arturo Scotto, parla di «un colpo di scena degno di un thril­ler. Invece di impe­gnarsi per finire la A3 e per ammo­der­nare il sistema via­rio cala­brese, il Pd pre­fe­ri­sce asse­con­dare il mini­stro dell’Interno Alfano, e il suo par­tito Ncd, spon­sor di que­sta opera inu­tile per lo svi­luppo del mez­zo­giorno. Siamo alla farsa e alla presa in giro degli ita­liani. Ma Renzi lo sa?».

In effetti, la rete infra­strut­tu­rale in Cala­bria è da terzo mondo. Dopo 49 anni, «il can­tiere più lungo di tutta Europa», come viene defi­nita la Salerno-Reggio, è ancora in fase di rea­liz­za­zione con tratti ancora da can­tie­riz­zare o in fase di ammo­der­na­mento. Per­cor­ren­dola ci si imbatte in ben 32 «lavori tem­po­ra­nei» e da Cosenza in giù la segna­le­tica sull’asfalto è ine­si­stente e le gal­le­rie sono senza illuminazione.

Per non par­lare del tra­sporto fer­ro­via­rio sul tratto jonico, carat­te­riz­zato da un unico bina­rio non elet­tri­fi­cato, con corse ope­rate su base regio­nale. E, poi, strade che crol­lano, ponti che si sbriciolano.

E men­tre il movi­mento No Ponte annun­cia bat­ta­glia e Alfano esulta per il «suc­cesso straor­di­na­rio», inter­viene in serata il mini­stro Del Rio che da Palermo rein­ter­preta le mosse del suo vice: «Il sot­to­se­gre­ta­rio Del Basso De Caro ha sem­pli­ce­mente accolto l’invito fatto al governo di valu­tare, se lo vor­remo, l’opportunità di riguar­dare i costi e bene­fici di quel pro­getto. Dovremo valu­tare ma in que­sto momento il dos­sier non è sul mio tavolo, abbiamo dos­sier più urgenti».

Riferimenti

Numerosi articoli sul Pontone li trsavate nell'archivio del vecchio eddyburg, e precisamente qui

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