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Mariuccia Ciotta
Affogato nel latte
6 Aprile 2006
Articoli del 2005
Come le Matrioske: uno scandalo nello scandalo. Da il manifesto del 25 novembre 2005

Il ministro della salute, amico dei bambini non nati, è stato colto in flagranza da una bambina nata da quattro mesi, vittima di un biberon all'inchiostro che ha provocato il sequestro di milioni di litri di latte Nestlé. Mentre Francesco Storace s'impegnava a bloccare la pillola Ru486 in nome dell'infanzia negata da donne egoiste, in Italia circolavano confezioni colorate al veleno di latte per i piccoli. E all'improvviso il simbolo della morte chimica, la pillola che procura l'aborto, ha assunto l'aspetto accattivante di una scatola tutta svolazzi, oggetto d'attrazione per le mamme che si fidano di una multinazionale dal marchio storico, quello del nido con gli uccellini. Nonostante il boicottagio internazionale che da anni perseguita la Nestlé. È vero, nel ricco occidente l'acqua è limpida, non inquinata come quella africana aggiunta al latte in polvere, ma anche qui il prodotto è «addizionato» a una sostanza tossica. Si chiama Itx e stinge le meravigliose scatole destinate ai bimbi che sono tutti uguali in ogni latitudine, si ammalano e muoiono allo stesso modo.

Ora, alla rivelazione dell'amministratore delegato della Nestlé, Peter Brabeck, su un accordo con il ministero della salute italiano per smaltire fino a esaurimento le scorte dei lotti a rischio, Storace risponde con le minacce, «non sanno con chi hanno a che fare», e annuncia querele. In tribunale si troverà di fronte un colosso dell'alimentazione, ansiosa di rifarsi il look, che non ha tempo da perdere con un ministro furbetto. Furioso, Storace si appella alle procedure burocratiche - «abbiamo mandato un segnale d'allerta comunitaria all'Unione europea» - e poi spetterebbe alle Regioni e alle aziende produttrici, sostiene, il ritiro dei prodotti sospetti.

Ma come, il ministro della salute viene a conoscenza che i bambini del suo paese ingeriscono ogni giorno una sostanza classificata «ad alto rischio» dall'Agenzia ambientale degli Stati Uniti e non sospende, in via cautelare, il consumo del latte sporco? Si chiama «principio di precauzione», soprattutto quando i consumatori non hanno parola. Accordo o no, il ministro sapeva da settembre scorso del pericolo e invece di mandare i Nas a sequestrare i lotti «inoltra la pratica» e guarda i bambini succhiare l'Itx? Quanto allarmismo, in fondo le prime analisi tossicologiche dicono che la sostanza «non provoca alterazioni genetiche». Evviva. Quali danni procuri ancora non si sa, ci vorrà del tempo. Si sa però che provoca infiammazioni cutanee e cose del genere, ma il ministro è soddisfatto, «Non mi dimetterò» dice. Gli inquirenti, però, giudicano «rilevantissime» le notizie sull'accordo Nestlé-Storace e ipotizzano, comunque, il reato di violazione della legge 283 sulla genuità degli alimenti.

Il caso è aperto per la magistratura ma chiuso davanti al tribunale della decenza nei riguardi di un ministro fiancheggiatore del movimento per la vita. Una vita da affidare alle cure della più cinica logica del profitto. Che Storace aspetti l'esito dell'inchiesta a casa sua, davanti a un bicchiere di latte macchiato.

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