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Francesco Di Chiara
Aeroporto, il piano dei problemi
10 Ottobre 2006
Padania
Resoconto (desolantemente localistico, e non per colpa del giornalista) della prima assemblea VAS sul progetto di HUB megalopolitano a Montichiari. Bresciaoggi, 8 ottobre 2006 (f.b.) Con postilla

I problemi del presente, le soluzioni del futuro. Per la prima volta istituzioni e cittadini si sono confrontate sull’articolato «nodo» aeroporto. L’occasione è stata offerta dall’assemblea pubblica promossa dalla Provincia per discutere dell’iter della Vas, acronimo di «Valutazione ambientale strategica» dell’area che circonda lo scalo di Montichiari. Al «Tartaglia» di Brescia rappresentanti delle associazioni di cittadini e i sindaci dei paesi coinvolti direttamente o indirettamente dal «D’Annunzio» hanno ascoltato le relazioni dei tre assessori provinciali responsabili del progetto: Mauro Parolini si è occupato di Viabilità, Valerio Prignachi di trasporto e Aristide Peli che ha curato il riassetto territoriale.

La Vas coinvolge a vario titolo Montichiari, Ghedi, Castenedolo e Montirone ed ha una dimensione di 49 chilometri quadrati. Programmare uno sviluppo armonico della zona oltre che a tutelare la vivibilità delle aree urbane rappresenta la condizione essenziale per accedere ai fondi dell’Unione Europea. L’efficacia del Via è direttamente proporzionale alla precisione con cui vengono fissati gli obiettivi strategici in materia ambientale. urbanistica, economici e sociali. «Questi indici devono essere compilati con la vostra collaborazione - ha spiegato Peli rivolgendosi alle associazioni ambientaliste ed agli amministratori comunali presenti -: senza il rispetto dei parametri della Vas non si va da nessuna parte». Alcune associazioni presenti hanno fatto sentire la loro voce e gli argomenti sollevati sono piuttosto allarmanti.

L’area sottoposta al Vas riguarda l’aeroporto ma influisce inevitabilmente sullo sviluppo della Fascia d’oro snodo di sviluppo economico provinciale. «Le attuali rotte minano la vivibilità di troppi cittadini - ha ribadito Sergio Perini presidente di Cambiarotta, associazione di Carpenedolo -: e la situazione è destinata a peggiorare da gennaio quando inizieranno i voli notturni per le Poste Italiane. Nessuno ci ha mai contattati e noi siamo contrari ad uno sviluppo insostenibile. Ne abbiamo avuto la prova nel ’99 quando ci passavano sulla testa centinaia di voli al giorno. Non vogliamo più rivivere quella situazione».

Preoccupata anche Legambiente che per bocca di Pietro Garbarino ha proposto di «rinunciare all’Alta capacità. Abbiamo già la linea per Parma che possiamo sviluppare». Il pericolo di contaminazione delle falde è stato invece paventato dagli ambientalisti di Montirone che hanno rimarcato: «Siamo il Comune più massacrato da questo piano incredibile di sviluppo. Non solo ci tolgono terreni, ci inquinano l’aria, ci tolgono il respiro, ci impediscono di costruire e ci assediano con i rumori. Rischiamo anche la distruzione delle nostre falde acquifere che si trovano a bassa profondità, se non erro a 25-30 metri ed anche meno. Che futuro daremo ai nostri figli?».

Sul tavolo sono finiti anche i problemi legati a cave e discariche. Oltretutto nell’area interessata dalla Vas non esiste ancora nessuna centralina per il rilevamento dei dati d’inquinamento.

Sul piede di guerra anche gli agricoltori che per bocca di Alberto Giovanardi della Coldiretti hanno chiesto a gran voce un «immediato programma di rimborso per le potenzialità agricole e di allevamento che ogni giorno vanno perse in un’area tra le più sviluppate, per stalle e raccolto, dell’intera provincia. Non deve accadere la fuga dalle campagne».

Il tempo intanto incalza. I sindaci dell’area si ritroveranno con la Provincia il 16 ottobre, ed entro fine novembre i primi dati della Vas dovranno essere pronti per l’Unione Europea.

Postilla

Apparentemente tutto sembrerebbe filare relativamente liscio e “istituzionale”, pur con le gravi preoccupazioni espresse da molti, in questa prima esperienza di Valutazione Ambientale Strategica. Salvo che strategica non lo è affatto, visto che tanto per cominciare il Piano d’Area è del tutto sottodimensionato rispetto ai problemi effettivamente sollevati da questo HUB. Un complesso aeroportuale che, sotto sotto, da un lato si affianca con poderose dimensioni a Malpensa (e sappiamo quanti e quali effetti ha avuto in pochi lustri lo sviluppo dell’Hub varesino), dall’altro calamita una serie di interessi e spinte molto più ampia: a partire dal sistema dell’alta capacità ferroviaria, che qui il rappresentante di Legambiente sembra mettere in discussione. Ma non per colpa sua il giornalista, e conseguentemente il dibattito e la percezione, continua a volare bassissimo. Perché la stampa nazionale tace? Perché, come osservava Maria Pia Guermandi, sappiamo tutto delle casalinghe della Valsusa contro il tunnel ferroviario, ma questa assemblea bresciana sembra parlare di un progetto di nuovi giardini pubblici, anziché di un enorme magnete di traffico e aspettative? Che la giunta regionale lombarda (e la cultura che la sostiene, non solo a destra) dopo aver avocato a sé i piani d’area, voglia anche farlo per il dibattito relativo? (f.b.)

vedi anche HUB? BURP!(con PDF illustrato scaricabile)

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