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Ugo Mattei
ACQUA PUBBLICA. Due ministri e un referendum che non s'ha da fare
23 Luglio 2010
Articoli del 2010
Qualcosa è cambiato, ma i servi dei saccheggiatori non se ne sono accorti. Il manifesto, 23 luglio 2010

Due ministri della repubblica, Tremonti e Ronchi, in una conferenza stampa a palazzo Chigi, hanno tentato di confondere le acque. Tremonti: «L'acqua appartiene al popolo», ma «su materie che riguardano i trattati non ci può essere referendum abrogativo».

Se avessimo una classe di governo seria non saremmo costretti ad assistere alle insopportabili manifestazioni di arroganza e di superficialità ormai usuali dopo le conferenze stampa. Se avessimo una classe di governo seria, potremmo godere quanto meno del rispetto per una percentuale significativa del corpo elettorale che dice concretamente basta all' ideologia mercatista e che chiede una riflessione vera sul punto in cui ci hanno portato le privatizzazioni. Se avessimo una classe di governo seria non avremmo un ministro saltimbanco che prima inventa la finanza creativa e cerca di vendere pure il Colosseo, poi si pente e attacca mercatismo e banche, e adesso, richiamato all' ordine dai poteri forti che serve da sempre, si schiera con il collega Ronchi facendo propria l'incredibile menzogna per cui l'Europa imporrebbe di privatizzare il servizio idrico.

Se avessimo una classe di governo seria, i ministri di destra eviterebbero di prendere il giro il popolo sovrano, e si sciacquerebbero la bocca (con fresca acqua pubblica) ogni volta che lo nominano al solo scopo di saccheggiarlo.

Se avessimo un classe di governo seria si arresterebbe ogni privatizzazione almeno fino alla pronuncia della Corte Costituzionale sul Referendum (che ha raccolto oltre 1,4 milioni di firme) e si aprirebbe una discussione approfondita studiando i contributi di tanti che, senza interesse personale, denunciano quindici anni di privatizzazioni truffaldine.

Se avessimo una classe di governo seria si abbinerebbe il voto referendario a quello amministrativo di primavera, risparmiando milioni ai contribuenti e garantendo un dibattito politico vero, finalmente sul merito delle questioni.

Nei prossimi mesi si accelereranno le gare sui servizi pubblici (non volute dall'Europa ma dalla nostra classe di governo, di destra e di sinistra , come a Torino per Gtt) per privatizzare il più possibile battendo sul tempo il referendum. Si farà di tutto per non far votare il popolo sovrano e se si voterà sarà a fine giugno sperando che tutti siano al mare (sulle spiagge a pagamento del federalismo demaniale!).

Tremonti nervosetto esterna. Sa che l'acqua sciacquerà le sue ambizioni di premierato al guinzaglio dei poteri forti e dei razzisti del nord. Ha letto troppi libri per non sapere che quando muta l'egemonia culturale tramontano i sogni di potere fondati su quella vecchia. E l'egemonia è ora davvero mutata.

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