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Luigi Ferrarella
«A rischio le condanne fino a sei anni»
22 Gennaio 2005
I tempi del cavalier B.
L'Ufficio studi della Cassazione ha valutato gli effetti della legge “salva-Previti”: Una massa sterminata di reati gravissimi (dalla corruzione all'attentato) resterebbero impuniti. La parola spetta ora al Senato e a Ciampi. La nota da il Corriere della Sera del 22 gennaio 2005

MILANO — Poco da fare per i processi di corruzione, compromessi quelli per truffa allo Stato ma anche per attentato alla sicurezza dei trasporti, nel cestino persino i processi per attentato con finalità terroristiche o di eversione: con la salva-Previti, cioè con l a nuova legge in cantiere sulla prescrizione, per “migliaia di processi già fissati in Cassazione” finirà così. Parola del Massimario della Cassazione, l'Ufficio Studi della Suprema Corte, che lo scrive in alcune delle 158 pagine di una sorta di Bibbia degli operatori del diritto: la “Rassegna della giurisprudenza delle Sezioni Unite penali della Corte di Cassazione nel triennio 2002- 2004” . Un viaggio anche fra “mutamenti delle basi normative, radicali disarmonie del sistema e preoccupanti vuoti di disciplina” . Tale da spingere l'Ufficio Studi a non escludere che ormai, alla domanda “cosa sia veramente il processo oggi, la triste risposta possa essere: soltanto un gioco” . Una “metafora” , ma non nel nobile “senso degli illustri processualisti, cioè di un insieme di azioni e reazioni, di strategie finalizzate al risultato migliore; ma nel senso, allarmante, di una istituzione fine a se stessa, ove si impongono interessi strutturali a che i giochi si moltiplichino e durino sempre più a lungo” .

Nel passaggio sulle “plausibili conseguenze” della legge in arrivo, l'Ufficio Studi nota che, se “per le contravvenzioni il trattamento risulta meno favorevole di quello vigente, per cui si applicherà solo ai fatti commessi dopo l'entrata in vigore della legge, per i delitti la nuova disciplina sostanziale è quasi sempre più favorevole all'imputato e, quindi, sarà di immediata applicazione” .

Con quali effetti concreti? I direttori ( Stefano Evangelista e Giovanni Canzio) e i redattori ( Guglielmo Leo e Gioacchino Romeo) del documento rispondono sulla base di tre premesse. La prima è la legge Vitali- ex Cirielli approvata dalla Camera e ora in discussione al Senato. La seconda è “la durata media di un processo di merito, intorno ai 9 anni” . La terza è che “la fissazione di un ricorso per Cassazione richiede in media 13 mesi” . Su queste basi, “può ragionevolmente concludersi che risulta assai serio il rischio della prescrizione per quasi tutti i processi in corso per reati puniti con la pena della reclusione compresa nel massimo tra i 5 e i 6 anni, e per la grande maggioranza dei processi per reati puniti con la pena della reclusione massima di 8 anni” .

Ed è sempre l'Ufficio Studi a incaricarsi di tradurre i numeri ( delle pene) in nomi ( dei reati a rischio prescrizione): “Tra gli altri, la rivelazione di segreti di Stato, l'attentato contro i diritti politici del cittadino, la corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, la resistenza a pubblico ufficiale, il millantato credito, la frode nelle pubbliche forniture, il favoreggiamento reale, l'attentato alla sicurezza dei trasporti, la truffa ai danni dello Stato o di enti pubblici, l'attentato per finalità terroristiche o di eversione, la calunnia, numerose ipotesi di falso, la truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche” .

E “pur dando per scontato da parte della Corte di Cassazione un sollecito sforzo organizzativo al fine di evitare l'esito della prescrizione nel maggior numero possibile dei casi”, non ci sarà nulla da fare per “migliaia di processi” che “sono stati già fissati confidando sugli attuali termini di prescrizione: i margini di manovra sembrano nulli, essendo praticamente impossibile un "rifacimento" radicale dei ruoli, comunque a sua volta foriero di ritardi e disservizi” .

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