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“A Puolo c’era una splendida insenatura”
26 Maggio 2005
Lettere e Interventi
Paola Gargiulo

Sorrento, 25 maggio 2005 - Caro Eddy quasi a confermarmi nel mio disagio a votare a sinistra nelle ultime elezioni regionali campane, sono venuta a conoscenza di un altro episodio sconcertante di "malapianificazione" .

In un comunicato stampa della Regione Campania, che ti allego, leggo che sono stati pubblicati i bandi per gli "aspiranti promotori" alla costruzione e gestione di due nuovi porti uno ad Amalfi e l'altro nella piccola, splendida, insenatura di Marina di Puolo nel Comune di Massa Lubrense.

Quest'ultimo porto (6,5 milioni di euro in ballo) prevede tra gli 80 e i 130 posti barca, ma anche se ne prevedesse la metà, mi sono chiesta in base a quale strumento di pianificazione si stia agendo visto che l'area rientra nel Parco Marino di Punta della Campanella ed è tutelata dal Piano urbanistico e Paesaggistico dell'area sorrentino-amalfitana.

Per comprenderci meglio, e per quanti non conoscono Puolo, si può solo ricordare tra le tante altre considerazioni che non c'è quasi strada per scendere al piccolo borgo marinaro, la cui vocazione non è mai stata legata al diporto ma piuttosto alla balneazione (si trovano qui le poche residue spiaggie di sabbia destinate a questo scopo di tutta la penisola sorrentina!).

La domanda è COME HANNO POTUTO ANCHE SOLO PENSARLA UNA TALE MOSTRUOSITA'.

Vorrei approfondire la questione... se qualcuno ne sa di più mi piacerebbe essere informata.

Cordiali saluti e con affetto

Inserisco subito il comunicato stampa che mi hai mandato.E’ una ulteriore testimonianza di quanto sia vasto l’equivoco dello “sviluppo sostenibile” e quanto sia scarsa la consapevolezza degli effetti che trasformazioni anche di limitata entità producono sul territorio: soprattutto su un territorio delicato e sensibile come quello della Penisola sorrentina.amalfitana. Eppure parliamo di persone pulite e preparate, come Bassolino e Cascetta, che hanno annunciato l’evento magno cum gaudio. Il male è profondo, e lo sforzo che bisogna fare per estirparlo è immenso. Anche perché la potenza di fuoco di quelli che distruggono, volenti o no, è gigantesca, e quella di chi si oppone quasi nulla. Altro che invocare un “ambientalismo sostenibile” come fa Giovanni Valentini!

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