loader
menu
© 2022 Eddyburg
Patrizia Cortellessa
A Lilla da tutta Europa, contro la privatizzazione e per la sicurezza
11 Aprile 2010
Muoversi accedere spostare
Qualcuno in Europa protesta per gli effetti della privatizzazione del monopolio ferroviario. Ma i cittadini continuano a subìre in silenzio, e i partiti a tacere. Il manifesto, 11 aprile 2010

«No alla privatizzazione delle ferrovie da parte dell'Unione europea. Non vogliamo vedere aumentare gli incidenti!» «Sviluppo a lungo termine di un sistema ferroviario integrato di proprietà pubblica, responsabile verso la società e di grande qualità». Parole d'ordine che rimbalzano tra lavoratori, dalla Grecia alla Spagna, dalla Svizzera all'Italia, dall'Inghilterra alla Germania, dal Belgio all'Irlanda e, percorrendo un unico binario, si trasformano in una grande mobilitazione contro la privatizzazione dei trasporti. Martedì, alle ore 11, i ferrovieri provenienti da tutta Europa manifesteranno a Lille, in Francia, davanti all'Agenzia Ferroviaria Europea (A.F.E.) «contro la distruzione sistematica delle reti ferroviarie nazionali, dell'occupazione e degli standard di sicurezza in seguito alle liberalizzazioni del trasporto ferroviario europeo». Verranno a chiedere migliori condizioni di lavoro, garanzia dei diritti, lavoro a tempo interminato e regolamentato. «L'apertura della concorrenza, contenuta nei pacchetti ferroviari della Ue, permette alle autorità nazionali di privilegiare gli interessi della concorrenza prima della sicurezza», denunciano. Sicurezza che non deve invece essere sacrificata in nome del profitto. Promotori dell'iniziativa - aperta a tutti perché, ricordano, temi quali il lavoro, la sicurezza, i diritti non riguardano solo i ferrovieri - i sindacati britannici (Rmt, National Union of Rail Maritime & Transport Workers, il ramo trasporti delle Trade Unions) che lanciano un appello unitario europeo per la sicurezza ferroviaria. «L'Afe è nata per imporre ai lavoratori e agli utenti del trasporto ferroviario una organizzazione e criteri di funzionamento basati unicamente sul profitto per gli azionisti privati; dunque un aumento dello sfruttamento dei Lavoratori, una rimessa in discussione della sicurezza ferroviaria», scrivono i sindacati nel documento che indice l'iniziativa e spiega anche la scelta del luogo della protesta. Durante il vertice bilaterale di Parigi il nostro ministro delle infrastrutture e trasporti, Altero Matteoli, e il segretario di stato ai trasporti francese, Dominique Bussereau, hanno siglato una dichiarazione congiunta che, testualmente, «sancisce la comune volontà politica di ampliare la cooperazione tra i due Paesi, con particolare riguardo alla liberalizzazione del sistema ferroviario».

Chissà se in quella stessa dichiarazione si è affrontato in modo «congiunto» anche il tema della «sicurezza» ferroviaria. Perché la causa delle tragedie che si sono verificati fino ad ora - «non chiamiamoli incidenti», dicono - va ricercata proprio nella politica delle liberalizzazioni e privatizzazioni dell'Unione Europea; come ricordano da sempre, in tutte le lingue, i lavoratori delle ferrovie che chiedono, ancora una volta, di essere ascoltati. A dar manforte ai loro timori, intanto, c'è la sequela di incidenti che si susseguono con cadenza impressionante. L'ultimo è avvenuto a Recco (Genova). Un treno che faceva manutenzione sui binari è andato a sbattere contro una galleria e s'è incendiato. Fuoco e fumo, molta paura e cinque lavoratori impegnati nei lavori alla massicciata per conto di Rete Ferroviaria Italiana finiti in ospedale, il più grave dei quali con 60 giorni di prognosi. Le indagini sono in corso e per ora ci sono solo ipotesi sulla dinamica dell'incidente. Il sostituto procuratore - Luca Scorza Azzarà - ha rubricato il fascicolo, al momento, contro ignoti per «lesioni colpose». Contro i tagli dei treni, per il finanziamento al trasporto ferroviario delle merci, per una migliore qualità del trasporto ferroviario regionale e pendolare, sempre il 13 aprile, a Roma, ci sarà una manifestazione con presidio davanti alla sede di Ferrovie indetta da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Fast Ferrovie, Ugl Af e Orsa Ferrovie.

ARTICOLI CORRELATI

© 2022 Eddyburg