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Anna Donati
8 agosto: tutti a Messina contro il Ponte sullo Stretto!
6 Agosto 2009
Il Ponte sullo Stretto
In vista della manifestazione dell'8 agosto, il punto sulla situazione, dal siito annadonati.it

Il Governo Berlusconi vuole realizzare il Ponte sullo Stretto, nomina commissario straordinario Pietro Ciucci, ma poi frena sulle risorse per finanziarlo. Intanto la rete No Ponte riparte e si prepara a manifestare a Messina l’8 di agosto contro il progetto e per la difesa del territorio.

Si potrebbero riassumere così le ultime novità sul progetto Ponte sullo Stretto.

Inserito “naturalmente” dal Governo nell’Allegato Infrastrutture al DPEF 2010-2012 tra le priorità, in realtà un emendamento al Decreto Legge Anticrisi approvato dal Parlamento a fine luglio tira fortemente il freno sulle risorse finanziarie da assegnare al progetto. L’emendamento precisa che le risorse - pari ad 1,3 miliardi prenotate per l’opera - saranno date annualmente “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica” e deliberate dal CIPE: quindi niente assegnazione immediata ed in blocco delle risorse alla società Stretto di Messina da parte del Cipe come era stato annunciato più volte. E’ stato il Ministro Tremonti a volere questa misura cautelativa che ha scatenato le reazioni dell’MPA di Lombardo, che non ha partecipato al voto anche a causa dello scippo sistematico dei fondi FAS al sud.

Nello stesso articolo viene anche nominato Pietro Ciucci, commissario straordinario per il Ponte, incarico che aggiunge al ruolo di Amministratore Delegato della società Stretto di Messina e di Presidente-Direttore dell’ANAS, che per l’82% è l’azionista principale dello società Stretto di Messina. Tutto il potere nelle mani di un solo commissario per superare le difficoltà finanziarie e procedurali del progetto, che se da un lato sono la solita scorciatoia per evitare le procedure ordinarie (già semplificate dalla legge obiettivo) dall’altro indicano le grandi difficoltà in cui è immerso il progetto.

Il commissario Ciucci dice la norma “dovrà rimuovere tutti gli ostacoli frapposti al riavvio delle attività anche mediante l’adeguamento dei contratti stipulati con il contraente generale” e la conseguente approvazione delle eventuali modifiche del piano economico-finanziario. I costi sono dunque destinati a lievitare anche se adesso non è ancora noto di quanto. E che vi siano difficoltà finanziarie ne è la riprova anche la dichiarazione di Mario Ciaccia, AD e Direttore Generale di Biis Banca Intesa San Paolo, che ha dichiarato di essere pronti a fare la loro parte nel progetto di Ponte sullo Stretto.

Il Commissario Straordinario avrà 60 giorni di tempo per svolgere il suo mandato e quindi a fine settembre dovrà riferire al Cipe ed al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti: ma è davvero inaccettabile che sia un solo uomo a decidere del piano economico e finanziario di un progetto che costa sei miliardi di euro solo alla fase preliminare.

Dopo il tremendo terremoto in Abruzzo, per una attimo anche il progetto del Ponte sullo stretto di Messina era sembrato tornare in discussione perché troppo vistosa la sproporzione tra costruire un’opera di dubbia utilità ed un’area ad elevato rischio sismico che se vivesse un nuovo e grave terremoto – hanno detto i tecnici – vedrebbe crollare a Messina la metà della case con un carico di morte e sofferenza devastante ed insostenibile.

Anche l’economista Alberto Quadro Curzio, preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’università Cattolica di Milano, aveva scritto un pezzo sul Corriere della Sera in cui proponeva che per recuperare risorse da destinare alla ricostruzione in Abruzzo fosse opportuna “la revisione di alcune priorità del governo tra cui il Ponte sullo Stretto” che essendo in progettazione da almeno 4 decenni non era certo una urgenza nazionale.

Ma quasi di nascosto, venerdì 17 aprile, il progetto ha fatto un balzo in avanti: la Società Stretto di Messina ha firmato l’accordo con Eurolink spa per la realizzazione dell’opera, alla presenza del ministro per le infrastrutture Matteoli. Soddisfatto Massimo Ponzellini, AD di Impregilo, impresa capofila di Eurolink con il 45% di azioni, che con questa commessa si porta a casa tra i 4,5 ed i 5 miliardi di lavori.

L’accordo stima il costo dell’opera in 6,3 miliardi di euro ( 200 milioni in più rispetto al 2006) e viene tre anni dopo la firma del contratto con Impregilo, sottoscritto a pochi giorni dalle elezioni politiche da Pietro Ciucci, AD della Stretto di Messina (poi diventato anche presidente di ANAS). Contratto poi congelato dalla decisione del Governo Prodi di sospendere l’iter di realizzazione del ponte sospeso, come scritto del programma dell’Unione.

Inutilmente Verdi e Rifondazione Comunista hanno chiesto ripetutamente che venisse anche sciolta la società Stretto di Messina ma l’opposizione del Ministro Di Pietro ( che agitava il fantasma di una maxipenale) e dell’Italia dei Lavori non hanno consentito di ottenere questo risultato.

In sede europea hanno riaperto il fascicolo sul progetto del Ponte di Messina perché la procedura d’infrazione aperta con l’ipotesi di violazioni ambientali era stata poi sospesa a causa della decisione del governo Prodi di fermare il progetto. Ma le questioni ambientali non sono mai state risolte ed ora la Commissione Europea vuole vederci chiaro ed entro fine settembre si dovrà pronunciare.

Un primo passo era stato deciso dal Governo Berlusconi il 6 marzo 2009 dal CIPE con la prenotazione di 1,3 miliardi alla società Stretto di Messina Spa, ma il piano economico e finanziario dovrà essere rifatto e secondo la nuova norma del DL Anticrisi le risorse verranno assegnate annualmente sulla base delle effettive disponibilità di risorse. Va poi ricordato che il Ponte non rientra tra i progetti TEN finanziati con risorse europee.

Nessuno ha ancora risposto alle pesanti obiezioni tecniche del prof. Remo Calzona, ex coordinatore scientifico della Società Stretto di Messina sulle reali condizioni sismologichedell’area secondo cui il progetto attuale, ha totalmente e colpevolmente trascurato la presenza di faglie attive che interessano pesantemente l’area, specie dalla parte calabrese. “Misteriosamente in questa rappresentazione (……) sono scomparse le faglie sotto le pile, portando a pensare che queste potessero cadere in zone non interessate da faglie. La realtà delle sezioni, fatta nell’ambito degli studi per il progetto di massima, contraddice questa tesi e pone una nuova argomentazione ostativa alla realizzazione del ponte a campata unica proposta dalla Società SdM nel 2002” scrive nel suo libro “La ricerca non ha fine. Il Ponte sullo Stretto di Messina” (ed. DEI Tipografia del Genio Civile).

Un’accusa pesante e documentata, che già esperti, geologi ed ambientalisti avevano segnalato durante la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, ma che viene bellamente trascurata, come se niente il governo Berlusconi avesse imparato dalla dura lezione del terremoto in Abruzzo.

Anche per queste ragioni, la rete No Ponte (www.retenoponte.it) con l’adesione delle associazioni ambientaliste WWF, Italia Nostra e Legambiente, di sindacati, centri sociali e comitati si sono dati appuntamento a Messina per l’8 agosto “Contro il Ponte e per la tutela dei territori”, per rimettere in marcia una grande battaglia popolare.

Il Ponte di Messina va avanti, Impregilo incassa, ma i cittadini e le cittadine fanno sentire di nuovo la loro voce, come già hanno fatto tante altre volte in passato, perché insieme possiamo fermarlo di nuovo.

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