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Valentino Parlato
25 aprile a sinistra
28 Aprile 2009
Articoli del 2009
Una testimonianza ulteriore della confusione che B: è riuscito a gettare nell’accampamento dei suoi presunti avversari. Il manifesto, 28 aprile 2009

Sul 25 aprile di Berlusconi si è aperta un'altra divisione a sinistra. Emanuele Macaluso è un antico e caro compagno dal quale ho anche imparato, ma stavolta non sono proprio d'accordo con lui. Emanuele intervistato dal Messaggero, mi accusa di miopia politica per non aver accolto come un successo della sinistra il discorso di Berlusconi il 25 aprile a Onna.

A me sembra che Macaluso continui a ragionare come quando era nel grande Pci, dove poteva valere la regola «a caval donato non si guarda in bocca». Il Pci poteva farlo perché era forte e quindi anche quelle che potevano essere strumentalità dell'avversario diventavano sue conquiste. Con la sinistra tutta nelle attuali condizioni questo ragionamento non vale proprio. Sì, «a caval donato non si guarda in bocca», ma questo è un cavallo di Troia, con in bocca la dichiarata volontà di Berlusconi di diventare il capo di tutti, anche dei vecchi e bravi partigiani della Maiella (quelli che gli hanno donato il fazzoletto tricolore).

Anche l'editoriale dell'Unità di ieri titola: «Purtroppo è sempre lui» e dell'Unità non voglio citare la bella vignetta di Staino. E c'è ancora da ricordare l'editoriale di Adriano Prosperi sulla Repubblica di ieri che, sottolineando la gravità della cancellazione della parola Liberazione, si differenziava dall'editoriale domenicale di Eugenio Scalfari, di sostanziale, seppur sofferto, apprezzamento della mossa di Berlusconi. Ma vale sottolineare che anche Scalfari scrive che «l'ipotesi di cambiare il nome della celebrazione in quello di Festa della Libertà è certamente una proposta contro la memoria» e che indebolisce notevolmente le osservazioni (dello stesso Scalfari) precedentemente fatte. E, sempre Scalfari, fa notare che è anche «un passo indietro verso il populismo autoritario».

Il punto dal quale deve partire ogni ragionamento su che fare è che «Berlusconi ha raggiunto un livello di consenso che gli impone di proporsi come il rappresentante politico di tutti gli italiani, quelli che lo amano e quelli che non lo amano». La citazione è sempre di Scalfari, che in questo modo contraddice il suo giudizio positivo. Con il discorso di Onna, e le citazioni di Togliatti e Terracini tanto apprezzate da Macaluso, Berlusconi marca un decisivo e pericolosissimo passo in avanti sulla via del suo populismo autoritario, ulteriormente agevolato dalla divisione di quel che resta della sinistra, tra quelli che la pensano come il mio amico Emanuele Macaluso e gli altri.

Un altro passo avanti verso la Festa della Libertà del Partito del popolo della Libertà. Bravo Berlusconi!

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