“Un articolo per Eddyburg”
Egregio Edoardo Salzano,
mi ritrovo, ormai quotidianamente, su Eddyburg per leggere quanto vi pubblica. Sicchè mi piace segnalarle un articolo apparso nel dicembre 2003 sulle pagine de Lo Straniero, diretto da Goffredo Fofi, e firmato da Giacomo Borella. S'intitola "La città e le mutande" e credo possa interessare a molti dei suoi lettori.
La ringrazio molto. Sebbene sia un po’ vecchiotto inserisco senz’altro lo sfizioso articolo che mi segnala.
Ti sei inporcato, inbadogliato,
inmonarcato e poi ingozzato;
hai strasbracato, intortato,
incaprettato, ridevastato,
fin con caparbia, insadicata furia
hai inottosettembrato
paese, coscienze, speranze e risorgenze.
Ora carte, tarocchi e sfere di cristallo dicon “finito!”
m’immagino: grufolerai proclami incarognito,
spolperai vendette, griderai “tradito!”,
ma hai il due di picche in mano, sei tramortito;
orsù, fatti scucir di dosso il mazzo,
hai carte segnate, ma ti manca l’asso e il fante pazzo,
chiudi baracca, bisca, bordello e negozio d’illusionista,
arrenditi, sei spodestato, gufo già onnipotente, ma or ben tarpato,
taglia, sbagaglia, fila, sgomma, lo capisci?
E dal chigian palazzo silente disparisci.
Roma, 30 marzo 2005 - Da quando Raffaele Radicioni ha illustrato la proposta Bor.Se.To., opportunamente battezzata da Sergio Brenna "Borseggio", ho pensato che l’urbanistica creativa romana avesse perduto per sempre il primato. L’urbanistica “tira e molla” era stata inventata nella capitale in un felice connubio tra il Ministero dei Lavori Pubblici e la dirigenza tecnica e politica del piano regolatore di Roma. Sembrava che nulla avrebbe mai potuto intaccare la supremazia culturale di questo inedito gruppo di “innovatori”. E in realtà, così è stato per tanti anni. Sono infatti innumerevoli le invenzioni: dalla “compensazione volumetrica” all’uso sistematico dell’accordo di programma per mutare a piacimento lo strumento urbanistico.
Improvvisamente dal civile Piemonte è arrivato un vero capolavoro di uso disinvolto dei molti contenitori urbanistico - programmatori inventati nel decennio ’90.
Ma finalmente la buona stella torna a brillare sulla capitale d’Italia: l’esempio che ti invio parla di un comune della prima corona metropolitana, Grotteferrata; la dimensione della speculazione è incomparabile con Bor.se.to.: appena 60.000 metri cubi, ma il suo interesse sta nell’uso degli strumenti della programmazione negoziata per piegare la volontà dei comuni.
Lo strumento che viene utilizzato, il Patto territoriale, è stato istituito dalla legge 662/96 “Misure di razionalizzazione della finanza pubblica”, la madre della programmazione negoziata, uno dei principali frutti dell’indimenticabile stagione riformista dei governi di centrosinistra. Il caro Raffaele è finalmente servito.
Venezia, 29 marzo 2005 - Caro Eddy, per molte settimane sono stato tentato dal chiederti se potevi darmi un aiuto per la prova elettorale di domenica e lunedì prossimi, avendo constatato la pressoché totale sintonia con te su quelli che ritengo i maggiori problemi per Venezia. Mi riferisco soprattutto ai problemi della salvaguardia. Dopo il convegno all’IUAV hai infatti ripreso il mio intervento con parole di incoraggiamento e sostegno sul tuo sito (interessantissimo e molto aggiornato).
Poi, per lunghe settimane, è prevalsa la mia timidezza che continua ad affliggermi anche alla mia tenera età. Ora ho deciso di scriverti perché ho ascoltato attentamente quello che altri candidati, in particolare Casson e Cacciari, hanno detto a riguardo. Devo dirti che sono rimasto deluso dalle loro affermazioni che non sono impegnative e secondo me non sono adeguate alla situazione attuale. Mi riferisco alla formula della “moratoria, se è possibile” adottata dopo pessimistici contorcimenti da Massimo Cacciari, e alla formula della “moratoria con sperimentazione di altre soluzioni” scelta, invece, da Felice Casson.
Ambedue tradiscono una esitazione e una debolezza che non saranno in grado di rovesciare il corso degli avvenimenti. Allo stadio attuale non solo può e deve essere rovesciato ma non ha raggiunto il punto di non ritorno. Non vi sono, per fortuna, le condizioni, ancora, del fatto compiuto. Non so se mi vorrai aiutare, ma penso, comunque, di essere su una questione che anche a te sta molto a cuore più chiaro, ottimista e combattivo degli altri
Caro Carlo, non so ancora per chi voterò. Non voterò per Cacciari, per le ragioni che ho esposto nel mio eddytoriale del 12 marzo. Non so se voterò per Casson, perchè la debolezza del suo programma, l'esitazione delle sue dichiarazioni, non hanno consentito alla sua campagna di riscattare gli errori e le compiacenze dei suoi supporter. I programmo dell’uno e dell’altro si assomigliano molto anche per l’evanescenza delle posizioni su quelle che a me sembrano le questioni di fondo per il futuro della vittà.
Ma non so neppure se voterò per te: non credo che tu abbia la possibilità di presentarti al ballottaggio, e non sono ancora deciso a dare un voto di mera testimonianza. Comunque, a chi non vuole votare per nessuna delle formazioni che hanno espresso continuità con la giunta uscente, suggerisco di votare per la tua lista. Anche perché certamente, per una questione che condizionerà i prossimi decenni dell’esistenza di Venezia, sei indubbiamente molto “più chiaro, ottimista e combattivo degli altri”.
Il programma di Massimo Cacciari
Formia, 28 marzo 2005 - Ricordo che alle ultime elezioni per il Parlamento europeo Eddyburg segnalò alcuni candidati che sembravano dare garanzie di coerenza con le esigenze della tutela e della corretta utilizzazione delle risorse, in particolare del territorio e del paesaggio. Questa volta non ho trovato nulla di simile, se non un invito di carattere generale ad arrestare il disastro votando contro Berlusconi, e alcune indicazioni problematiche per il comune di Venezia. Vorrei, per conto mio, segnalare una candidata molto interessante per il Lazio: Irene Berlingò fondatrice e animatrice dell'associazione del personale tecnico impegnato nella difesa dei beni culturali, che si presenta nella lista dei Verdi. Unisco il volantino.
Grazie della segnalazione e del volantino, che esprime le linee di un programma del quale credo che il presidente del Lazio - se sarà Piero Marrazzo - terrà conto, se Irene Berlingò sarà un combattivo membro del Consiglio: esso mi sembre del resto costituire una opportuna sottolineatura di quanto già il programma di Marrazzo prevede. Conosco Irene e anch'io, se votassi nel Lazio, darei volentieri a lei una preferenza.
Per le altre regioni non ho avuto segnalazioni, a differenza dell'altra volta.
Roma, 24 marzo 2005 - Caro Eddyburg, sotto il titolo”Proporre una nuova legge” è pubblicata in Eddyburg una mia comunicazione, datata 02.03.05, nella quale, insieme alla mia adesione all’appello contro la legge Lupi, ho ribadito la necessità di approfondimento dottrinale della materia urbanistica. Mi pare fosse Antonio Cederna a dire che bisogna insistere e ripetere ciò in cui su crede, ed io credo che l’approfondimento dottrinale dell’urbanistica, e la critica se opportuna, siano un passaggio necessario, anche perché da esse potranno venire le armi più valide per combattere e vincere la guerra che all’urbanistica è stata mossa da tempo, e della quale la sciagurata legge Lupi è solo l’ultimo più grave episodio.
Il tuo commento è che per questo impegno esiste abbondante materiale già elaborato (proposta Lorenzetti, proposta Italia Nostra -Polis) Sta bene, ma il problema allora è: quale e quanto è stato il dibattito tra di noi su queste proposte?
Io, a esempio, con Gigi Scano non ho dubbi sul carattere intrinsecamente pubblico e sulla titolarità pubblica dell’urbanistica, ma ho forti dubbi sul modo con cui vengono abitualmente praticati da parte delle Regioni, province e comuni, per come sono istituiti oggi e per come si comportano di conseguenza. E allora, fermo il principio pubblicistico, da dove si deve cominciare?
Condivido con Vezio De Lucia le ragioni della bellezza, ma possiamo dire di averne parlato abbastanza, e a rigore, nei discorsi fatti a Italia Nostra in tema di paesaggio? Abbiamo ben sviscerato che novità significhi per noi riconoscere la priorità dovuta alla bellezza, rispetto al nostro passato, marcatamente razionalista-funzionalista?
Ci siamo chiesti come i sacrosanti standard urbanisti si siano troppo spesso tradotti in banali e astratte misure di quantità? E perchè dall’idea olivettiana di “quartiere” si sia giunti ai Corviale e alle Vele?
Vogliamo tornare a parlare di rendita urbana, ma non per demonizzarla, chè non ci siamo riusciti, ma per capirla nel suo concetto e nella sua storia, e circoscriverla almeno nei suoi effetti?
Crediamo forse che la legge Lupi, ancorché vincente, avrà il potere di cancellare questi dubbi, e soprattutto la realtà che sta dietro di essi? I suoi sostenitori possono illudersi, noi no!
La tua lettera riflette una situazione oggettiva: tra gli urbanisti non si discute più, oppure si discutono cose diverse da quelle che tu proponi, e che anche a me sembrano importanti. Tu che sei ancora un socio attivo dell’INU dovresti conoscere meglio di me le ragioni di questa distrazione. A molti dei tuoi “perché” la risposta è unica, a mio parere: non si ragiona più su ciò che si è fatto, sulle esperienze e sui percorsi compiuti (le regioni, gli standard, i quartieri, la rendita) perché la politica si è allontanata dall’urbanistica, e gli urbanisti hanno smesso di stimolare la politica: una divergenza parallela. La politica ha abbandonato i progetti di respiro,è divenuta rincorsa del potere per il potere, si è rinchiusa nel mito della crescita indefinita, chiede al territorio solo spazi liberi sui quali far correre le infrastrutture della “modernità”. L’urbanistica si è preoccupata solo di rendere realizzabili pezzi di progetti esecutivi, accettando qualunque condizione posta da chi disponeva dei mezzi per renderli realizzabili illico et immediate (i proprietari immobiliari, i decisori dei finanziamenti).
Le leggi generalizzano i risultati raggiunti. Nel passato, questa verità ha portato l’Italia verso l’alto; adesso, ahimè, stiamo scivolando sempre più verso il basso, e la legge Lupi altro non fa che tentar di generalizzare le tendenze in atto. Anche perciò occorre fermarla. Quando il mondo va indietro, arrestarne il regresso è già un progresso. Vale per la Costituzione, e vale per la legislazione urbanistica.
Mi interessa soprattutto porre l'attenzione su un termine che leggo da alcuni anni sui manifesti di incontri anche di buon livello: discussant (seguito da il nome di qualche personaggio che interviene insieme ad altri ad un dibattito) è francese? allora pronunciandolo ci viene in mente chi scassa! in realtà vorrebbe indicare chi coordina ed allora perchè non usare questo termine che alle nostre orecchie dovrebbe risultare più elegante?
Vorrei aggiungere un termine molto amato da chi parla a vario titolo in televisione: assolutamente (come risposta ad una qualsiasi domanda), poi:
- assolutamente si
- assolutamente no
essendo si e no già assoluti
Buon lavoro!!!!
Per favore, lettori di Eddyburg: quali buone esperienze di urbanistica partecipata in Italia? E soprattutto, dove poterne conoscere ed apprendere metodi, contenuti ed applicazioni?
Sto cercando link a siti utili ed istruttivi, a esperienze di comuni che abbiano aperto in internet forum e discussioni ai cittadini sulle scelte di piano in divenire. Grazie ad Eddyburg lancio questa richiesta di informazioni. Se qualcuno avesse notizie mi contatti presso: giorgiaguarino@yahoo.it
Roma, 28 febbraio 2005 - Aderisco all'appello per fermare la legge Lupi, che è l'impegno prioritario e urgente.Ma penso che, comunque andranno le cose, nè possiamo farci illusioni, da parte nostra resterà sempre aperta la necessità di una porposta alternativa "in positivo"(del tipo che Gigi Scano chiamava"legge manifesto")nella quale, siano affermati gli antichi principi dell'urbanistica,sempre attuali, e anche affrontati i non pochi problemi dottrinali non risolti,che hanno portato acqua al mulino dei suoi avversari. Penso che l'impegno teorico dottrinale ci fornirà le armi migliori contro quelle dell'avversario.Per esempio l'impegno suggerito da Vezio sulla "bellezza" del paesaggio.
D’accordo. Ma dalla proposta Lorenzetti (a proposito, perché si fermo?) ai “principi” dI Italia Nostra – Polis materiale su cui ragionare in positivo ce ‘è parecchio. Chi, tra i decisori, è interessata?
Caro Eddyburg, ho avuto casualmente gli atti tecnici di uno degli innumerevoli programmi complessi che imperversano in molte parti del paese. Riguarda Mentana, comune alle porte di Roma amministrato dal centro destra. Il quadro che ne viene fuori è sconcertante: la nuova urbanistica contrattata è fondata, se il caso di Mentana verrà confermato, sulla “creatività” e su uno scellerato premio alla speculazione fondiaria. E’ molto difficile avere i documenti, specie quelli relativi alle offerte economiche su cui si basa la contrattazione urbanistica, ma se la rete Eddyburg trovasse altri esempi, si potrebbe ragionevolmente pensare di invertire il corso degli eventi, legge Lupi compresa.
il programma di recupero urbano si chiama “Monte d’oro”. A giudicare della somme che avrebbero incassato, avevano pienamente ragione.
Il caso è interessante. In Italia si continuano a studiare poco i casi concreti. Speriamo nei lettori di Eddyburg. Il caso di Monte d'Oro a Mentana è raccontato nelle Corrispondenze, precisamente qui
Miami (Florida, USA), 23 febbraio 2005 - Caro prof. Salzano Anch’io, fortunatamente ho letto nella sua Home page la famosissima canzone napoletana “O’ Guarracino” con la traduzione e lo studio in italiano di Scognamiglio Gioacchino. Sono un ex ristoratore che gli piace mangiare del pesce fresco. Se vuoi mangiare del pesce fresco (diceva mia madre) vattele ‘a piscá . Ho passato molte ore sugli scogli di Santa Lucia. Gli mando un piccolo studio dei nomi della fauna marina scritta nella canzone da Grande Genio (Ignoto). Vorrei assicurarmi se ho fatto un buon lavoretto. La prego di correggere qualsiasi sbaglio. Saluto e ringrazio.
Caro Santillo, la ringrazio molto per il glossario (napoletano, italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco, definizione scientifica) della fauna ittica citata nel Guarracino. Lo allego a questa lettera, in formato .pdf. Non sono abbastanza esperto per rilevare gli eeventuali errori: i miei lettori che ne individueranno potranno riferirsi direttamente a lei. Aspetto altre sue gustose notizie
Milano 22 febbraio 2005 - Ce lo aspettavamo. Ma sentire dalle stesse parole di Furio Colombo (Popolare-network) le ragioni del "licenziamento", perché di questo si tratta, mi ha abbattuto. Il giornale, dice, è troppo radicale secondo la dirigenza Ds. Il povero Furio, i cui fondi domenicali resteranno esempio di un vero giornalismo di opposizione, deve stare al gioco e accettare di scendere a editorialista: naturalmente, penso io, sorvegliato speciale. Il mio "Solidarietà a Furio Colombo" pubblicato in eddyburg ora mi sembra patetico, anche perché nessuna solidarietà siamo stati in grado organizzare. Gli hanno perfino imputato un calo delle vendite ad agosto (!!). Bene, anzi male: se fra i Ds rimarranno certi destrorsi o centristi destinati, per come sono nel profondo e nella superficie, a passare sull'altra sponda, ne vedremo di peggio. Intanto, della gravissima questione della legge Lupi che va dritta e veloce per la sua strada senza trovare grandi ostacoli dall'opposizione (anzi, i rutelliani e non solo loro mi sa che sono d'accordo), chi si preoccupa davvero fra le forze che potrebbero frenarla se non bloccarla? Intendo forze sociali oltre che politiche.
Leggo su l’Unità on line che «Antonio Padellaro sarà il nuovo direttore de l'Unità . Firmerà il giornale dal 16 marzo. Furio Colombo resterà comunque come editorialista del giornale che ha riaperto il 28 marzo del 2001. Questa “staffetta”, come è stata definita da entrambi, è stata decisa lunedì al termine di una lunga riunione del consiglio d'amministrazione della Nie, la società proprietaria della testata. I due direttori hanno assicurato “la continuità della linea editoriale”». Se si può parlare di una resistenza della direzione dell’Unità a una linea più morbida verso Berlusconi e più vicina al berlusconismo, penso che si debba dire che la resistenza continua. Poiché sono pignolo, aggiungo che il termine staffetta mi sembra improprio: infatti Colombo non è diventato vicedirettore.
Legge Lupi. Mi sembra che qualcosa cominci a muoversi. C’è ancora qualche settimana di tempo per fermare l’obbrobrio. Non disperiamo ancora.
Novara, 19 febbraio 2005 - Unisco un elenco di persone che hanno sottoscritto l'appello con i dati richiesti Raccogliamo noile firme e poi ve le trasmettiamo perche' pensiamo sia il modo piu' sicuro per stabilire un rapporto sicuro ed immediato fra decisione di firmare e apposizione della firma Ne faremo seguire altre, cordiali saluti e dobbiamo dirvi che il sito e' interessante ed utile, lo frequenteremo
ELENCO FIRMATARI
Terrasi Rene’ Via Gnifetti 13/C - Novara - C.I. Ae2379048 Impiegato
Trombi Celestino Via Fauser 12 - Novara - C.I. Ai6508716 Pensionato
Tomei Fabio Via Pola 4 - Novara - C.I. Ah 4737782 Ingegnere
Cosentino Giovanna Corso Trieste 51 - Novara – Ci Aj6539539 Universitaria
Crivellari Roberto Via Vittime Di Bologna 2 – Novara – C.I. Ag0577173 Operaio
Tra Bi Maxime Via Castrati 48 - Novara – C.I. Aj6514582Operaio
Ardizio Claudio Via Paolo Ardizio 8 - Bellinzago - C.I. Ag 9934314Ingegnere
Vallino Guido Via Andrea Costa 9 - Novara - C.I. Aj 653849 Urbanista
Carabelli Anna Via Tornielli 12 – Novara - C.I. Ag9956328 Docente Universitaria
Pozzato Bruno Via Manenti 4 – Casalino – C.I. Ae2376285 Sindacalista
Zocchi Pier Alfonso Corso Risorgimento 123 – Novara – Ae2377454 Pensionato
Cattani Osvaldo Via Papa Giovanni 52 – Novara – C.I. Ag3734353 Dir. Coop Sociale
Signorelli Giovanna Via Bossi 3 Novara C.I. Ag8453295 Consigliera Quartiere
Callea Maria Pia Viale Roma 50 –Novara C.I. Ag9959327 Operatrice Culturale
Chiarino Ferruccio Viale Buonarroti 3 Novara C.I. Ag993333 Prom. Finanziario
Pedicone Lorenzo Novara – C.I. Ag99575666 Libero Professionista
Ferraris Lucia - Novara – C.I. Aj6513864 Architetto
Colombo Paolo - Novara – Ak7839471 Architetto
Raimondi Angelo - Novara – C. I. Ag8481344 Arechitetto
Gambini Laura - Novara – C.I. Ah6104275 Architetto
Peagno Gudo Via Paletta 10 – Novara C.I. Ag0572895 Architetto
Migliaretti Marco Via Pallavicini 5 - Galliate – C.I. Ah4753270 Impiegato
Pacelli Alberto - Via Bossi 3 – Novara – C.I.Ag3729539 Coor. Ass. Idee Di Futuro
Grazie moltissimo. Per le prossime, meglio se usate il formato:
Cognome, Nome; qualifica CC 123456789
Scusate la pignoleria, ma faccio tutto da solo
16 febbraio 2005 - Sono il vicesindaco e assessore alla pianificazione del territorio del comune di Castagneto Carducci (Li).Nel prossimo consiglio comunale del 28 Febbraio metteremo in approvazione il documento redatto a cura del Comune di Piombino. Inoltre programmeremo nei prossimo giorni degli incontri con i cittadini per metterli a conoscenza della gravità del fatto. Saluti. Grazie!
Reggio Calabria, 14 febbraio 2005 - Vedo con piacere che hai inserito l'avviso della presenza, a Prima pagina, di una brava giornalista come Ida Dominijanni. Spero che eddyburg continuerà con questo tipo di segnalazioni, sebbene in questa estrema propaggine della penisola non siamo raggiunti da tutti i segnali radiofonici nazionali ne' dal TGR Calabria (anche se questo e' stato il primo comune d'Italia ad avere - ben quattro anni fa, nel 2001 - stazioni radio base UMTS). Nonostante le tante proteste e le richieste ufficiali riceviamo infatti solo il TG della Sicilia.
A proposito dell'ultimo articolo sul MoSE, la mia copia di "Regime", autori Gomez-Travaglio, a pagina 256 descrive il comportamento scandaloso del Tg2 sul G8 di Genova, non parla di Venezia.
Da ora in poi, ogni volta che ci sarà a Prima pagina un giornalista le cui idee e il cui mestiere sono apprezzati da Eddyburg ne inserirò l’avviso: è un nuovo servizio di questo sito.
Bilancio, tecnologia e politica del personale sono stati da tempo impiegati per spegnere Radio 3 Rai, continente di intelligenza nella Rai-Tv di una volta, come documenta il sito degli Amici di Radiotre. Poi dicono che non c'è il regime.
A proposito della citazione del .libro di Gomez e Travaglio, l'autore del "comportamento scandaloso del Tg2 sul G8 di Genova", Maurizio Crovato, è candidato della destra a sindaco di Venezia.
Roma, 8 gennaio 2004 - Ho visto che hai usato il dipinto "La Grande Onda" di Katsushika Hokusai come immagine del tuo editoriale.
Volevo segnalarti che qualche giorno fa il poeta Valentino Zeichen sulle pagine romane di Repubblica aveva pubblicato questa poesia:
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Io la trovo molto bella rivelatrice e per questo te la giro, Giovanni
Grazie Giovanni, ne approfitto subito
Arenzano, 27 dicembre 2004 - In questo periodo sono tornata al ruolo di lettrice ; la fine anno nei comuni è sempre un po' agitata per via dei pagamenti e quest'anno anche dei condoni edilizi (sigh!). Comunque dopo la posta alla mattina guardo sempre le novità su Eddyburg ,è un appuntamento quasi rituale. La lettura degli articoli da te scelti mi da la sicurezza di impiegare bene il tempo e di trovare sempre dei contenuti utili non solo nel pensare ma anche nell' agire. Mi è piaciuto molto il collegamento con Bruno Bozzetto che ammiro da molto tempo perchè è un grande comunicatore ;a volte penso che si potrebbe cercare di comunicare un po' più con questi mezzi ;a me piace molto leggere le pagine di Eddyburg, ma alcuni concetti indubbiamente arrivano prima e a piu' tante persone se sintetizzati e comunicati per immagini e fumetti nel sito ve ne sono già ,ma forse dovrebbero essere di più.
Nel ringraziarti di tutto quello che generosamente doni a me e a tanti altri, ti auguro un buon periodo natalizio e ti invio un mio disegno (ideato all'interno di un progetto che si chiama pas pasa pan di cui ti parlerò)che potrebbe anche riferirsi alla comunicazione, ed un saggio di Italo Calvino riguardante Venezia, che probabilmente avrai già letto; per me che amo Calvino, Venezia e l'urbanistica è fantastico.
Grazie, Carla Maria, inserirò subito il testo di Calvino che non conoscevo.
Roma, 12 febbraio 2005 - Caro Eddy, qualche tempo fa ti eri lamentato con Micromega perchè in un ipotetico programma di governo si parlava di tutto tranne che di città. Da qualche settimana è attivo il sito di Prodi, www.governareper.it, che ospita degli interventi dei lettori. Mi pare che possa essere un'occasione utile (anche se non c'è da farsi troppe illusioni) per fare in modo che il tema della città e del territorio siano presenti. Ho inviato un contributo e ora lo si può leggere sul sito (l'indirizzo è riportato sotto), lo invio anche a te in formato word.
http://www.governareper.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=391
Ti ringrazio molto. Finalmente qualcuno che non ti dice "dovresti fare questo", ma lo fa; per di più benissimo. Pubblico il tuo contributo nella cartella degli interventi. Spero che molti dei lettori di queste pagine seguano il tuo esempio. Alla lettera a Micromega (che io avevo promosso, ma oltre sessanta urbanisti avevano sottoscritto) nessno rispose mai. Le poste funzionano davvero malissimo!
La lettera spedita a Micromega
Il contributo di
Caro Eddy,non so se hai notato una "perla" della Legge Lupi: l'art. 11 bis abroga, tra l'altro, l'intera legge 765/67 (legge Ponte) compreso l'obbligo, inserito all'art. 28 della L. 1150/42, che nei piani attuativi le aree pubbliche siano cedute gratuitamente, e senza nemmeno prescrivere che tale disposizione debba necessariamente essere prevista nelle legislazioni regionali.Se passase così, quanto tempo occorrerebbe perché qualche "dottor sottile" degli operatori immobiliari contestasse che se si vogliono ottenere spazi pubblici bisogna che l'amministrazione pubblica li paghi, magari concedendo congrui aumenti di volumetrie ? Da non credere. E mi risulta che il gruppo parlamentare della Margherità SI ASTERRA'!!! La vergogna t'assale, se pensi che sei italiano
Milano, 31 gennaio 2005 - Il Consiglio Regionale della Lombardia voterà il 1 e 2 febbraio la nuova Legge per il Governo del Territorio e che in questa legge è stata inserita la normativa sul recupero dei sottotetti. Nonostante le promesse dell'Assessore all'Urbanistica Moneta la normativa è essenzialmente uguale a quella attuale, definita dalla legge regionale 22 del 1999.
Vengono solo apportati piccoli aggiustamenti:
- viene istituito l'obbligo di creare parcheggi in base alla legge Tognoli o di pagare un corrispettivo al Comune che questo dovrà utilizzare per costruire parcheggi,
- viene richiamato l'obbligo della valutazione di impatto paesistico, che comunque esiste già; in caso di DIA, si dovrà richiedere la valutazione di impatto paesistico prima della presentazione.
Nessuna novità sulla possibilità di recuperare il sottotetto anche quando il sottotetto non c'è (lastrici solari, nuovi edifici): basta che esista al momento della presentazione della domanda. Rimane la possibilità di modificare i livelli di gronda e di colmo e la pendenza della falda, che ha contribuito a rovinare la nostra città in questi anni. Viene negata ai Comuni la possibilità di escludere dalla legge determinate zone del territorio comunale.
I Verdi hanno preparato e presentato insieme all'opposizione di centro-sinistra alcuni emendamenti per migliorare la legge che potete trovare sul sito www.msacerdoti.it/notizie.htm#30/01/05
Il "rito ambrosiano" colpisce ancora.
Milano, 24 gennaio 2005 - Leggo (La Repubblica 24 gennaio) che "il network di Bertinotti sta preparando proposte per una politica economica di sinistra basato su lotta all'evasione, tassazione delle rendite finanziarie, patrimoniale e ministero della programmazione economica, che verrà presentato al congresso dal PRC". Tutto bene e condivisibile.Leggo però anche (Sole/24 ore 21 gennaio) che" la Commissione Ambiente della Camera ha concluso in un clima costruttivo l'esame degli emendamenti al disegno di legge sul governo del territorio, testo unificato proposto da Lupi (FI) e Mantini (Margherita), che modifica l'impianto legislativo della legge urbanistica del 1942 con un miglior rapporto tra pubblico e privato e con l'articolo 6 è destinatoa far saltare... l'urbanistica italiana fondata sugli standard urbanistici definiti con il decreto ministeriale 1444 del 1968. Il passaggio in aula è già calendarizzato per febbraio".Non sento tuttavia parlare di un programma di sinistra alternativo a questa vera e propria "Legge 30" dell'urbanistica, che ridurrebbe l'uso della città e del territorio ad una gestione "a contratto" senza alcun obiettivo di programmazione pubblica.Non ne sento parlare, o non c'è ?
Non c'è. E' una vergogna. Per di più, nessuno si accorge che sta saltando, con la connivenza dei partiti del centro e della sinistra (ivi compresi quelli del centrosinistra) tutto il prodotto di decenni di lotta riformatrice per la tutela degli interessi dei deboli e degli interessi collettivi: a partire dagli standard urbanistici e dal carattere pubblico delle scelte sul territorio. I tradimenti degli intellettuali e la miopia dei politici stanno distruggendo le speranze per il futuro possibile: non è solo Berlusconi. Domani si apre un convegno di Italia Nostra. Proverò a porre la questione in quella sede. Ma non basta.
Roma, 20 gennaio 2005 - Sulla proposta di costruire nuovi stadi in Italia e a Roma vale bene, purtroppo, l'amara ironia dell0articolo di Ribecchi sul manifesto del 16 gennaio scorso. Si può solo lanciare l'allarme anche sul pericolo di tutto l'indotto che gli Europei 2012 porterebbero, come per i Mondiali '90, con possibili leggi e provvedimenti a cascata. Basta ricordare le vicende degli "alberghi d'oro" conseguenti ad atti che si possono così riassumere:
1) legge 556/88 "recante misure urgenti e straordinarie per la realizzazione di struttore turistiche, ricettive e tecnologiche";
2) decreti "Carraro" per l'approvazione di progetti a carattere regionale, in particolare 14/12/89 per il Lazio;
3) decreti "Tognoli" (nel frattempo Carraro sindaco di Roma) di proroga degli stessi, in particolare 7/6/90;
4) approvazione, a Mondiali ormai conclusi, di interventi privati ancora da realizzare, con profluvio di soldi pubblici, in deroga alle norme urbanistiche in vigore ma con la solerte attivazione delle amministrazioni regionali e comunali e dei loro uffici.
Erano i tempi in cui venne alla luce la Tangentopoli romana, preludio della successiva rivelata da Mani Pulite. Emblematico fu il caso dell'albergo fantasma ai Parioli, progettato su un'area inedificabile sia secondo il Prg che per una sentenza del Consiglio di Stato. Lo scandalo fu talmente grosso che quell'edificazione fu stroncata sul nascere.
Grazie Paolo di ricordarci queste storie. Testimoniano ulteriormente la continuità tra gli obiettivi, i principi, i metodi, gli strumenti e gli uomini degli anni di Craxi e quelli di Berlusconi. E di aver segnalato l’articolo di Robecchi, che mi era sfuggito. Lo inserisco subito.
sono stato all’assemblea della sinistra a Roma – organizzata dal manifesto – a cui si fa cenno nell’editoriale ultimo di Eddyburg . E’ stato un evento importante, mi pare. Ci sono andato con l’auspicio di uscirne rassicurato, che la sinistra – quella parte della sinistra – ha ancora voglia di stare a sinistra, indisponibile a rinunciare alla radicalità su alcune questioni: per cui a “guerra” non si risponde “un po’ meno guerra”, a “lavoro molto flessibile” non si risponde “ un po’meno flessibile”, a “via i vincoli ambientali” non si risponde “lasciamone qualcuno”, eccetera.
Tanti sono interessati a capire – seguendo le argomentazioni di Asor Rosa – se vi sia spazio per una nuova sinistra che , a stare alle sue parole, o sarà rossoverde ( così: non rossa e verde) o non sarà ( verde per comodità di sintesi per alludere un’idea di buon governo del territorio).
In questa prospettiva è facile riconoscersi e tuttavia c’è un senso di disappunto (molto diffuso, credo) per come le sinistre tutte hanno trattato in questi ultimi anni la questione ambientale nei tanti aspetti di cui si scrive in questo sito ( ogni tanto qualche enunciazione al centro e in periferia largo spazio alle mediazioni).
Però di questi temi all’assemblea di Roma – otto ore di dibattito senza interruzione – non c’è che qualche riferimento qua e là nello stile delle formule propiziatorie. Anche se non mancano bei discorsi come quello di Carla Ravaioli.
Troppo poco rispetto alle attese, anche se si sa che le assemblee generali trattano gli argomenti che vengono considerati più pertinenti alla politica e questo (sob!) è ancora considerato un argomento specialistico, per pochi.
C’è tuttavia l’impegno dell’assemblea, e questo è un aspetto interessante, di andare rapidamente a incontri per temi così da arrivare a sintesi condivise da fare entrare con forza nel programma del centrosinistra, e come è noto Prodi ha già avviato la discussione.
Ecco, credo che ognuno dei lettori di questo sito possa fare qualcosa perché la politica torni a occuparsi del governo del territorio, chiedendo un impegno – a chi si ha più vicino e si pensa che possa influire – perché di governo del territorio si riparli anche nelle sedi della politica. La voglia, a sinistra e non solo, di partecipare alle scelte è forte dimostra quanto è demodé la delega conferita a piccoli gruppi di consiglieri ( ad esempio sui temi dell'irbanistica) di confezionare proposte per temperare i propositi reazionari delle destre.
Se c’è un punto del progetto liberista di Berlusconi che si sta attuando ora dopo ora, in ogni parte del Paese , è quello di togliere regole per lasciare spazio alle più ciniche opere di trasformazione dei luoghi i più preziosi ( come quelli sardi). Ottimista se penso che Eddyburg possa avere un ruolo ?
Noi ci proviamo
Udine, 3 gennaio 2005 - Stasera, per la televisione pubblica è stata una serata eccezionale, perchè finalmente il cavallo ha fatto bene il suo dovere, ha assolto la sua missione: fare informazione di parte, dalla parte del cittadino, del lavoratore, di chi è sfruttato. Riccardo Iacona è riuscito, in un periodo di buio pesto e di regime dilagante a cominciare dall'informazione, con chissà quali difficoltà nell'azienda dato che si tratta di programma andato in onda in prima serata e con chissà quali facilmente immaginabili effetti, a realizzare un bel servizio, approfondito, ragionato, partecipato, nudo e crudo, direi quasi alla Ken Loach, sul "governo dell'economia" che il Governo che abbiamo si diletta quotidianamente a praticare. Iacona, con ieratica semplicità, ha ben meso in evidenza il peso del non governo del mercato libero sui redditi: di chi produce l'ortofrutta, di chi fa salti mortali per comprarsela ai mercati generali invece che nei negozi o nei supermercati, di chi pur essendo stato un piccolo agricoltore proprietario è diventato, suo malgrado, bracciante, indebitato con le banche e strozzato dai clienti. Chiarissimi gli intrecci tra brookers del mercato agricolo, pochissimi e potentissimi, i grandi distributori, tra i quali la rossa Cooop ha fatto una figura a dir poco oscena al pari di qualsisi altra multinazionale della grande distribuzione alimentare sul mercato, ancorchè la Coop sei tu, come recita la pubblicità. Ferma la dignità dei lavoratori, la loro intelligenza e coscenza. Elevatissimo il senso di dignità morale. Riccardo Iacona ci ha mostrato un Paese vivo, fatto di persone serie, brave. Di popolo perbene, esattamente all'opposto delle Mercedes, delle Audi, delle Posrche, delle vetrine di Dolce & Gabbana e simili in cui la confezione di un vestito in lana di qualità elevata costa - vero ! - 12.000 euro, ai 30 euro per una confezione da 3 etti di carote crude francesi a Peck di Milano. Quel popolo non è degno della classe di governo e politica. Quel popolo ha una sua enorme dignità. La dignità del lavoro e del rispetto di se. Valori elevatissimi. Questo popolo è stato ridotto a indebitarsi nel solo 2004, tenetevi forte, di ben 64.000 miliardi di vecchie lire per sbarcare il lunario. Questo è criminale. Comincia con A e finisce con A: suona Argentina. Altro che recessione. Incazzarsi e pensare che quel signore, alto un "cazzo e due barattoli" come si dice a Roma di quelli nei riguardi dei quali si nutre null stima, dovrà pagare tutto, per me e mi auguro per tanti, è un pensiero costante. I più gentili, quelli del politicamente corretto, sostengono che lo sfascio dei redditi da lavoro, del risparmio, dell'indebitamento esponenziale delle famiglie salariate, la recessione dei consumi che ormai tocca nel vivo quelli essenziali, è l'esito dell'incapacità del Governo. Come se la questione fosse un mero aspetto tecnico. No, no, c'è ben più. Una volta si diceva sfruttamento del lavoro, sfruttamento delle masse. Ma ora questo termine non è sufficiente a delineare l'enorme squarcio che nel corpo sociale della nazione sta dilagando.A volte penso e mi convinco sempre di più, oggi più che in altri momenti, che tutto ciò che sta accadendo in Italia e nel mondo, la miseria dilagante, l'insanabile arroccamento dell'occidente dal resto della comunità mondiale, l'arroganza dei potenti, l'invivibilità economica, sociale e ambientale, è responsabilità dei monopolisti, del capitale, dei governi lacchè e della debolezza delle cosidette opposizioni democratiche. Sempre di più sono convinto che c'è bisogno di grande e profonda pulizia. E' uno scempio vedere l'immiserimento sempre maggiore di donne, uomini e giovani.