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Bella, intensa, gioiosa e coraggiosa manifestazione al passaggio dei 13 ecomostri galleggianti tra i canali della Laguna. Ma nel vedere i crocieristi che - interpretando gli slogan urlati dalle Zattere e i manifesti sventolanti per allegri saluti - rispondevano agitando le mani in segno di saluto, venivano in mente i versi di Eliot: «Siamo gli uomini vuoti Siamo gli uomini impagliati /Che appoggiano l'un l'altro / La testa piena di paglia». Siamo cattivi, lo sappiamo: ma leggete qui il poema del grande poeta anglosassone

La Laguna di Venezia, l'unica laguna al mondo rimasta tale dopo più di 1000 anni, e' uccisa giorno per giorno dalle grandi navi, che portino turisti o petrolio, rinfuse o granaglie. In più, quelle che arrivano con decine di migliaia crocieristi mordi e fuggi distruggono la città unica al mondo per la sua bellezza.

Secondo i sondaggi, le azioni dell'uno scendono, le azioni dell'altro salgono. Qualcosa cambia, ma non tanto

. (il manifesto, 15 settembre 2013) >>>

Cari fratelli e sorelle, buongiorno. Grazie di questa ospitalità, per me è un dovere scrivere oltre la solitudine della comunità e nella comunione del silenzio. Voglio parlare ancora della guerra, la nuova guerra che in Siria si minaccia, anche se uomini di buona volontà sono intenti in queste ore a trovare una soluzione di dialogo, la sola possibile.

Lamento che un uomo retto, il presidente di una grande potenza, per convincere il suo popolo all'intervento militare abbia aperto la finestra degli orrori. "Guardate - ha detto - gli occhi dei bambini uccisi dalle armi chimiche, guardate quegli occhi, la loro fissità". Il Nunzio americano mi rivela che foto di quegli occhi sono state distribuite ai piloti dei cacciabombardieri. Come non trasalire. Anche io parlando da San Pietro ho detto del mio dolore per quei bambini straziati. Io li ho guardati quei volti e quegli occhi.

Ci dicono forse che bisogna fare un'altra guerra ed uccidere ancora tanti innocenti, come già accade in tanta parte del mondo? No. Vorrebbe dire ucciderli due volte, due volte farne scempio, due volte abusarne. Certo, chiunque sia stato il criminale colpevole, deve pagare: davanti agli uomini e davanti a Dio. Ma la risposta non è la guerra che in tutto il mondo produce occhi di bambini senza più vita e sorriso.

In piazza San Pietro ho anche parlato del mercato delle armi: non ce n'è uno, buono, di armi legali e un altro, cattivo, di armi illegali. Fuorilegge sono tutte le armi. E la guerra. Abbandonate ogni vana pretesa d'intervento militare. Con noi sia la pace.

Francesco

Se volete, occupate tetti e ciminiere, terrazze e campanili, piazze e municipi, ma intanto firmate l’appello lanciato dal “fatto quotidiano”. cliccate sul titolo

Appello ai parlamentari

Ignorando il risultato del referendum popolare del 2006 che bocciò a grande maggioranza la proposta di mettere tutto il potere nelle mani di un “Premier assoluto”, é ripartito un nuovo e ancor più pericoloso tentativo di stravolgere in senso presidenzialista la nostra forma di governo, rinviando di mesi la indilazionabile modifica dell’attuale legge elettorale.

Con fretta e furia e nel pressoché unanime silenzio dei grandi mezzi d’informazione la Camera dei Deputati ha iniziato a esaminare il disegno di legge governativo, già approvato dal Senato, di revisione dall’articolo 138, che fa saltare la “valvola di sicurezza” pensata dai nostri Padri costituenti per impedire stravolgimenti della Costituzione.

Ci appelliamo a voi che avete il potere di decidere, perché il processo di revisione costituzionale in atto sia riportato sui binari della legalità costituzionale.

Chiediamo, innanzitutto, che l’iter di discussione segua tempi rispettosi del dettato costituzionale, che garantiscano la necessaria ponderazione delle proposte di revisione, il dovuto approfondimento e anche la possibilità di ripensamento.

Chiudere, a ridosso delle ferie estive, la prima lettura del disegno di legge costituzionale, impedisce un vero e serio coinvolgimento dell’opinione pubblica nel dibattito che si sta svolgendo nelle aule parlamentari.

In secondo luogo vi chiediamo di restituire al Parlamento e ai parlamentari il ruolo loro spettante nel processo di revisione della nostra Carta costituzionale.

L’aver abbandonato la procedura normale di esame esplicitamente prevista dall’articolo 72 della Costituzione per l’esame delle leggi costituzionali, l’aver attribuito al Governo un potere emendativo privilegiato, l’impossibilità per i singoli parlamentari di sub-emendare le proposte del Governo o del Comitato, la proibizione per i parlamentari in dissenso con i propri gruppi di presentare propri emendamenti, le deroghe previste ai Regolamenti di Camera e Senato, costituiscono altrettante scelte che umiliano e comprimono l’autonomia e la libertà dei parlamentari e quindi il ruolo e la funzione del Parlamento.

Vi chiediamo ancora che i cittadini possano liberamente esprimere il loro voto su progetti di revisione chiari, ben definiti e omogenei nel loro contenuto.

L’indicazione generica di sottoporre a revisione oltre 69 articoli della Costituzione, contrasta con questa esigenza e attribuisce all’istituendo Comitato parlamentare per le riforme costituzionali indebiti poteri “costituenti” che implicano il possibile stravolgimento dell’intero impianto costituzionale.

Non si tratta di un intervento di “manutenzione” ma di una riscrittura radicale della nostra Carta fondamentale non consentita dalla Costituzione, aperta all’arbitrio delle contingenti maggioranze parlamentari.

Chiediamo che nell’esprimere il vostro voto in seconda lettura del provvedimento di modifica dell’articolo 138, consideriate che la maggioranza parlamentare dei due terzi dei componenti le Camere per evitare il referendum confermativo, in ragione di una legge elettorale che distorce gravemente e incostituzionalmente la rappresentanza popolare, non coincide con la realtà politica del corpo elettorale del nostro Paese. Rispettare questa realtà, vuol dire esprimere in Parlamento un voto che consenta l’indizione di un referendum confermativo sulla revisione dell’articolo 138.

Vi chiediamo infine di escludere dalle materie di competenza del Comitato per le riforme costituzionali la riforma del sistema elettorale che proprio per il suo significato politico rilevantissimo ha un effetto distorsivo nell’ottica della revisione costituzionale.

E’ in gioco il futuro della nostra democrazia.

Assumetevi la responsabilità di garantirlo.

Tra i firmatari:

Alessandro Pace, Gianni Ferrara, Alberto Lucarelli, Don Luigi Ciotti, Michela Manetti, Raniero La Valle, Claudio De Fiores, Paolo Maddalena, Cesare Salvi, Massimo Siclari, Massimo Villone, Silvio Gambino, Domenico Gallo, Antonio Ingroia, Beppe Giulietti, Antonello Falomi, Raffaele D'Agata, Mario Serio, Antonio Di Pietro, Paolo Ferrero, Aldo Busi, Salvatore Settis, Gian Carlo Caselli, Salvatore Borsellino, Roberta De Monticelli, Paolo Flores D'Arcais, Maurizio Viroli, Maurizio Crozza, Gustavo Zagrebelsky, Mario Almerighi, Franco Baldini, Bianca Balti, Aldo Busi, Adriano Celentano, Luisella Costamagna, Ennio Fantastichini, Ficarra e Picone, Fabrizio Gifuni, Gene Gnocchi e Valentina Lodovini, Dileo "Boosta", Milena Gabanelli, Daniele Luttazzi, Francesca Neri, Ottavia Piccolo, Claudio Santamaria.

Secondo la Costituzione il Presidente della Repubblica può nominare cinque senatori a vita tra i cittadini italiani che abbiano «illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario». Napolitano ha scelto, con sovrana libertà di giudizio. Noi, semplici cittadini, commentiamo
Nell'immagine uno degli esempi del modo in cui l'artista scelto da Giorgio I interpreta il rapporto tra la Sua architettura, la città, il paesaggio. Per una valutazione critica del "grattacielo Piano" a Torino vedi su eddyburg l'intervento di E. Salzano, gli interventi di Ettore Boffano e di Vittorio Gregotti e l'appello dell'aprile 2010 , nonchè i materiali raccolti sul sito No_Grat

Il manifesto, 24 agosto 2013

La Magistratura ha salvato la decenza. Ma il problema non è Berlusconi, è il berlusconismo. Cioè gli italiani?

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