«Hanno razziato Venezia e Orsoni ha fatto il Pilato»
Sabrina Tomè
«Ieri l'arringa delle parti civili: chiesti 6,4 milioni di danni, ma la somma aumenterà. L'avvocato del Comune, Ravagnan: "La città è la vera grande vittima della ruberia"». la Nuova Venezia, 14 luglio 2017, con postilla



Il grido di dolore di Venezia, di una città oltraggiata nellasua immagine e depredata delle sue ricchezze, si è levato forte ieri,nell'udienza del processo per le tangenti del Mose dedicata alla richiestadelle parti civili. Sei milioni 430 mila euro la somma complessiva sollecitatada Comune, Città Metropolitana, Regione e Consorzio Venezia Nuova agli ottoimputati accusati a vario titolo di corruzione e finanziamento illecito. Sitratta di un conteggio provvisorio visto che sono stati chiesti per lo più idanni non patrimoniali (da immagine e disservizio), mentre si è rinviato algiudice civile per il calcolo di quelli patrimoniali. Ai 6 milioni, inoltre,vanno aggiunti gli 8 (uno ad imputato) contestati nella precedente udienzadall'Avvocatura dello Stato.

Predoni e api operaie. La somma è destinatapertanto ad aumentare anche se sarà difficile dare ristoro a «un dannogigantesco, incomparabile, forse non misurabile», ha detto ieri l'avvocatoLuigi Ravagnan, legale del Comune di Venezia, in un'appassionata arringa con laquale ha ricostruito la sofferenza di una città violata. «In 37 anni diprofessione non ho mai visto una ruberia di queste proporzioni», ha affermato,«Venezia è la vera grande offesa, la vera grande vittima di questi fatticriminali. Chi ha lucrato illegalmente sulle somme destinate al Mose, ha rubatoi soldi alla città». Ruberie, anzi razzie: l'avvocato ha usato il termine di"raiders", razziatori appunto, per l'ex ministro all'Ambiente e alleInfrastrutture Altero Matteoli e per l'imprenditore romano Erasmo Cinque suo amico.

 «Risorse sono state rapinate a Venezia a cui ilministro ha fatto un'offesa diretta: soldi sottratti alla città per interessipersonali». Il legale si è poi soffermato sugli imprenditori del Mose, quellidelle sovrafatturazioni, definendoli «le api operaie della corruzione». Quantoall'ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni: «Lui non è un raider, ma si è lavatole mani come Pilato», ha affermato Ravagnan secondo cui bene aveva fatto bene achiedere il patteggiamento, «Sono certo che non ha trattenuto un euro, ma hauna cattedra di diritto e non poteva non sapere che il Cvn non potevafinanziare la campagna elettorale. Bisognava e si poteva dire di no, ilprofessor Orsoni non ha avuto la forza di farlo». 

Il Comune ha chiesto un risarcimentodi 2,3 milioni di euro in solido «perché tutti hanno tolto risorse a Venezia»,a Orsoni, Matteoli, Cinque, all'ex Magistrato alle Acque Maria Giovanna Piva eall'imprenditore Nicola Falconi; 9 euro di ristoro per ciascun veneziano.Dannocon estensione planetaria. Due euro per abitante della provincia di Venezia,per un totale di 1,2 milioni, li ha chiesti invece la Città Metropolitana conl'avvocato Giuseppe Chiaia che ha parlato dello scandalo Mose come di un eventocon «estensione planetaria». Il legale ha calcolato in 100 milioni il costo peril territorio dell'affidamento dei lavori al Cvn senza gara. «La nostra'ndrangheta». «Lo scandalo Mose è la nostra 'ndrangheta», ha detto l' avvocatodella Regione Dario Bolognesi chiedendo 2,5 milioni di euro (500 mila a testaper Falconi, Piva, Turato, Matteoli e Cinque) .Gli intrecci Matteoli-Piva.«L'immagine del Cvn ha subito un devastante degrado, è stato indicato come unricettacolo di malaffare e spreco pubblico, percepito dall'uomo della strada comeun covo di farabutti». Così l'avvocato del Cvn Paola Bosio presentando larichiesta risarcitorie di 430 mila euro a titolo di provvisionale (10 milaall'ex europarlamentare Lia Sartori, 10 ad Orsoni e 10 a Falconi più 100 mila aPiva, Falconi, Matteoli e Cinque). 

Il legale ha ricostruito in unadettagliatissima arringa di tre ore tutti i meccanismi dello scandalo Mose,soffermandosi in particolare sulle responsabilità di Matteoli: lui haautorizzato (pur non avendone titolo) lo sblocco dei lavori su Porto Margheracon assegnazione al concessionario unico Cvn; lui ha influito sulla nomina diPatrizio Cuccioletta a presidente Mav; lui ha imposto al Consorzio la societàSocostramo di Cinque. L'avvocato Bosio ha parlato delle mazzette che avrebbeintascato sia da Mazzacurati per la campagna elettorale, sia da PiergiorgioBaita (550 mila euro). Un extrastipendio e collaudi importanti, invece, ilcompenso al presidente del Mav, Piva, per non controllare. L'avvocato Bosio hasottolineato la confusione di ruoli tra le parti, con gli atti redatti dalConsorzio e il Mav inerte. Il Cvn avrebbe scritto addirittura la relazione dirisposta del Magistrato alle contestazioni della Corte dei Conti nel 2007.

postilla


Un processo davvero singolare. Tutti i protagonisti del più grande scempio perpetrato sulla Laguna e la più efferata rapina 
ai danni del  contribuente di oggi e di domani da parte dello Stato, la Regione le banche e loro fondazioni, le Università e loro dirigenti, e soprattutto il Consorzio Venezia Nuova si trasformano, da colpevoli, ad accusatori di quanti si sono appropriati di pingui briciole del comune banchetto. 

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