Luci e sbarre, così rinasce l'Appia
Maria Rosaria Spadaccino
Continua, tenacemente, anche contro le ottusità dei privati,la tutela e il rilancio della regina viarum da parte della Soprintendenzaarcheologica. Corriere della Sera, ed. Roma, 8febbraio 2013 (m.p.g.)

L'Appia Antica sarà protetta dalle sbarre. Ieri ladirettrice Rita Paris ha annunciato ai residenti il progetto dellasoprintendenza speciale ai Beni archeologici che prevede l'installazione di 8sbarre di controllo per il traffico, una nuova illuminazione e 72 cassonettiper la raccolta dell'immondizia. I residenti si sono divisi. «Il demanio dagiugno ci ha affidato la completa tutela della strada», dice Paris. Per AndreaCatarci, presidente del XI municipio, «la gestione dell'Appia prevede oneri eonori».
L'Appia antica tornerà ad essereun monumento, certo molto particolare poiché abitato da centinaia di residenti.E sarà protetta dalle sbarre. Ieri c'è stato il primo incontro tra cittadini esoprintendenza speciale ai beni archeologici di Roma per annunciare l'avvio delprogetto, «di protezione complessiva della strada in condivisione con leesigenze dei residenti», spiega Rita Paris, direttrice dell'Appia antica.
La «Regina viarum» sarà tutelatada otto sbarre, lungo circa sette chilometri, la prima all'altezza del civico244 (dopo la tenuta di Capo di Bove), contemporaneamente sarà rifattal'illuminazione all'altezza del sepolcro degli Orazi e dei Curiazi e sarannoistallati 72 nuovi contenitori per l'immondizia in ferro, progettati in armoniacon il luogo.

La proposta della soprintendenzacondivisa dal municipio XI, ma anche dall'ente parco, dall'Ama, dall'Acea, ieriha suscitato una vivace discussione tra i residenti non favorevoli, «non potetechiuderci nelle nostre case», «le pietre non possono venire prima dellepersone», «i basoli già non permettono di camminare con i tacchi alti, oraanche le sbarre», «sarebbe meglio realizzare un comprensorio»; e quelli cheinvece apprezzano il lavoro della soprintendenza. Come Marisela Federici: «Noncapite che la nostra strada è molto migliorata con il loro lavoro, e lo saràancora di più quando sarà protetta».
Il progetto, il cui costo previstoè di 160mila euro (ma si farà una gara a ribasso), prevede l'istallazione dellesbarre poggiate a cippi antichi ispirati a quelli già esistenti dei primi del'900. «In un primo tempo resteranno alzate, poi in accordo con i residenti sideciderà la loro gestione».  Le propostearrivate ieri sono state tante: affidare la cura della protezione ad unaguardiania privata, collegare le sbarre a videocitofoni o a dei microchippersonalizzati.

«Siamo pronti a scegliere con i cittadini la soluzione migliore, l'importante ècapire che da giugno l'Appia è stata consegnata a noi dal Demanio e siamocompletamente responsabili della sua tutela», precisa Paris. I lavoripotrebbero iniziare a primavera inoltrata e concludersi in quattro mesi circa.«Amministrare e vivere in un territorio prezioso come l'Appia antica - diceAndrea Catarci, presidente XI municipio - comporta oneri e onori, ovviamentenoi collaboreremo con la soprintendenza perché chi vive in questa strada neguadagni in sicurezza, senza penalizzare nessuno».
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Privilegio. Questa la sensazione che si provava l'altra sera sull'Appia antica. Era una delle serate del Festival che da alcuni anni Rita Paris, direttrice del Parco Archeologico, organizza a luglio: "dal tramonto all'Appia" (segue)
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Emergenza cultura, 1 luglio 2018. L'Appia Antica è sia un'area archeologica sia un'area naturale protetta. La Regione Lazio sta per approvare il piano del parco naturale, ma senza coordinarlo - come invece dovrebbe - con il piano paesaggistico. (m.b.)
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