Più posti barca ma basta cemento
Mario Lancisi
Mentre dilaga in tutta Italia la polemica sui porti turistici a copertura di operazioni speculative, la Regione Toscana riassesta la propria strategia. Da Il Tirreno, 10 agosto 2010 (m.p.g.)
«Più posti barca, ma meno cemento e costi più bassi per una clientela medio-bassa». Così l’assessore all’urbanistica Anna Marson sintetizza il nocciolo politico delle modifiche al master plan sui porti, allegato al Pit, che l’ex assessore regionale Riccardo Conti fece approvare nel 2007. Un nuovo strappo rispetto alle linee di politica urbanistica della precedente giunta guidata da Claudio Martini.

«Vogliamo rivedere la classificazione delle tipologie di porti e approdi e approvare normative che dettino le nuove linee guida sulla portualità turistica», anticipa la Marson al Tirreno. L’idea guida numero uno: «Siamo favorevoli alla massima liberalizzazione di porti e approdi purché non siano invasivi sul piano del paesaggio. Vogliamo strutture con poco cemento», sottolinea l’assessore.
Segue l’idea numero due: «Oggi i costi di un posto barca sono troppo elevati. Ciò è penalizzante per molte persone normali che hanno bisogno di posti a prezzi più accessibili», aggiunge la Marson.

L’esempio viene dalla Francia dove ci sono porti e approdi costruiti con poco cemento, senza il retroporto dei nostri. «In alcune situazioni noi abbiamo delle cittadelle isolate con porto, alberghi e altre strutture ricettive. Questo è un modello che vogliamo ridiscutere per puntare a infrastrutture semplici, non invasive», osserva la Marson.
Sugli approdi turistici la polemica è da anni rovente. C’è chi dice che sono pochi, che la domanda di posti barca è superiore all’offerta e che quindi è necessario costruire nuovi approdi. In questo momento in Toscana le pratiche urbanistiche per nuovi porti che sono in fase molto avanzata, spiegano in Regione, sono tre: Marina di Carrara, Portoferraio e Piombino. La fotografia dell’esistente registra 50 siti tra porti (una ventina) e ormeggi per complessivi 25mila posti barca.

Due anni fa, parlando all’Elba, l’ex assessore all’urbanistica Riccardo Conti spiegò che era «finita l’emergenza» era scattata «l’ora dello sviluppo». Uno sviluppo che puntava anche sulla nautica da diporto.
Il master plan di Conti prevedeva la qualificazione dei porti e dei posti barca: maggiore accessibilità, parcheggi, servizi di qualità. L’idea era quella di puntare a porti di eccellenza. C’è da chiedersi se la qualità e l’eccellenza dell’attuale master plan non collida con il taglio più popolare e spartano che la Marson vuole dare ai porti turistici toscani.

Di contro c’è il partito degli ambientalisti che sostiene che di porti e porticcioli è lastricata la costa toscana. Il rettore della Normale di Pisa Salvatre Settis ha parlato di «coste bombardate dal cemento dei porti turistici».
«Noi vorremmo disaccoppiare i due termini di cemento e porti turistici. La nostra linea è terza rispetto a queste due posizioni. Nel senso che condividiamo l’aumento degli approdi per le barche, ma li vorremmo meno cementificati possibile. Scarni, essenziali. Non le cittadelle che spesso vediamo oggi», spiega la Marson.

Se sul piano edilizio, il neo assessore all’urbanistica sembra aver fatto propria la posizione dei comitati anti-ecomostri e degli ambientalisti, per quanto riguarda i porti turistici la revisione annunciata dell’attuale master plan di contiana memoria si muove, guardando al modello francese, come una terza strada tra ambientalisti e sviluppisti. Ipotizzando uno sviluppo a basso uso di cemento. Senza cittadelle e cattedrali in riva al mare. Puntando ad una clientela medio-bassa.

Ma nello sfondo l’interrogativo è se un modello così sobrio possa attrarre capitali. Se senza cittadella un porto turistico possa essere fonte di business. E quindi in grado di attrarre l’interesse degli investitori. L’interrogativo richiama la cittadella viola di Firenze. La Regione e la Marson vorrebbero che in essa venisse costruito solo il nuovo stadio. Diego Della Valle controbatte che lo stadio da solo non porta soldi. Occorrono alberghi, centri commerciali, musei ed anche ristoranti. Così per i porti: basta il posto barca? O per creare business occorrono anche alberghi e ristoranti? Questo è il senso forse della sfida che la Marson dovrà affrontare per far approvare le sue revisioni del master plan: è possibile il business senza il cemento?

Sullo stesso tema
Giangiacomo Schiavi
Puro buon senso: più che una analisi dei flussi elettorali una constatazione sulla domanda di politica e democrazia. Corriere della Sera Milano, 21 maggio 2011 (f.b.)
Rinaldo Gianola
Il Po, quasi il simbolo dell'Italia che gli italiani non amano. Altrimenti, perchè? l'Unità, 24 marzo 2010
Amerigo Alberto; Restucci Vitucci
Un servizio sulla devastazione promossa e attuata da un’intesa tra centrosinistra (locale) e destra (nazionale) e la chiara denuncia del rettore dell’Università Iuav. La Nuova Venezia, 31 dicembre 2010
Ultimi post
Eddyburg
Sono passati due anni dalla scomparsa di Edoardo Salzano. Un urbanista che non ha mai smesso di analizzare le trasformazioni urbane. Un intellettuale libero e coraggioso che con determinazione guardava avanti e non si arrendeva davanti alle ingiustizie. Un maestro. Lo ricordiamo ripubblicando uno dei suoi scritti, ancora profondamente attuale, sul mestiere dell'urbanista.
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
CopyrightMappa del sito
© 2022 Eddyburg