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Un rischio da affrontare
Data di pubblicazione: 27.10.2007

Autore:

Se la crisi si consuma, è possibile una soluzione alternativa al “governo tecnico”. Eccesso di fiducia nell’elettorato? Da il manifesto del 27 ottobre 2007



Nelle situazioni difficili e anche pericolose, di norma si raccomanda cautela e prudenza. Situazione difficile e anche pericolosa è quella, attuale, del governo Prodi, il cui sostegno è sempre più insicuro, e anche ricattatorio, distruttivo, al limite, dell'immagine di un governo di centro sinistra, e anche del neonato Partito democratico.

Tutte queste considerazioni sono importanti e anche scontate, però al punto in cui stanno oggi le cose penso che perseverare, pur con tutte le accortezze possibili, sia diabolico e autolesionistico, soprattutto per quelle forze che ancora si dicono di sinistra. Anche il rifugio in un governo tecnico o istituzionale non mi pare ipotesi positiva. Che cosa di meglio, quali riforme (elettorale compresa) potrebbe fare un governo tecnico o istituzionale che il governo politico non è riuscito a fare?

Un periodo non breve di coabitazione forzata al governo, con forze di centrodestra, sicuramente sgretolerebbe i già incerti consensi del Partito democratico e lacererebbe la sinistra.

Quindi un po' di audacia (quella cara a Danton, che però finì ghigliottinato) dovremmo averla e, piuttosto che perseverare nell'agonia, mettere nel conto il rischio delle elezioni anticipate. Dico di affrontare con coraggio questo rischio per due ragioni, a mio parere, entrambi valide.

In primo luogo non è affatto detto che queste elezioni anticipate darebbero la vittoria a Berlusconi. Per un verso il fascino di Berlusconi è un po' impallidito. Dall'opposizione è riuscito a realizzare solo attentati e azioni di guerriglia. Non è stato neppure in grado di mettere in circolo il suo famoso «contratto con gli italiani». Nessun progetto politico di un qualche respiro. Per l'altro verso c'è stato un movimento positivo a sinistra. La partecipazione alle primarie, comunque valutata, ha segnato un'uscita dalla passività inerte. Ancora di più la grande manifestazione del 20 di ottobre ha detto a Prodi e anche a Veltroni che la società italiana non è inerte e passiva. Insomma non è affatto detto che elezioni anticipate segnerebbero il ritorno a palazzo Chigi di Berlusconi e dei suoi.

In secondo luogo ove le elezioni anticipate, contro i miei auspici, andassero male ritengo che un passaggio all'opposizione delle forze di sinistra e democratiche non sarebbe una disgrazia, ma darebbe loro la libertà e l'audacia di diventare una vera forza di sinistra, non più frenata dai lacci e lacciuoli (e ricatti) della sua attuale maggioranza. Personaggi come Dini diventerebbero entità trascurabile e ci sarebbe un vero rinnovamento e rafforzamento dei democratici e della sinistra.

E questo, cari lettori, non è il tanto peggio, tanto meglio. Non solo perché oggi siamo al peggio. Se vogliamo un consenso dobbiamo avere un po' di fiducia nei cittadini italiani, tanto bistrattati dalla politica e dai politici di questi ultimi anni.









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